Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Grazie infinite e Arkeon Novembre 4, 2009

Oggi scrivo per segnalare l’ultimo post di Pulvis, del blog Grazie Infinite, una blogger che parla di sè, dei suoi pensieri e delle sue esperienze. Tra le sue esperienze c’è stato Arkeon. Con le sue parole restituisce un po’ di giustizia e verità a quanto i media – e non solo – hanno stravolto.

Arkeon, l’uso delle immagini ed il CeSAP

 

Arkeon, le voci fuori dal coro Ottobre 29, 2009

Tempo fa ho letto un post molto critico su Arkeon. Ho scritto all’autore che mi ha fatto un po’ di domande. Ha pubblicato le risposte sul suo blog. Riporto il post così com’è:

Questioning Complementary Medicine

Arkeon: Le voci fuori dal coro

October 26, 2009

La blogger dietro “Fiori di Arancio” ha gentilmente risposto ad un’intervista permettendoci così di avere una visione più ampia e chiara del caso Arkeon, ecco qui di seguito la lista di domande e risposte:

1. Nel tuo blog ho letto alcuni post inerenti alla tua vita di privata, di genitore e componente di una famiglia in crescita, ma anche riguardati il gruppo Arkeon, a che scopo hai aperto questo blog?

Ho iniziato il mio blog in un periodo in cui positivamente di Arkeon non si poteva parlare da nessuna parte. L’unico forum che ha accettato un dialogo è stato oscurato dopo circa un mese su richiesta della procura di Bari e la sua moderatrice (la studiosa Raffaella Di Marzio – la storia su questo link: http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2009/03/tasselli-di-esperienza-ottavo-tassello.html ) è stata accusata formalmente con tanto di avviso di garanzia di aver preso lei il comando della “setta”. Anche la pagina di wikipedia è stata cancellata per un motivo capzioso.
In più i partecipanti ai seminari di Arkeon erano – ahimè sono tuttora – additati come plagiati – o in alcuni casi criminali – e pertanto quantomeno poco credibili. Con il mio blog volevo sia dire che l’esperienza di Arkeon per me è stata molto positiva e non mi sognerei mai di rinnegarla sia volevo mostrare, attraverso la mia vita e le mie riflessioni che siamo persone normali.

2. Spesso citi i giornali, telegiornali e mezzi di comunicazione, in che modo i mass media hanno inciso con le loro informazioni sulla tua vita?

Trovo che la campagna mediatica fatta contro Arkeon sia talmente vergognosa da togliere qualsiasi credibilità al mestiere di giornalista. Quando è andata bene sono stati riportati comunicati stampa parola per parola. Non ci sono stati contraddittori, i “testimoni” con il lenzuolo in testa e la voce camuffata, le immagini in chiaro delle persone di Arkeon, bambini compresi, gli esperti che in realtà non ne sanno nulla, è sempre tutto lo stesso teatro.

3. Arkeon è stata accusata di essere una “pisco-setta”, tu che hai preso parte a questo gruppo, pensi che sia stata una classificazione adeguata?

Assolutamente no.

4. Il gruppo Arkeon in seguito alle accuse ricevuto è stato sottoposto a parecchie pressioni dalle forze di polizia con controlli e incursioni durante le riunioni del gruppo, perchè è accaduto? Quali conseguenze ha avuto?

I seminari e le riunioni delle associazioni sono interrotti da quando sono iniziate le indagini. In realtà, da quello che so, purtroppo la polizia non ha fatto alcun controllo nè alcuna incursione. Nella trasmissione Terra! andata in onda poco dopo la consegna degli avvisi da garanzia il capo della Digos ha detto che i seminari erano chiusi e la polizia non li aveva infiltrati, mentre in realtà poteva partecipare chiunque. L’unica vera incursione è stata fatta dalla Digos di Roma (non di Bari) durante la riunione informativa con la dott.sa Di Marzio. Dopo qualche ora di formalità e il sequestro di alcuni materiali gli agenti hanno lasciato che la riunione continuasse (ne parla Raffaella Di Marzio in questo articolo: http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/print.php?storyid=148).

5. Alcuni ex partecipanti alle riunioni di Arkeon e alcuni famigliari di quest’ultimi hanno denunciato il gruppo, affermando siano state commesse violenze e non solo durante le riunioni,Perchè credi che, coloro che dicono di essere vittime, si sono rivolti alle forze pubbliche?

