
Avere i figli apre gli orizzoni, anche cinematografici, così ieri, in ritardo rispetto alle altre famiglie, ci siamo trovati a vedere Kung Fu Panda.
Con mio marito notavamo con sollievo quanto, nonostante la società vada, almeno a noi sembra, nella direzione opposta alla famiglia, al padre, al rispetto per un maestro, alla sacralità, alla possibilità di fare un cammino interiore per esplorare se stessi e trovare il proprio “destino”, gli archetipi che vengono invece presentati ai bambini portano ancora con forza questa traccia.
Il film offre davvero molti spunti da poter scrivre molto, ma quello che più mi ha colpito, forse perchè tanto in sintonia con il percorso nel quale ho camminato e con quello che gli è accaduto, è la relazione con il padre e con il maestro.
Qui si può trovare la trama del film.
Po, il Panda, chiede quale sia la storia di Tai-Lung, il cattivo dei cattivi che lui si prepara ad affrontare per difendere la Cina.
E i suoi compagni gli raccontano che “Tai Lung non era un semplice allievo. Shifu lo trovò che era un cucciolo e lo crebbe come figlio suo. E quando il piccolo dimostrò talento per il Kung-Fu, Shifu lo addrestrò. Credette il lui. Gli disse che era destinato alla gloria. Non esisteva limite per Tai-Lung. Voleva la pergamena del Drago, ma Oogway vide le tenebre nel suo cuore e rifutò. Fuori di sè Tai-Lung devastò la vallata. Tentò di prenderla con la forza. E Shifu doveva distruggere quello che aveva creato. Ma come poteva? Shifu amava Tai-Lung come non aveva mai amato nessuno prima. O dopo.”
Quando il maestro Shifu crede che tutto sia perduto, che il Panda Po non sia per davvero il Guerriero Dragone ed affronta lui stesso Tai-Lung, questi gli rivela che tutto quello che voleva era che il suo maestro fosse orgoglioso di lui e gli desse per questo la pergamena del dragone. E il maestro risponde “ero orgoglioso di te, ero così orgoglioso che il mio orgoglio mi ha accecato e mi ha impedito di vedere che cosa stavi diventando”.
Come nel film, anche nella nostra storia, che però è vera, abbiamo assistito ad un maestro tradito dalle persone che più ha amato e di cui era più orgoglioso, orgoglio che ahimè gli ha impedito di vedere che cosa stavano diventando.
Po, il Panda invece cercava solo se stesso ed era combattuto tra il suo sogno di diventare un campione di Kung-fu e la strada che il padre aveva tracciato per lui che era quella di ereditare il ristorante di famiglia ricevendo l’iniziazione all’ingrediente segreto, tutt’al più avendo la libertà di scegliere se tagliare le verdure a fettine o a listarelle.
Apparentemente Po tradisce il padre per il maestro. Sceglie la strada del Kung-Fu perchè riconosciuto dal saggio Oogwai come il Guerriero Dragone, l’unico che può sconfiggere Tai-Lung.
Ma nè lui, nè il maestro Shifu sanno comprendere il messaggio della pergamena segreta, quella che dà il potere del Kung-Fu al Guerriero Dragone.
Tutto è perduto e, sconfitto Po, torna da suo padre.
Ma proprio in quel momento il padre gli rivela l’ingrediente segreto, dandogli l’iniziazione nella sua discendenza.
Ed è proprio grazie all’iniziazione del padre, grazie all’ingrediente segreto degli speghetti, che Po comprende il significato della pergamena e trova la forza di combattere di salvare il villaggio dal terribile Tai-Lung.
Finalmente Po trova la sua strada, suo padre è orgoglioso di lui e ritrova anche il suo maestro.
Perchè, come nella nostra storia che è reale, quando un maestro offre un cammino per trovare se stessi, l’allievo arriva ad un punto in cui comprende che la vera “iniziazione”, la vera benedizione per diventare uomo può riceverla solo da suo padre, nella discendenza di suo padre, che conosce un ingrediente segreto per il figlio che anche il maestro ignora.
E maestro e padre non sono in conflitto, ma lavorano insieme perchè questo allievo diventi uomo e compia il suo destino.