Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Sotto la baracca Ottobre 9, 2009

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Libertà, Testimonianza, Vito Carlo Moccia — fioridiarancio @ 12:13 am
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Oggi ho ricevuto un commento molto bello. Che più che commento è un post in se stesso. Per cui  lo pubblico così come l’ho ricevuto.

Gli spazi tra i paragrafi li ho inseriti io.

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Da: Ricciolineri

No, Fioridiarancio, non credo che Vito avrebbe potuto salvarsi dalle baionette.

Intanto non mi pare che abbia mai usato giri di parole per dire quello che pensava, e la gente tende a prendersela parecchio quando gli viene detto in faccia qualcosa che non gli piace. Molti se la prendevano “Ma chi ti credi di essere per parlarmi così?” e se ne andavano sbattendo la porta. Onesti e diretti.

Le persone di cui parli nel post, quelle che hanno avviato tutta la persecuzione mediatica, io le conosco.

Quelle che sono andate in tivù a parlare col volto coperto.

Guardavo il lenzuolino bianco e sapevo esattamente l’espressione che c’era sotto. E mentre ascoltavo mi dicevo: Ma come puoi dire queste cose proprio tu?

Io mi ricordo di come ti comportavi, ho presente il modo acritico e servizievole di relazionarti con le persone che conducevano il cerchio.

Se ad un certo punto hai scelto di smettere di frequentare i seminari c’erano altre persone che invece avrebbero voluto continuare. Non perchè c’era Vito che solcando gli oceani sul cocchio dorato trainato dal sole ci avrebbe salvati tutti. Partecipavano ai seminari perchè lì riuscivano a fare esercizio delle loro emozioni, riuscivano a filtrare le parole di Vito e a portarle nella loro quotidianità, per verificare cosa funzionava e cosa no. Molto più difficile che stare in adorazione zelante davanti al Capo.

Se non ti stava più bene potevi fermarti: “okay, non ho più voglia/pazienza per proseguire. Che Arkeon e Vito vadano a cagare, io mi faccio la mia vita!”. Invece no.

Invece hai dovuto tirare giù la baracca intera seppellendoci sotto noialtri, che invece volevamo rimanere.

Ti sarai sentito addirittura ganzo, che grazie al tuo coraggio hai smascherato un raggiro colossale.

Chissà se ci pensi mai, al dolore di centinaia di famiglie per le accuse infamanti rimbalzate sulle tivù e sui giornali?

Qualcuno potrà sentirsi capace di perdonare tutto questo dolore, ma io la grandezza d’animo necessaria non ce l’ho. Sono ancora in collera per il trattamento ricevuto da Vito e da tutte le persone che ho conosciuto e frequentato, che da un giorno all’altro sono state seppellite sotto due metri di m… insieme alle loro famiglie. E sono in collera perchè io ero tra quelli che volevano rimanere.

Io avevo finalmente trovato uno strumento con cui mi orientavo nella vita, e ora non ce l’ho più. Ho problemi e difficoltà anche piuttosto grandi e dolorosi, ma non ho più la mia palestra delle emozioni, che usavo per capire quale situazione mi faceva stare meglio e quale peggio. Chissenefregava se Vito approvava le mie scelte o no? Io mica andavo lì per Vito: ci andavo perchè serviva a me. Una volta ogni due mesi accendevo la luce e mi guardavo dentro. Poi tornavo nella mia vita quotidiana, e me la vivevo. Invece ora sono tornata a fare errori a ripetizione, mi avvito sulle decisioni, non ho più la chiarezza che avevo; e intanto il tempo passa, e anche la mia vita passa.

Chissà se ci pensi mai a me e a quelli come me… tu hai sempre guardato solo il Capo, tutti gli altri non ti sono mai interessati… però sotto la baracca non c’è rimasto solo Vito, ci sono rimasta anch’io. Non ci pensi mai, vero?

 

Arkeon? Se l’è andata a cercare Settembre 25, 2009

Amica: – hai avuto più notizie di Vito?

Fioridiarancio: – leggo un po’ su internet. Credo ci siano state scadenze giudiziarie in questi giorni ma non c’è tanto in rete. Certo che sofferenza per lui…e per la sua famiglia, non sai quante cattiverie scrivono in giro anche dei suoi figli

Amica: – eh no questo non mi piace, prendersela con i bambini…però Vito questa faccenda non è stato proprio capace di gestirla

Fioridiarancio: – non lo so, forse non lo è stato. Però credo sia molto raro trovare qualcuno in grado di gestire una valanga come quella che così violentemente ha colpito Vito e la sua famiglia

Amica: sì però era lui che credeva di aver capito il mondo e noi i poveri tapini …ed era lui che teneva seminari non io…

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Riporto questa conversazione perchè mi sembra un esempio non solo della leggenda che viene raccontata da anni ormai, ma anche del pensare comune e di un grosso fraintendimento su Vito e sul percorso di Arkeon.

