Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Gli eventi che cambiano la vita Aprile 15, 2009

Durante una di queste tante celebrazioni pasquali, il sacerdote ha parlato degli eventi che sono capaci di cambiare la nostra vita.

E lo ha fatto raccondando una storia, piuttosto comune penso ma che deve averlo colpito molto, di una madre di un ragazzo adolescente che tempo fa si era rivolta a lui un po’ preoccupata. Suo figlio era proprio un bravo ragazzo, era molto fiera di lui. L’unico problema era che sembrava amasse davvero poco l’acqua e la doccia. Tornato da un campo scuola questo ragazzo era cambiato: trascorreva ora in bagno gran parte del suo tempo. La madre, più perplessa di prima, si chiedeva quale fosse il miracolo che lei per anni non era riuscita a compiere, per poi vedere che questo “miracolo” aveva i capelli lunghi ed era molto carina.

Penso alla mia vita e a quanti – diversi – eventi hanno avuto il potere di cambiarla. Di innescare quel meccanismo di trasformazione che la redazione del blog di Claudio Risè ritiene almeno in parte responsabile dell’accanimento contro Arkeon (“particolarmente irritante nel lavori di Arkeon sia risultato l’obiettivo di trasformazione perseguito dalle persone che li seguivano”), o di cui ha parlato Klee in un suo post.

In questi giorni è l’anniversario di un evento che ha, più di tutti gli altri, decisamente cambiato la mia vita.

Ed è stato un viaggio.

Un viaggio che non dimenticherò mai.

E ogni viaggio è un po’ come un film.

E ogni film ha la sua colonna sonora.

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Midge Ure – Breathe

With every waking breath I breathe
I see what life has dealt to me
With every sadness I deny
I feel a chance inside me die

Give me a taste of something new
To touch to hold to pull me through
Send me a guiding light that shines
Across this darkened life of mine

Breathe some soul in me
Breathe your gift of love to me
Breathe life to lay ¹fore me
Breathe to make me breathe

For every man who built a home
A paper promise for his own
He fights against an open flow
Of lies and failures, we all know

To those who have and who have not
How can you live with what you¹ve got?
Give me a touch of something sure
I could be happy evermore

Breathe some soul in me
Breathe your gift of love to me
Breathe life to lay ¹fore me
To see to make me breathe

Breathe your honesty
Breathe your innocence to me
Breathe your word and set me free
Breathe to make me breathe

This life prepares the strangest things
The dreams we dream of what life brings
The highest highs can turn around
To sow love¹s seeds on stony ground

Breathe
Breathe

Breathe some soul in me
Breathe your gift of love to me
Breathe life to lay ¹fore me
To see to make me breathe

Breathe your honesty
Breathe your innocence to me
Breathe your word and set me free
Breathe to make me breathe

 

Il sonno dei giusti Marzo 27, 2009

- Maaaaammaaaaaaaa!!!!!!

La prole mi corre incontro con grandissimo slancio e mi abbraccia con tutta la forza che ha

Mamma: – oh, grazie, che bell’abbraccio

Prole: – no mamma, ti ho catturato, sei mia prigioniera

Così sono i bambini, corrono, saltano, ti sfidano, ti incalzano con mille domande in un secondo, perfino ti catturano.

Di giorno.

Poi arriva il momento in cui si addormentano e tutto cambia.

Quello che mi colpisce del sonno dei bambini è che mostra quale sia la loro capacità di affidamento.

Si abbandonano completamente perchè sanno che tu ci sei, che li proteggi, che possono dormire tranquillamente perchè essere nel loro lettino è come essere in braccio al papà o alla mamma.

E l’affidamento è totale quando gli rimbocchi le coperte, gli dai un bacino, magari gli prepari i vestiti per il giorno dopo oppure raccogli qualche giocattolo che era sfuggito al riordino serale e loro sono lì, con quella faccetta angelica totalemente abbandonati…

Mi fa un’invidia…

Non il sonno, ma la capacità di affidarsi e di essere sereni.

 

“Che cosa mi fa funzionare” Marzo 25, 2009

Diversi anni fa un cantante molto famoso, alla domanda di un giornalista che gli chiese il perchè di tutti questi fans, di tutta questa gente intorno così appicicata, lui rispose:

“Molte persone vogliono capire che cosa mi fa funzionare, perchè vivo nel modo in cui vivo e perchè faccio le cose che faccio”

Questa frase mi è rimasta in testa per tanto tanto tempo, perchè credo riveli una grande verità.

Quando c’è una persona che ammiriamo, per qualunque ragione, credo sia normale cercare di capirla, di voler seguire il suo esempio, anche di cercare di identificarsi se questo vale per un certo tempo.

Nella ricerca di che cosa ti fa funzionare, cerco quello che potrebbe far funzionare me meglio di come funziono ora.

Penso che questa sia una sana spinta a migliorarsi.

Ricordo che c’era una persona – che poi negli anni si è rivelata tutto l’opposto di quello che credevo fosse, e non in meglio – che non conoscevo bene, ma che conoscevo da diversi anni e avevo seguito, seppure da lontano una sua evoluzione che a me sembrava positiva.

Erano anni per me non belli, non ero soddisfatta della mia vita. E in quelle rare volte che ci incontravamo mi chiedevo chissà come ha fatto. E mi dicevo – però se ce l’ha fatta questa persona, che sicuramente era ridotta peggio di come mi sento io ora, posso farcela anche io.

Ed è stato vero. Questa sua trasformazione è stata, non l’unica, ma una forte ispirazione che nel tempo mi ha dato la spinta a cercare quello che volevo, quello che funzionava per me.

