Arkeon e la persecuzione mediatica Settembre 20, 2009

Se non ho capito male si avvicinano delle scadenze nella versione giudiziaria dell’inchiesta su Arkeon.
Non è la parte giudiziaria di cui sto parlando qui, che non conosco. Ma dell’aspetto mediatico.
Ricordo perfettamente il giorno in cui sono iniziate le indagini, in cui la “la setta Arkeon” è stata “sgominata”. La notizia è andata su tutti i telegiornali, volanti a sirene spiegate, interviste a “esperti” e a presunte vittime con il cappuccio in testa, conferenza stampa della polizia, programmi TV di approfondimento.
Non potevo credere che riguardasse proprio quel percorso, che a me aveva offerto tante possibilità, e quelle persone che avevo conosciuto. Speravo che prima o poi arrivasse un giornalista poco più serio che approfondisse la questione.
E invece no, si andava avanti, i media riportavano tutti all’unisono storie nè vere nè verosimili. Usavano parole che spaventerebbero chiunque: setta, maltrattamenti, controllo mentale, plagio, truffa. E negli anni le hanno messe insieme in modi talmente fantasiosi e folkloristici da far ridere se non ci fosse davvero da piangere.
I giornali titolavano che una setta era stata sgominta, invece con questa modalità iniziava una persecuzione mediatica che dura ancora oggi e che colpisce a volte mirando, a volte a random, tutti coloro che non si uniscono al crucifige di poche persone e di giornalisti ignoranti se non complici.
L’unica studiosa, esperta del settore, che ha accettato di confrontarsi con i “mostri” e ha partecipato ad un incontro ha trovato solo persone normali, padri di famiglia, famiglie con figli piccoli, anche qualche donna in dolce attesa. Sconvolti e increduli per quello che accadeva, ma certamente molto lontani da quello che la stampa raccontava.
Come ho già accennato altre volte, per avere accettato questo dialogo alla studiosa è arrivato un avviso di garanzia e la chiusura del sito web.
Spero che tutto venga chiarito in tribunale e prego per chi ha pagato e sta pagando un tale prezzo. Spererei, ma non mi illudo, che i giornalisti italiani si facessero qualche domanda prima di riportare lo stesso comunicato stampa, che come il telefono senza fili, cresce in fantasia e fraintendimenti ad ogni passaggio.
Perchè chiunque ne ha fatto esperienza sa che Arkeon non era una setta nè una psico-setta nè niente di simile.
Per chiudere, riporto un intervento della redazione del blog di Claudio Risè:
…e per sorridere un po’, linko lo stralcio di un film…
Ai tempi di Gesù… Novembre 30, 2008

Come tante famiglie anche noi abbiamo dedicato la domenica alla preparazione degli addobbi natalizi.
Mentre una piccola spedizione formata da grandi e piccini è partita alla ricerca delle scatole contenenti ogni sorta di palline, statuine, lucette, un’altra spedizione cominciava a fare spazio per l’albero e il presepe.
Riuniti i gruppi, abbiamo iniziato a frugare nelle scatole e tirare fuori tutto quello che c’era dentro.
Il fatto interessante è che la prole non è stata attratta da palline, fili dorati e lucette intermittenti.
La pressione è stata sul fare il presepe.
E’ vero che la passione per pupazzetti e animaletti è forte e se questi non provengono dalla cameretta e non si vedono da un anno, possiedono un fasciono irresistibile.
Però c’è altro.
C’è il mistero del Natale, la nascita di Gesù che è quanto di più bello e comprensibile ci possa essere essere per i bambini.
Così oltre alle domande di natura più teologica e misteriosa tipo “Mamma, ma tra queste pecorelle qual è l’Agnello di Dio?”, ci si prepara ad accogliere il bambino che deve nascere la notte di Natale.
Ci si preoccupa che nel cielo ci siano abbastanza stelle e la stella cometa sia molto luminosa in modo che il bambino non sia al buio, perchè si sa che ai tempi di Gesù la corrente elettrica non c’era.
Ci si preoccupa che ogni personaggio, ogni pastore, ogni soldato abbia poi una casa dove tornare dopo aver salutato la nascita del Redentore.
Ci si preoccupa che la capanna abbia il tetto abbastanza alto perchè Giuseppe ci possa entrare in piedi.
Ci si preoccupa che Maria sia seduta comoda perchè è ancora incinta.
Perchè ogni bambino, maschio o femmina che sia si identifica con Gesù che deve nascere.
Poi, certo, a casa nostra il presepe veniva fatto per accogliere Babbo Natale, perchè così quando entra e vede un presepe bello dice “Ooooh, che bel presepe”. E se non è tanto bello dice “Ooooooh che presepe così e così”…
Citofono Novembre 3, 2008
C’è una gioia dell’essere mamma che inizio a toccare in questi ultimi tempi.
Che non conoscevo, che nessuno mi aveva mai raccontato. O che non avevo saputo cogliere.
Allora ieri suona il citofono:
- Sono io mamma…
Cavolo, come crescono, fino a ieri non ci si arrivava neanche al citofono…neanche in braccio al papà si voleva dire sono io…
I figli diventano grandi e quando non li vedi per poche ore ti rendi drammaticamente conto dell’indipendenza che conquistano…
Non sapevo quanta gioia ai limiti della commozione porta con sè questo mistero…
Penso che sia meglio iniziare a mettere da parte i fazzoletti per i matrimoni…
Ancora su buoni e cattivi Novembre 3, 2008