E’ quella percezione delle persone che ti fa saltare dall’amore cieco all’odio smisurato in un istante, passando esclusivamente attraverso se stessi, le proprie idee preconcette e l’identità che abbiamo appiccicato sull’altro.

Pietro Bono tempo fa si chiedeva perchè questo silenzio assordante da parte degli onesti e ha dato delle risposte interessanti. Mi sento di aggiungere una mia riflessione sull’argomento.

C’è una fetta di frequentatori di Arkeon- anche tra i più accaniti denigratori -che ha interpretato, più o meno innocentemente, che prendersi la responsabilità della propria vita significasse prendersi la colpa di tutto, anche dello sfigatissimo tempo brutto di questo settembre.

Oltre ad essere un atteggiamento infantile e perdente verso se stessi e la propria vita e che rende molto faticosa se non impossibile una relazione sincera e profonda con il prossimo, credo anche che si tratti di una modalità molto superficiale che però permette di covare risentimento e cinismo pronti ad esplodere con la miccia giusta.

Così la sentenza più che prematura di qualche “esperto” zelante, e soprattutto il trattamento mediatico, hanno lanciato la palla di cannone. Vito in particolare, ma anche tanti altri, sono stati trattati così violentemente? Be’, peggio per loro se la sono andati a cercare.

Dall’essere supereoe inavvicinabile, Vito diventa un essere miserabile, indegno di essere avvicinato, che non è neppure stato capace di gestire la situazione.

Non una critica prima, una valanga di critiche dopo. Tanto da non avere umana comprensione, forse affetto sì, ma comprensione e solidarietà, nonchè sconcerto per quanto sta accadendo non sembrano esserci.

Ma io mi chiedo se i normali e pacifici cittadini siano in grado di gestire una situazione surreale come questa.

Una situazione di persone che -tra un vittimismo e un altro – si scagliano vigliaccamente con violenza anche contro i bambini.

Una situazione in cui  queste stesse persone – sempre tra un vittimismo e un altro – hanno deciso che la guerra è guerra, senza esclusione di colpi. Solo che mi avevano raccontato che le sette si comportano così.

Qui sta accadendo il contrario e da molto tempo.

E forse – non me ne intendo – la situazione non è gestibile.

Potevano salvarsi gli Indiani d’America contro i fucili e le coperte infette dei conquistatori?

 

Arkeon e la persecuzione mediatica Settembre 20, 2009

Se non ho capito male si avvicinano delle scadenze nella versione giudiziaria dell’inchiesta su Arkeon.

Non è la parte giudiziaria di cui sto parlando qui, che non conosco. Ma dell’aspetto mediatico.

Ricordo perfettamente il giorno in cui sono iniziate le indagini, in cui la “la setta Arkeon” è stata “sgominata”. La notizia è andata su tutti i telegiornali, volanti a sirene spiegate, interviste a “esperti” e a presunte vittime con il cappuccio in testa, conferenza stampa della polizia, programmi TV di approfondimento.

Non potevo credere che riguardasse proprio quel percorso, che a me aveva offerto tante possibilità, e quelle persone che avevo conosciuto. Speravo che prima o poi arrivasse un giornalista poco più serio che approfondisse la questione.

E invece no, si andava avanti, i media riportavano tutti all’unisono storie nè vere nè verosimili. Usavano parole che spaventerebbero chiunque: setta, maltrattamenti, controllo mentale, plagio, truffa. E negli anni le hanno messe insieme in modi talmente fantasiosi e folkloristici da far ridere se non ci fosse davvero da piangere.

I giornali titolavano che una setta era stata sgominta, invece con questa modalità iniziava una persecuzione mediatica che dura ancora oggi e che colpisce a volte mirando, a volte a random, tutti coloro che non si uniscono al crucifige di poche persone e di giornalisti ignoranti se non complici.

L’unica studiosa, esperta del settore, che ha accettato di confrontarsi con i “mostri” e ha partecipato ad un incontro ha trovato solo persone normali, padri di famiglia, famiglie con figli piccoli, anche qualche donna in dolce attesa. Sconvolti e increduli per quello che accadeva, ma certamente molto lontani da quello che la stampa raccontava.