Credo però che le parole di quel cantante volessero dire altro.

Le persone che ti ammirano, se non sono oneste – prima di tutto con loro stesse – ti invidiano e credono che tu possieda un segreto e che il modo per farle funzionare è, prima di tutto capirlo, poi rubartelo ed usarlo su di loro.

Non comprendono però che non solo non esiste nessun segreto, ma anche se ci fosse non potrebbe essere nè rubato nè riciclato.

Ma non lo capiscono.

E l’ammirazione e l’invidia (che magari all’inizio poteva essere semplice spinta a migliorarsi), si trasforma pian piano in odio e disprezzo.

Inutile spiegargli che questo segreto non esiste e che basta che mettano ordine nella propria vita e cerchino di migliorarsi per “funzionare”.

No, non possono accettare che per essere quello che si vuole bisogna impegnarsi, faticare, fare delle scelte, correre dei rischi.

Ma soprattutto prendersi la responsabilità di se stessi, delle proprie scelte e della propria vita.

Allora preferiscono rinnegarti, dire che erano “incantate” da te che invece sei tutt’altro rispetto a come ti presenti, dire che non erano capaci di vederti per quello che sei perchè tu le hai ingannate, odiarti al punto di fare di tutto per distruggerti.

Come prima tu possedevi il segreto che gli avrebbe miracolosamente cambiato la vita così – sempre tu, sempre lo stesso di prima – oggi diventi la causa di tutti i suoi guai.

Come non c’era responsabilità per se stessi prima, non c’è neanche dopo.

Come dice l’acuto blogger che mi ha ispirato questo post, questo genere di persone, dopo averti studiato per anni, dopo averti rinnegato odiato e disprezzato per altri anni, sono ancora lì che cercano il trucco.

 

Noi ci scommettiamo Marzo 17, 2009

“Scommettiamo ogni giorno sul successo del nostro matrimonio non sul suo fallimento”

Ho letto questa frase su un commento di Cosimo ad un blog che seguo.

Non voglio dire molto di più se non che nella vita si può scegliere di costruire.

O di distruggere.

Come Cosimo e sua moglie anche noi scegliamo di costruire.

E scommettiamo ogni giorno sulla riuscita, non sul fallimento.

 

Le mezz’ore che non passano mai Febbraio 3, 2009

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Riflessioni, bambini, figli — fioridiarancio @ 9:25 am
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Natale è passato da un pezzo e chiedo scusa a chi mi legge se in tutto questo tempo non ho trovato un momento per aggiornare il blog, nè per andare a leggere i blog amici.

Mi sorprende come la vita scorre veloce. Su di me non me ne rendo tanto conto, ma quando guardo i bambini la cosa mi sconvolge sempre e mi sorprende quel sentimento che per loro il tempo è lento, una festa di compleanno si aspetta per lunghissime settimane, mentre io sto qui a rincorrere i minuti, le ore, i giorni che passano.

Non so se è qualche anno in più o il diventare genitori che cambia questa percezione, ma ricordo che i miei genitori mi dicevano che da grande mezz’ora non mi sarebbe sembrato questo tempo infinito di attesa e di noia.

Ed è una sopresa vedere le attese, le mezz’ore che non passano mai, fare i conti per capire quando è la prossima settimana perchè faremo una cosa speciale e quando è carnevale e poi Pasqua e poi l’estate…

 

Mulino Bianco Luglio 15, 2008

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, La mia storia, amore, sogni — fioridiarancio @ 4:57 pm
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Non mi piace viaggiare per luoghi comuni, anche se riflettono l’idea comune delle cose quindi non si possono ignorare. Vista questa moda di additare Mulino Bianco le famiglie definibili tradizionali, non solo quelle di Arkeon, tutte quelle che per tradizionale intendono padre, madre e figli, che ce la mettono tutta per essere felici, che credono nell’amore se non eterno almeno per tutti i giorni della vita, che insegnano questo ai propri figli, che non gli piace il politically correct, che gioiscono ai matrimoni e ai battesimi e piangono ai funerali, che festeggiano i compleanni, scrivono lettere d’amore e frasi di amicizia…sono andata a cercare un po’ di spot del Mulino Bianco.

E sapete che vi dico? La famiglia del Mulino Bianco è bella!

Qui marito e moglie:

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Qui padre e figlio:

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Qui c’è anche il nonno:

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Però anche Barilla ha capito che questo modello non rappresenta più, non solo l’essere, ma neanche il desiderio degli Italiani, allora anche gli spot iniziano a cambiare…

Capisco che ci sono persone così ciniche che vi fanno credere che la famiglia esiste solo negli spot pubblicitari, che non si può essere felici, esprimere se stessi, essere anche divertenti e autoironici, come racconta Lisa nel suo post di qualche giorno fa, in un contesto familiare normale. Allora c’è chi riesce a dire che Mulino Bianco è una bellissima storia a lieto fine che leggo su Il sentiero del padre o quelle che ho già riportato qui di lui e di lei, sottintendendo che è tutto falso come gli spot rispetto alla qualità dei prodotti che provano a far passare per sani.

Se per Mulino Bianco si intende un sogno, un desiderio, l’essere in fondo felici per la normalità della vita, che è normale per chi è fuori, ma unicamente speciale per chi la vive, allora ben venga il marketing Barilla che ha (aveva) il coraggio di suscitare questi sogni…

Il prossimo video è la più bella pubblicità di Barilla, sconsiglio i cinici nemici dell’amore e della famiglia di guardarlo…è per tutte le famiglie che per qualunque ragione vivono divise…e per noi quando siamo lontani…