Leggere le storie è un piacere di per sè.
E’ un momento per stare insieme, ma soprattutto un momento per parlare e per capire un po’ i fatti della vita.
E dopo o durante la storia qualche domanda su come funziona il mondo arriva sempre.
Così stamattina mentre si andava a scuola è arrivato il risultato della meditazione sulla storia di ieri sera.
“Mamma, ma se quel signore era cattivo, perchè era il consigliere del re?”
Ecco. Davanti a queste domande, di cui avevo già parlato in questo post, faccio sempre fatica. Perchè sono anche le mie domande, sono le risposte che iniziano ad affiorare ora nella mia vita. Perchè le cose non dovrebbero essere così.
Comunque: ci sono due tipi di cattivi.
Ci sono i prepotenti, come i nemici che attaccano il re, come i bambini che fanno i dispetti (i bambini non sono cattivi, questo è assodato a casa nostra, notavo solo l’atteggiamento).
Poi ci sono altri cattivi. E sono i cattivi più cattivi. Perchè fanno finta di essere buoni e fanno in modo che tu ti fidi di loro mentre lo o vogliono farti del male,.
Sono bravi che riescono ad ingannare molti, anche i re.
E questi prima di tutto bisogna imparare a riconoscerli prima che sia tardi.
Siamo a cavallo! Ottobre 13, 2008