Come ho già accennato altre volte, per avere accettato questo dialogo alla studiosa è arrivato un avviso di garanzia e la chiusura del sito web.

Spero che tutto venga chiarito in tribunale e prego per chi ha pagato e sta pagando un tale prezzo. Spererei, ma non mi illudo, che i giornalisti italiani si facessero qualche domanda prima di riportare lo stesso comunicato stampa, che come il telefono senza fili, cresce in fantasia e fraintendimenti ad ogni passaggio.

Perchè chiunque ne ha fatto esperienza sa che Arkeon non era una setta nè una psico-setta nè niente di simile.

Per chiudere, riporto un intervento della redazione del blog di Claudio Risè:

La redazione di questo blog non è interessata, e non ha gli strumenti, per dire chi ha torto o ragione nel dibattito pro e contro Arkeon. Lo dirà la sentenza della magistratura, che anche Risé s’è augurato sia rapida, a tutela della libertà e dignità delle persone. Dato che sembra si parli di plagio, concetto giuridicamente fragile ed usato più volte nella storia per conculcare libertà personali (anche contro gli omosessuali, come nel famoso processo contro il prof. Aldo Braibanti, negli anni 60), non è escluso che tocchi comunque aspettare prima di arrivare ad una sentenza definitiva. Fino ad allora, non c’è nessun colpevole, bensì un’inchiesta giudiziaria, si spera avviata a conclusione.
La redazione rileva tuttavia dalle testimonianze pervenute ( come già noto a chi abbia seguito a vario titolo aspetti della vicenda), che particolarmente irritante nel lavori di Arkeon sia risultato l’obiettivo di trasformazione perseguito dalle persone che li seguivano. Come è noto, è proprio delle società autoritarie, e vecchie, opporsi alla possibilità di trasformazione individuale. Per la personalità autoritaria, ognuno deve stare al suo posto, anche per non suscitare negli altri strane velleità di cambiamento. Gli Stati Uniti d’America, e le democrazie contemporanee, sono nati sull’ipotesi contraria: che ognuno avesse diritto e possibilità di entrare nella propria personale “Gerusalemme celeste”, realizzando progressivamente il proprio Sé. Tutto il lavoro psicologico cui questo blog si ispira, verifica appunto questa seconda ipotesi: il cambiamento è vita, è sviluppo, l’abbandono della trasformazione apre le porte alla depressione, e all’odio verso chi si assume il rischio di “diventare sè stesso”.
Il resto non ci riguarda. Siamo solidali con tutti coloro che in questa vicenda hanno, a vario titolo, sofferto. E siamo contro ogni linciaggio, ogni auto-da fé, ogni testimonianza resa di fronte alle telecamere con una coperta in testa; che ci farebbe ridere, se non ci preoccupasse. Il processo lo faccia chi, per legge, è titolato a farlo: la magistratura. Noi non ci faremo portatori di minacce, né di invettive. Di richiesta di giustizia, e di libertà, sì.

…e per sorridere un po’, linko lo stralcio di un film…

 

Ah…le mamme Settembre 16, 2009

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Pensieri, bambini, figli — fioridiarancio @ 11:20 pm
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Mamma e prole si apprestano ad uscire in un tardo pomeriggio settembrino.

Prole; mamma, ho messo il cappelino, lo metti anche tu così facciamo la polizia?

Mamma: be’ io, no io no

Prole: perchè?

Mamma: perchè non sono una bambina. Non è che una mamma va in giro con il cappellino da sole quando quasi piove e non siamo neanche al mare

Prole dopo aver riflettuto: e infatti non se ne vedono di mamme che vanno in giro così

 

La noia e il sogno Settembre 14, 2009

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Libertà, Pensieri, sogni — fioridiarancio @ 9:43 pm
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Sogni ad occhi aperti e Arkeon

C’è un momento della giornata direi quasi magico. Che non si ripete neanche tutti i giorni. Anzi direi piuttosto raramente.

La prole dorme, i piatti sono lavati, le stanze in ordine, i vestiti per la scuola di domani pronti, nessuna telefonata da fare. Non so che cosa fare, mi gira la testa.  Anche perchè ho imparato presto che in una casa c’è sempre qualcosa da fare. E in effetti potrei fare i conti di quanto abbiamo usato la carta di credito questo mese per non trovare sorprese sul conto, potrei sistemare una pila di scartoffie che affollano la scrivania da mesi ormai, potrei stirare la vetta della montagna di vestiti che non si abbassa mai nonostante gli sforzi, potrei fare un bel bagno rilassante, potrei finire di leggere quel libro e restituirlo al legittimo proprietario, potrei scrivere un post o commentare quelli dei blog amici…

Ma tutte queste possibilità mi confondono. E allora me ne sto qui sul divano e mi accorgo che spunta un sentimento che mi tormentava da bambina e da adolescente, ma che da grande difficilmente trova un pizzico di tempo per venirmi a trovare: la noia.

