Più le t
rovate di oltreoceano sembrano assurde, più noi del bel paese non ce lo facciamo dire due volte ad adottarle con festante entusiasmo.
Avevo già parlato qui del movimento, associazione o quello che è No Kids.
In pratica si tratta di un gruppo di esseri umani che accoglie con gioia nel migliore dei casi, o nel peggiore spinge, il divieto per i bambini di frequentare alcuni ristoranti, alberghi, voli.
Dai commenti all’articolo apparso oggi sul corriere della sera online, vedo che questo movimento viene salutato da diversi lettori italiani con parole di giubilo, tipo “sacrosanto!”, “bambini insopportabili”, “sarebbe un sintomo di civiltà”, “era l’ora”, ecc…
Tengo per me il giudizio che ho di loro, vorrei però dirgli che, per amore di coerenza, spero non si trovino tra coloro che si battono altrove contro la discriminazione di altri esseri viventi.
Perchè questa è a tutti gli effetti discriminazione. Se dobbiamo vietare l’ingresso in un locale ad un bambino (ma che faccia tosta fare anche il simbolo!), perchè non vietarlo a:
- gli anziani: sono lenti, portano la dentiera, che fastidio vederli mangiare, potrebbero essere incontinenti, a volte un po’ maniacali e rompiscatole (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai gay: sono troppo espliciti nelle loro manifestazioni di affetto, sono spesso arroganti e pretenziosi (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai single: viaggiano da soli in macchina, creando traffico e rubando parcheggi alle famiglie che con il posto di una macchina muovono di media 4 persone (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai disabili: richiedono troppe cure, ambienti adatti, scivoli, bagni dedicati (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai cani: danno fastidio almeno quanto i bambini (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- agli immigrati: la loro cultura spesso non corrisponde alle nostre abitudini, la loro cucina può provocare odori a noi (sottolineo a noi) sgradevoli che gli restano sulla pelle (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai tifosi di calcio: fanno troppa confusione, gridano, dicono le parolacce (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- ai musulmani: le loro donne portano il velo, a volte coprono il viso, la loro vista potrebbe dare fastidio alle femministe convinte
- ai testimoni di geova: si potrebbe correre il rischio di essere evangelizzati mentre si arrotolano le fettuccine con il ragù (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- alle donne: sono imbranate, non rispettano gli orari, soprattutto sono le madri di questi mostri maleducati e urlanti che danno sempre fastidio al ristorante e in aereo (non tutte certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
- agli uomini: sono la prima causa di morte per le donne (secondo quanto riportano alcuni siti che citano datati e non corretti rapporti ISTAT), non vorrete mica condividere il ristorante, l’albergo, l’aereo con un potenziale assassino (non tutti certo, ma più o meno nella stessa percentuale di quanti sono i bambini “maleducati”)
Ne potrei aggiungere altre, ma ho la mia prole, tanto desiderata, tanto amata, tanto curata in tutti gli aspetti della sua crescita (comprese le buone maniere e la libertà di esprimersi e di essere se stessa) e non ho molto tempo da trascorrere al computer.
Si potrebbe tornare a prima di Martin Luther King quando i neri sugli autobus sedevano dietro (e che privilegio! almeno condividevano lo stesso autobus dei bianchi, i nostri figli invece, secondo queste teorie strampalate, dovrebbero essere messi su aerei diversi!), oppure si potrebbe tornare a ragionare con la testa che sarebbe meglio.
Non scrivevo un post da molto tempo. E’ un periodo in cui la vita mi concede poco di collegarmi a internet e di aggiornare il blog.
hai avuto più notizie di Vito?

Leggo sullo scorso magazine del Corriere “E il pupo potrebbe avere anche il cognome materno. Un tentativo di riforma nato 34 anni fa per cambiare la regola che impone ai figli il nome del padre. Ora il parlamento riprova a ristabilire l’uguaglianza…”
Come, secondo Claudio Risè:
Purtroppo ultimamente ho poco tempo di aggiornare il blog.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
Your Traces