C’è una bellissima frase di uno degli ultimi post di Klee che mi ronza nella testa:
“non sono io che volevo fregare la vita usando i tarocchi, ma sei tu che hai fregato me“.
Oggi mi è capitato di leggere alla prole la storia dei vestiti dell’imperatore.
E mi ha colpito lo stesso atteggiamento, del lasciarsi fregare perchè si vuole “fregare” la vita o qualcun altro. In questo caso l’imperatore è stato coerente e ha portato il corteo fino alla fine, prendendosi la responsabilità della sua scelta.
C’è anche il paese degli Acchiappacitrulli di Pinocchio in cui il giudice, invece di punire il gatto e la volpe, punisce Pinocchio per aver creduto di poter far crescere un albero pieno di soldi.
Interessante perchè in queste storie chi cerca la scorciatoia, chi crede di fregare la vita, in una qualche maniera viene fregato da chi è più furbo e disonesto nel caso di Pinocchio, o da chi è più innocente ed onesto nel caso dell’imperatore.
Immagino l’imperatore a difendersi: “ma loro mi hanno detto che erano stoffe miracolose che non potevano essere viste dagli stupidi e dagli indegni” o Pinocchio in tribunale: “ma quei due mi hanno fatto credere che sarebbe cresciuto un albero di monete d’oro”.
Senza togliere la responsabilità agli imbroglioni di queste storie (che lo sono per davvero – nel caso che a me sta a cuore invece di imbroglio ce ne era ben poco, ma tant’è), credo che nella vita da tutto si possa imparare.
C’è un dono che possiamo cogliere da queste esperienze. Se voglio “fregare la vita” e la “vita mi frega” posso prendermela con qualcuno che mi ha “plagiata” oppure posso ringraziare la vita che mi apre gli occhi e fare un percorso che mi porta a diventare da “burattino” a “bambino vero”.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
Cara Fioridarancio.
A pensarci bene, è divertente che i grandi smacchi degli adulti siano quelli da cui le fiabe li mettevano in guardia fin da bambini. Mi fa pensare che il vero passaggio da ragazzo/a ad adulto si produca quando si fanno i conti con quegli smacchi e si riesce ad accettare “il saldo”, quale che esso sia.
Ecco, cara Fiore, è un’usanza Toscana o un ‘usanza di mio marito, di avere regalato il pupazzo di Pinocchio a chi pensò di fare il furbo, con le mensogne; ancora oggi quest’uomo tiene le distanze …….a capito il messaggio e nemeno ha vinto alla fine col giudice !……..
Un abbraccio,
F.
@ Klee: già è vero. In fondo accettare quel saldo vuol dire prendersi la responsabilità della propria vita e iniziare a vedere le cose non solo dal nostro egocentrismo infantile, ma dal punto di vista della globalità e delle sfaccettature che la realtà richiede.
@ Fabia: è un’usanza regalare un pupazzetto di Pinocchio? Davvero? Ci andate davvero diretti, complimenti!
A presto.
Fioridiarancio