Quando c’era non la sopportavo e ritrovo nella prole la stessa insofferenza che provavo io. Oggi invece – nonostante il senso di colpa per tutte le cose che lascio indietro – me la godo, perchè è da questi momenti che ci si riposa la testa e affiorano i sogni. E il tempo per sognare bisogna trovarlo, anche da grandi.

 

Possiamo fare a meno dei figli Giugno 19, 2009

Come, secondo Claudio Risè: “La paternità…è dono di sé al figlio”, allo stesso modo credo che anche la maternità sia un dono.

Che si dà, non che si riceve.

Che si può scegliere di non dare, ma certamente non sono i figli ad essere per le madri, ma le madri per i figli.

Che Cameron Diaz, 37 anni, dichiari:”Sono ancora giovane, ho una vita incredibile. In un certo senso ho questo tipo di vita proprio perchè non ho figli” non mi colpisce più di tanto. Credo anzi faccia bene a non coinvolgere ipotetiche creature nella sua vita incredibile, al contrario della sua collega Angelina Jolie. Purchè non si svegli a 55-60 anni rivendicando il diritto alla maternità e difendendo tecniche estreme di fecondazione assistita.

Già Elisabetta Canalis, 31 anni, fa più confusione: “a differenza di quanto ogni ragazza della mia età potrebbe pensare, io non ne ho bisogno”. Qualcuno dovrebbe spiegarle che non sarebbe lei casomai ad averne bisogno, sarebbero i suoi figli ad aver bisogno di lei. Meglio non ne faccia, sono d’accordo. Lo stesso però vale per lei: che a 55-60 anni non si metta a fare battaglie sociali a nome di tutte le donne contro la cattivissima legge 40 che in Italia le negherà di realizzare il suo improvviso desiderio e certamente DIRITTO di essere mamma quando avrebbe l’età di fare la nonna.

Mi lascia invece più perplessa la dichiarazione di Natalia Aspesi, 80 anni tra pochi giorni: “pensare che alla mia età potrei avere un figlio di oltre 50 anni mi fa orrore”. Oltre a sorridere pensando a chi tra lei e il suo ipotetico figlio proverebbe più orrore, mi sorpende che ancora oggi su quotidiani e settimanali la troviamo a dispensare consigli su questioni familiari, rapporti genitori/figli in relazione sia a figli grandi che a figli piccoli. Chissà con quale orrore fa andare le dita sulla tastiera.

La psicoanalista francese Corinne Maier, autrice del discusso libro No Kids, chiarisce una volta per tutte: “con i soldi che ho guadagnato scrivendo libri potrei fare il giro del mondo, invece sono agli arresti domiciliari, costretta ad alzarmi tutti i giorni alle sette per servire a tavola e fare ripetere stupidissimi compiti…se proprio ci tenete a mantenere un parassita, prendetevi un gigolo, è più piacevole”

Spero che queste dichiarazioni un po’ estreme siano circoscritte a queste persone stravaganti e non siano il sintomo di quello che stiamo costruendo.Non perchè tutte le donne debbano necessariamente essere madri o sognare la casa nella prateria.

Ma perchè una società che pensa che i bambini siano parassiti, che invoca zone child free in aereo (con buona pace di tutti i trattati sui diritti dell’uomo e contro la discriminazione) è, secondo la mia personale opinione, una socità triste e arida.

Si può sostenere che la mia sia una posizione retrograda. Forse lo è. Però, se questo è il progresso e il futuro, a me non piace.

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Le affermazioni virgolettate sono tratte da:
http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200906articoli/44658girata.asp

 

Happy Birthday! Maggio 23, 2009

Oggi il mio blog compie un anno.

Ringrazio tutti quanti voi che leggendo, commentando, criticando, mi avete insegnato tanto in questo anno.

E apprezzo che la libertà di espressione sia ancora – almeno un pochino – tutelata in questo paese, nonostante gli infiniti tentativi di censura.

 

Sulla via di Damasco? Maggio 14, 2009

I miei genitori si lamentano che una lontana cugina sia insopportabilmente egocentrica e logorroica, esattamente come era l’ultima volta che l’hanno vista, circa dieci anni fa. O che un’altra lontana cugina sia ingombrante ed invadente proprio come è sempre stata.