Dalle situazioni che ho potuto constatare personalmente queste accuse non sono vere. A fronte di quei pochi che hanno denunciato (di cui credo la metà siano familiari che Arkeon non l’hanno mai visto) ci sono diversi che raccontatno tutt’altra esperienza, la maggior parte non fanno nulla. Personalmente credo (ed è la mia opinione personale, magari mi sbaglio) che le persone che avevano dei dubbi sul percorso di Arkeon non sono state assistite adeguatamente da chi avrebbe dovuto farlo. Poi penso che ci sia chi – sulla scia del boom di Wanna Marchi – pensa di fare un po’ di soldi. Certo è che, se veramente c’è stato qualche episodio, resta un episodio isolato che non ha niente a che vedere con quello che Arkeon era.

6. Il Reiki che importanza aveva, sempre che ne abbia avuta, nel gruppo Arkeon?

All’inizio Arkeon non c’era, c’erano i seminari di Reiki. Quando si è accorto che si stava distanziando dal reiki, Vito Carlo Moccia ha dato un nuovo nome al percorso che faceva.

7. In realtà, puoi dirci su cosa vertivano le riunioni del gruppo Arkeon?

Penso che una buona descrizione sia stata fatta sulla pagina pretestuosamente cancellata da wikipedia: “In un’intervista Vito Carlo Moccia ha descritto il metodo Arkeon come “un percorso di sviluppo e conoscenza personale”. Questo percorso dovrebbe passare attraverso un lavoro introspettivo sulle origini, sui comportamenti e sulle esperienze che influenzerebbero la vita delle persone. Il metodo si richiama a valori quali il sentimento di appartenenza, lo spirito della paternità i riti di passaggio, il culto degli antenati e la forza dell’autenticità e del coraggio. Questi valori sarebbero i “valori del modello arcaico della civiltà contadina”, che sono progressivamente perduti nella società moderna. Il metodo definito esperienziale consiste in incontri dei partecipanti (cerchi). In questi cerchi avviene la condivisione e il conduttore (maestro) fornisce ai partecipanti (allievi o studenti) strumenti per la ricerca introspettiva.I seminari, sospesi a partire dall’ottobre 2007, erano aperti a chiunque volesse parteciparvi e si articolavano in: seminari di I livello (sabato e domenica, preceduti da una presentazione gratuita il venerdì sera) seminari di II livello (lunedì e martedì) seminari residenziali intensivi tematici (The Spirit of the Earth, I am living Honoring My Death, On the Path of Mastery, Loving Relationship Training, Ai Ko Riu, The Business of You)”.

8. C’è altro che vuoi aggiungere?

Quello che più mi colpisce è che tutti parlano di Arkeon, di setta, psicosetta, teorie strane, quello che si faceva o non faceva, ma nessuno lo ha in realtà visto da vicino. NOn esiste uno studio su Arkeon. La dottoressa Lorita Tinelli che dice di averlo studiato per 10 anni in realtà ha prodotto solo una paginetta dove per di più mostra di aver capito poco o nulla e lo dimostra quella che lei chiama la teoria del “padre pedofilo” che per un percorso chiamato “La via del padre” sarebbe, se fosse vero, un grosso grosso controsenso. In realtà Vito Carlo Moccia si era rivolto al GRIS (Gruppo di Ricerca Socio Religiosa, della Chiesa Cattolica) perchè studiasse Arkeon e ha ricevuto un rifiuto. Raffaella Di Marzio ha accettato e poco tempo dopo si è ritrovata – su denuncia, vedi http://www.nntp.it/cultura-newage/1507235-parola-di-lorita.html – indagata e lo studio tuttora interrotto. Allo stesso modo sono state denunciate tutte le persone che hanno pubblicamente espresso solidarietà alla dottoressa Di Marzio per quanto accaduto. Vorrei sottolineare il clima di terrore sparso verso le famiglie di Arkeon, le minacce ricevute su internet e con altri mezzi, di nuovo la gogna mediatica. Mi auguro che il caso Arkeon venga finalmente approfondito e che si faccia luce su tutti questi episodi e su quello che Arkeon era veramente perchè niente aveva a che vedere con quanto i media continuano supinamente a riportare.

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Soddisfatto e sicuro che ogni evento ha sempre più di una faccia e possibile interpretazione. D’altra parte la confutabilità dei media, tanto più della televisione, è stata palesata platealmente la settimana scorsa con il caso del giudice Raimondo Mesiano.

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Arkeon e la persecuzione mediatica Settembre 20, 2009

Se non ho capito male si avvicinano delle scadenze nella versione giudiziaria dell’inchiesta su Arkeon.

Non è la parte giudiziaria di cui sto parlando qui, che non conosco. Ma dell’aspetto mediatico.