Prole (chiamando dall’altra stanza): Mammaaaa noooo ho rovesciato l’acqua!
Mamma (andando a vedere): Ma perchè rovesci sempre tutto?
Prole: Mamma ma non l’ho fatto apposta
Mamma: Lo so che non l’hai fatto apposta ma tu vai come Attila
Prole: Mamma ma Attila andava a cavallo
Amore e Cinismo Settembre 1, 2008
Mi piacciono i film americani. Quelli che gli intellettuali italiani (e non so se del resto del mondo) odiano, quelli che definiscono, quando va bene, “americanate”.
Mi piacciono perchè custodiscono i sogni.
Perchè il lieto fine è spesso il frutto della fede e della perseveranza dei protagonisti.
La regina cattiva di “Come d’incanto” è illuminante perchè per punire la principessa innamorata la manda in un posto dove l’amore eterno non esiste: vita in carne ed ossa, mondo occidentale (New York) del XXI secolo.
Eppure nonostante le premesse anche questo film finisce con l’amore che trionfa, proprio a New York.
Esclusi un paio di film con Silvio Muccino, non ho trovato film italiani che riescano ad entusiasmare e a far credere nell’amore, quello realistico, possibile eppure unico e travolgente.
Non è vero che i noiosissimi film francesi (tipo 2 giorni a Parigi) mostrano una realtà che Hollywood ignora.
Se voglio vedere un documentario di una relazione d’amore che io non vorrei mai vivere, posso anche farlo. (meglio la vita dei leoni nella savana, ma ognuno ha le sue preferenze…)
Ma ad un film chiedo di sognare, chiedo di portarmi in mondi in cui desidero andare, chiedo di farmi identificare con i protagonisti.
Così come nei film, anche nella vita vera, ci sono persone a cui l’amore non piace.
Non lo vogliono o non lo trovano per loro, e non tollerano che altri lo cerchino e ne facciano la loro ragione di vita.
Ci sono persone a cui i bambini non piacciono. Tanto sono immersi nel loro piccolo mondo, da non volere neanche sentirne parlare.
E’ una scoperta recente, ma tanto vera.
Oggi dico solo come si fa ad essere così cinici, per non usare parole care al linguaggio dei bambini (molto più chiare, ma meno sfaccettate).
Perchè qui non è questione di avere o meno passione per il romanticismo o che altro. Si tratta di non distruggere, ma di sostenere le scelte e i sogni altrui.
Poi nella vita c’è chi sceglie se l’amore o il cinismo.
Spiragli di famiglie Settembre 1, 2008
Quando i bambini sono in vacanza mi capita di vedermi con altre mamme per farli incontrare e giocare
insieme.
Di solito tutto questo avviene mentre il papà lavorano, chè per loro purtroppo le vacanze sono finite già da un pezzo.
Ogni tanto però riusciamo ad organizzare di vederci tutti insieme, in un pomeriggio di libertà o, finchè è estate, la sera per prendere un gelato.
Si va nei parchi, o sulle giostre, ci si siede ai tavolini di un bar.
I bambini giocano, corrono gridano.
I genitori chiacchierano, intervenendo ogni tanto nelle attività dei loro figli.
Quando torniamo a casa siamo davvero contenti.
La prole entusiasta e supereccitata oltre che stanchissima…noi rilassati e contenti di aver visto altre persone, chiacchierato e di aver visto i bambini, felici, giocare, giocare e giocare…
Durante questi incontri ogni tanto si colgono degli spazi di intimità familiare che capita a noi e agli altri di condividere, timidamente.
Una canzoncina particolare, un gioco che di solito si fa solo a casa, magari tutti insieme nel lettone…
Ringrazio questi amici perchè ci offrono questo loro momento di intimità. Mi fa pensare ad uno spiraglio su un mondo che è il loro, diversissimo nelle forme dal nostro, ma molto simile nel cuore.
E quando succede penso al dono prezioso che è una famiglia…a quanto ogni famiglia sia diversa dall’altra, ma lo spirito che l’attraversa è magicamente sempre lo stesso…
Spero che questo mondo non si rincitrullisca del tutto. Spero che abbiamo il coraggio di preservare questa enorme ricchezza. Che è una ricchezza per chi la vive, per chi ci cresce e per chi la guarda da fuori…
Migliorarsi Agosto 29, 2008
Sono grata alla mia famiglia.
Lo sono per mille motivi. Anche per quella che sono.
A mio marito prima di tutto e poi alla nostra splendida prole.
Penso che una relazione d’amore, e di consegunza la famiglia che da essa nasce, porti a migliorare le persone.
Penso a me e a lui quando ci siamo conosciuti. E a noi oggi.
ll giorno in cui i nostri occhi si sono incontrati per la prima volta era presente tutto di noi, il passato, il presente, il futuro, l’amore di oggi e quello che sarà.
Poi il tempo è passato. L’amore è diventato più vero perchè provato dall’esperienza. E noi, per amor nostro e per amor dell’altro siamo diventati migliori.
E quando la famiglia è cresciuta, la spinta è migliorarsi è cresciuta con essa.
A volte è costato. E costa. Costa impegnarsi a superare tutta una serie di piccolezze, che ci rendono più umani, ma ci rende più umani anche il proposito di abbandonarle. Se ad ogni olimpiade gli atleti superano record mondiali, posso provare anche io a superare il modesto record di quello che sono.
Un aspetto del carattere che la famiglia di sicuro tende a migliorare è la pigrizia.
Se la minestrina è più buona nel piattino bianco con il bordino azzurro, perchè dire di no? (E quindi alzarsi da tavola e cercare il piatto in questione, fare il travaso, ecc ecc). In fondo anche a me piace bere il caffè nella tazza di ceramica, al vetro è accettabile ma già non più lo stesso, se provano a darmelo nel bicchiere di carta mi sembra di non aver bevuto il caffè.
E se questo sforzo posso farlo per la prole, sono certa che posso estenderlo a quello che faccio per me e per mio marito.
In fondo la vita dei bambini me lo insegna. Perchè spostarsi camminando quando lo si può fare più felicemente ed efficacemente correndo?
Non è sempre così semplice, soprattutto quando si è stanchi. E poi appunto, siamo umani. Però vale la pena.
Il vuoto delle mamme Agosto 28, 2008
Quando la famiglia non c’è mi manca.
A volte, presa dalle mille attività di mamma, di cui ne elenco solo poche…giocare, colorare, leggere all’infinito lo stesso libro, rispondere a mille quesiti persino su che cos’è il destino, raccogliere cibo appiccicato sul pavimento, curare pupazzetti vari, fare la dottoressa, la cameriera, la cuoca, l’imbianchina, il carabiniere, mettere in ordine ceste di giochi, provare a togliere macchie indelebili dai bavaglini…che…non ci penso a quanto tutto questo riempie la casa…
Allora parlavo con un’altra mamma e le dicevo – sai la prole oggi è stata tutto il giorno in giro con il papà
- e tu ti sei riposata, hai avuto il tempo per te, che bello, sarai stata contenta
- mah…veramente non tanto…mi dispicace sempre quando non ci sono
- ma sai che anche a me fa così…penso sempre che vorrei più tempo per me stessa…e poi quando sono da sola a casa entro in uno stato di iperattività…per colmare il vuoto che lasciano…


Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.