Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Imbrogliati ed imbroglioni Maggio 5, 2009

C’è una bellissima frase di uno degli ultimi post di Klee che mi ronza nella testa:

non sono io che volevo fregare la vita usando i tarocchi, ma sei tu che hai fregato me“.

Oggi mi è capitato di leggere alla prole la storia dei vestiti dell’imperatore.

E mi ha colpito lo stesso atteggiamento, del lasciarsi fregare perchè si vuole “fregare” la vita o qualcun altro. In questo caso l’imperatore è stato coerente e ha portato il corteo fino alla fine, prendendosi la responsabilità della sua scelta.

C’è anche il paese degli Acchiappacitrulli di Pinocchio in cui il giudice, invece di punire il gatto e la volpe, punisce Pinocchio per aver creduto di poter far crescere un albero pieno di soldi.

Interessante perchè in queste storie chi cerca la scorciatoia, chi crede di fregare la vita, in una qualche maniera viene fregato da chi è più furbo e disonesto nel caso di Pinocchio, o da chi è più innocente ed onesto nel caso dell’imperatore.

Immagino l’imperatore a difendersi: “ma loro mi hanno detto che erano stoffe miracolose che non potevano essere viste dagli stupidi e dagli indegni” o Pinocchio in tribunale: “ma quei due mi hanno fatto credere che sarebbe cresciuto un albero di monete d’oro”.

Senza togliere la responsabilità agli imbroglioni di queste storie (che lo sono per davvero – nel caso che a me sta a cuore invece di imbroglio ce ne era ben poco, ma tant’è), credo che nella vita da tutto si possa imparare.

C’è un dono che possiamo cogliere da queste esperienze. Se voglio “fregare la vita” e la “vita mi frega” posso prendermela con qualcuno che mi ha “plagiata” oppure posso ringraziare la vita che mi apre gli occhi e fare un percorso che mi porta a diventare da “burattino” a “bambino vero”.

 

Obbedienza Febbraio 19, 2009

Con mio marito abbiamo cercato di lavorare molto sull’obbedienza della prole.

Curando due aspetti: il fatto che arrivi chiaro il messaggio che obbedire al papà e alla mamma sia indispensabile per se stessi e che l’autorità del padre sia la voce che cresce dentro e che negli anni diventa nostra e ci permette di distinguere il bene dal male, che ci permette di metterci in salvo nei pericoli.

Ma altrettanto importante è imparare a non obbedire a chiunque. Anche questo è fondamentale per se stessi, per imparare ad essere critici, per non mettere la propria vita nelle mani sbagliate, per essere liberi.

Così c’è una gerarchia: papà, mamma. Poi le persone a cui si viene affidati se non ci sono papà e mamma. I nonni, la maestra e, quando raramente capita, la mamma degli amichetti o la baby sitter.

Ma dopo papà e mamma c’è una differenza: si obbedisce perchè sono i genitori che ti affidano e ti dicono di farlo. E non manca la raccomandazione quando ci si saluta: obbedisci ai nonni.

Ora, sempre nella mia ingenuità, credevo che il problema fosse insegnare ai bambini ad obbedire. E invece ho (abbiamo, veramente) capito che insegnare ad obbedire è come insegnare a mangiare con la forchetta, a lavare i denti, a vestirsi da soli. Un po’ faticoso, richiede un po’ di capacità contrattuale degna dei migliori studi legali, ma tutto sommato è fattibile.

La vera sfida è insegnare a non obbedire. Cioè a non obbedire a chiunque, se non a chi papà e mamma ti hanno detto esplicitamente di farlo.

Ce ne siamo accorti da una semplice conversazione:

Prole: – io obbedisco solo a papà e al mio amico

Papà: – come al tuo amico?

Prole:  – sì al mio amico

A questo punto c’è stato uno sguardo perplesso e molto interrogativo tra papà e mamma.

No, qui c’è qualcosa che non va. E abbiamo spiegato che gli amici sono uguali. Che i bambini obbediscono al papà, alla mamma, alle persone a cui papà e mamma dicono di obbedire, ma mai agli amici. La vera amicizia presuppone che non ci sia questo genere di gerarchie e un vero amico non ti chiede queste cose.

Però non credevamo di doverci confrontare con una cosa del genere.

Sarà che io ricordo chiaramente di avere dentro questo impulso e di aver detto senza mezzi termini, e giustamente anche con il senno di oggi “tu non sei mio padre, tu non mi comandi”.

 

Ci sono persone Luglio 13, 2008

Archiviato in: La mia storia, Persone — fioridiarancio @ 11:58 am
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Ci sono persone che vivono la loro vita. Lavorano duramente, si godono le gioie, raccolgono i frutti di quanto seminano. Affrontano i dolori che la vita gli riserva con responsabilità e coraggio. Combattono le sfide, belle e brutte. Quello che hanno è frutto del loro sforzo, non danno la colpa agli altri per quanto gli viene tolto. Hanno rispetto e comprensione per le storie degli altri. Vedono il mondo con i colori dell’arcobaleno. Sbagliano molto, ma cercano sempre di migliorarsi. Chiedono di più alla vita, a se stessi alle persone che amano, ma sono tolleranti e accoglienti con quanto gli viene concesso. Guardano gli altri come fonte continua di stimolo per migliorarsi. Queste persone spesso vengono ferite, tradite proprio dalle persone a cui avevano offerto di più, proprio da quelle che di più le conoscevano, da quelle che conoscevano il loro cuore, ma anche le loro debolezze. E vengono colpite proprio nei loro punti più deboli. Queste persone soffrono, ma non perdono di vista quanto la vita gli ha donato e vanno avanti, costruiscono di nuovo dalle macerie. Perchè non hanno perso quanto è più prezioso per un essere umano, la dignità e l’integrità. E, se sono fortunate, hanno un’amore e una famiglia che le sostiene.

Ci sono persone che non vivono la loro vita. Guardano quella degli altri. Non di tutti gli altri, solo di quelli che hanno quello che loro non riescono ad avere. E allora invece di chiedere “lo voglio anche io come hai fatto?” provano a distruggerti. Ti avvicinano, diventano anche tuoi amici, per rubarti il segreto (che poi segreto non è ma loro credono di sì). Non sbagliano mai, hanno sempre ragione. Ti dstruggono dicendo che hanno fatto la cosa giusta, perchè loro sono nel giusto, sempre. Li vedi non soddosfatti, li vedi rimuginare e un giorno scopri che mentre tu pensavi “che cosa posso fare per aiutarli?”, loro pensavano “dov’è il suo punto debole, come faccio a fregarlo?”. E quando si scoprono le carte non conta più niente. Non conta più che siete stati amici, vi siete voluti bene, avete condiviso momenti importanti. I vostri figli hanno giocato insieme. Gli avete aperto le porte di casa oltre che del cuore. Si azzera tutto. Diventi il nemico numero uno da combattere e quanto avete condiviso verrà usato per distruggerti senza remore e senza scrupoli. Useranno tutti i mezzi che hanno a disposizione.

Io credo che esistono ma sono poche le persone che incarnano il primo o il secondo ritratto. Credo che la maggior parte di noi abbia dentro di sè tutte le sfaccettature dell’animo umano. Quelle più nobili e quelle più basse e infide. Ma la vita ci chiama a scegliere e non lo fa una volta sola. Ci dà infinite sfide e possibilità per migliorarci e riscattarci, se lo vogliamo. Perchè siamo umani. Ed è la scelta che facciamo, che ripetiamo, che confermiamo che ci porta a vivere la nostra vita o a vivere per distruggere quella degli altri.