Un altro caro familiare si stupisce che la sua ex-moglie si comporti male esattamente come fa da circa trent’anni e ogni volta resta molto male.

Leggo lo sconcerto sul blog di Pietro Bono per un silenzio assordante che anche a me spacca le orecchie da diverso tempo e che continuo a non spiegarmi.

Leggo l’incredulità della dottoressa Raffaella Di Marzio per quanto continua ad accaderle.

Nonostante la mia abbastanza giovane età non ho fiducia che le persone cambino, non ho fiducia che vengano folgorate sulla via di Damasco.

L’esperienza di questi anni mi sta insegnando che parte dell’essere adulti è imparare a guardare le persone e le situazioni per quello che sono e non con la speranza di quello che vorrei diventassero.

Non vorrei con questo essere fraintesa.

Ho fiducia che esista la possibilità del cambiamento in ciascuno di noi. Ma penso che debba essere una spinta molto profonda, il frutto di una grande ricerca o di una esperienza molto forte. E della nostra scelta.

Ed è per pochi.

Non perchè esistono esseri umani “eletti” che hanno una possibilità che ad altri è negata. Ma perchè, di fatto, nella vita sono davvero pochi quelli che scelgono di seguire questa scintilla che è presente nel cuore degli uomini.

E’ un po’ come ho sempre pensato il sogno americano: di fatto non è per tutti (ed è questa l’obiezione che molti fanno al sistema americano), ma è possibile per tutti se tutti non è una massa ma ciascun individuo.

E gli individui che scelgono il proprio sogno sono in pochi.

In questo contesto non mi stupisce che i sostenitori delle teorie sul plagio riconoscano nel cambiamento improvviso e radicale uno dei segni dall’avvenuto condizionamento.

Cambiamenti come sono stati quello di San Paolo, San Francesco, Padre Cristoforo e l’Innominato, per citare i primi che mi vengono in mente.

Per cui sono sempre più scettica e disillusa sulla possibilità di “cambiamento” di enti, istituzioni, parenti serpenti,maligni incalliti, ex-amici dileguati.

Ma ho sempre più rispetto e ammirazione per quelle – poche – persone che hanno il coraggio di cambiare e di convertirsi ogni giorno in cui la vita o -se credenti – Nostro Signore glielo chiede.

 

Fa le bizze come un matto… Maggio 13, 2009

Di questa canzone potrei fare la parafrasi e adattarla ad una serie di situazioni. Ma alla fine lascio ad ognuno che legge la fantasia di sostituire i personaggi come vuole…

Delle storie quello che apprezzo è che c’è un re Riccardo che ripristina la giustizia. Spero che accada anche nella vita reale.

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Giovanni il re fasullo di Inghilterra

Di Giovanni il Re, tra un millenio è più, ancor si parlerà,
non certo per le sue virtù, nè per la sua bontà;
lontano è Re Riccardo contro i Turchi a guerreggiar,
e quel buono a nulla fa tutti quanti tribolar,
fenomeno d’incapacità, nei libri di storia lui sarà il re più fasullo d’Inghilterra…

“Và via Re fasullo d’inghilterra!!!”

Sul trono sta, seduto là, lui gioca a fare il re,
neanche sa di far pietà, ridicolo com’è:
fa le bizze come un matto,
se non ha quel che vuol lui,
poi diventa mammone,
e si succhia il ditone…
Eh, sì, ce l’han tutti con lui…
Ma quando Riccardo tornerà,
il comodo suo più non farà,

VA VIA RE FASULLO D’INGHILTERRA!!!

Un po’ di musica folk per me!…

Ci tartassa con le tasse e ci porta tutto via,
ma un giorno lui si pentirà di ogni ruberia. Ah!
E fino a che con Robin Hood, un uomo ci sarà,
i soldi che ci ruba scomparire si vedrà,
neanche avrà tempo di dir “bah!”,
che la camicia perderà…

Giovanni il re fasullo d’Inghilterra…

Quell’avido, cupido,
pavido, stupido,
zotico, lepido,
stolido, trepido,
ladro rapace
e incapace,
d’un re fasullo d’Inghilterra!
Yeeah!!!

 

Per la mamma Maggio 12, 2009

Purtroppo ultimamente ho poco tempo di aggiornare il blog.

Anche se in ritardo volevo celebrare anche io la festa della mamma, che da un po’ di tempo vivo sia come figlia sia come festeggiata.

E lo faccio prendendo in prestito i bei versi che ha scritto Pulvis:

http://grazieinfinite.blogspot.com/2009/05/10-maggio-2009-mia-cara-mamma-mi-sento.html