Ricordo perfettamente il giorno in cui sono iniziate le indagini, in cui la “la setta Arkeon” è stata “sgominata”. La notizia è andata su tutti i telegiornali, volanti a sirene spiegate, interviste a “esperti” e a presunte vittime con il cappuccio in testa, conferenza stampa della polizia, programmi TV di approfondimento.

Non potevo credere che riguardasse proprio quel percorso, che a me aveva offerto tante possibilità, e quelle persone che avevo conosciuto. Speravo che prima o poi arrivasse un giornalista poco più serio che approfondisse la questione.

E invece no, si andava avanti, i media riportavano tutti all’unisono storie nè vere nè verosimili. Usavano parole che spaventerebbero chiunque: setta, maltrattamenti, controllo mentale, plagio, truffa. E negli anni le hanno messe insieme in modi talmente fantasiosi e folkloristici da far ridere se non ci fosse davvero da piangere.

I giornali titolavano che una setta era stata sgominta, invece con questa modalità iniziava una persecuzione mediatica che dura ancora oggi e che colpisce a volte mirando, a volte a random, tutti coloro che non si uniscono al crucifige di poche persone e di giornalisti ignoranti se non complici.

L’unica studiosa, esperta del settore, che ha accettato di confrontarsi con i “mostri” e ha partecipato ad un incontro ha trovato solo persone normali, padri di famiglia, famiglie con figli piccoli, anche qualche donna in dolce attesa. Sconvolti e increduli per quello che accadeva, ma certamente molto lontani da quello che la stampa raccontava.

Come ho già accennato altre volte, per avere accettato questo dialogo alla studiosa è arrivato un avviso di garanzia e la chiusura del sito web.

Spero che tutto venga chiarito in tribunale e prego per chi ha pagato e sta pagando un tale prezzo. Spererei, ma non mi illudo, che i giornalisti italiani si facessero qualche domanda prima di riportare lo stesso comunicato stampa, che come il telefono senza fili, cresce in fantasia e fraintendimenti ad ogni passaggio.

Perchè chiunque ne ha fatto esperienza sa che Arkeon non era una setta nè una psico-setta nè niente di simile.

Per chiudere, riporto un intervento della redazione del blog di Claudio Risè:

La redazione di questo blog non è interessata, e non ha gli strumenti, per dire chi ha torto o ragione nel dibattito pro e contro Arkeon. Lo dirà la sentenza della magistratura, che anche Risé s’è augurato sia rapida, a tutela della libertà e dignità delle persone. Dato che sembra si parli di plagio, concetto giuridicamente fragile ed usato più volte nella storia per conculcare libertà personali (anche contro gli omosessuali, come nel famoso processo contro il prof. Aldo Braibanti, negli anni 60), non è escluso che tocchi comunque aspettare prima di arrivare ad una sentenza definitiva. Fino ad allora, non c’è nessun colpevole, bensì un’inchiesta giudiziaria, si spera avviata a conclusione.
La redazione rileva tuttavia dalle testimonianze pervenute ( come già noto a chi abbia seguito a vario titolo aspetti della vicenda), che particolarmente irritante nel lavori di Arkeon sia risultato l’obiettivo di trasformazione perseguito dalle persone che li seguivano. Come è noto, è proprio delle società autoritarie, e vecchie, opporsi alla possibilità di trasformazione individuale. Per la personalità autoritaria, ognuno deve stare al suo posto, anche per non suscitare negli altri strane velleità di cambiamento. Gli Stati Uniti d’America, e le democrazie contemporanee, sono nati sull’ipotesi contraria: che ognuno avesse diritto e possibilità di entrare nella propria personale “Gerusalemme celeste”, realizzando progressivamente il proprio Sé. Tutto il lavoro psicologico cui questo blog si ispira, verifica appunto questa seconda ipotesi: il cambiamento è vita, è sviluppo, l’abbandono della trasformazione apre le porte alla depressione, e all’odio verso chi si assume il rischio di “diventare sè stesso”.
Il resto non ci riguarda. Siamo solidali con tutti coloro che in questa vicenda hanno, a vario titolo, sofferto. E siamo contro ogni linciaggio, ogni auto-da fé, ogni testimonianza resa di fronte alle telecamere con una coperta in testa; che ci farebbe ridere, se non ci preoccupasse. Il processo lo faccia chi, per legge, è titolato a farlo: la magistratura. Noi non ci faremo portatori di minacce, né di invettive. Di richiesta di giustizia, e di libertà, sì.

…e per sorridere un po’, linko lo stralcio di un film…