
Molti genitori tracciano una linea di demarcazione in un giorno preciso della loro vita insieme. Il giorno che cambia per sempre la loro vita.
E che di solito corrisponde alla data di nascita del loro primogenito.
Non sono più una coppia, diventano una famiglia.
Non c’è più il week-end di shopping/ristorantino/cinema, ci sono grandi sorrisi senza dentini e passi commoventi, ma tutt’al più un DVD sul divano, una pizza ordinata a casa.
Non che con i figli non si facciano cose belle, che la vita si fermi che tutto diventa un dovere o una responsabilità. Non lo penso, non è così, è ancora più bello di prima.
Ci sono tanti momenti indimenticabili.
Ricordo albe affascinanti, profili delle montagne, bellissimi compleanni, viaggi avventurosi e perfino un meraviglioso pomeriggio di shopping alla ricerca di un vestitino da battesimo che a veva fatto dimenticare tutto, anche la fame, alla prole in marsupio.
Eppure le cose cambiano. I “nostri posti” diventano di tutti oppure non si frequentano più. Le nostre canzoni vengono richieste come ninne nanne oppure in fretta sostituite da stella stellina o twinkle twinkle.
Poi…la dolce aria della primavera o il ritrovarsi noi due in quel pub che non frequentavamo da anni…
…come eravamo….ci diciamo
Non c’è bisogno di parlare. Sappiamo benissimo che cosa sente l’altro.
Dov’è finita la leggerezza che ci accompagnava in quegli anni?
Abbiamo lavorato duramente giorno e a volte notte. In tempi di crisi e nella nostra incertezza. Abbiamo cresciuto una prole con amore, entusiasmo e presenza costante.
Eppure anche di fronte ad una vita adulta e più dura, anche più dura di quella dei nostri genitori alla nostra età, eravamo riusciti a mantenere, almeno con un filo, la nostra leggerezza, a restare NOI.
La nostra linea di demarcazione ha un’altra data. La data di una fredda e nevosa mattina invernale.
Una mattina in cui qualcuno al nostro posto aveva deciso chi eravamo noi, i nostri familiari e i nostri amici più cari. E i giorni come quello continuano e continuano lasciandoci ogni volta senza parole.
Ma stiamo imparando da questa vicenda. Molto. Per citare Klee, è una croce che abbiamo imparato a portare, per quanto ingiusta e immeritata.
Ma in fondo stupisce? Era meritata e giusta la croce di Gesù? Non considero certo la mia esperienza paragonabile a quella di Nostro Signore, non mi avvicinerei neanche a pensarlo, nè a quella dei tanti crocefissi dei giorni nostri.
Paragono invece, e questa volta pienamente, il crucifige della folla e dei “sommi sacerdoti” di allora a quello di oggi, di domani, di sempre.
Ma la scintilla della primavera, il rewind alla nostra vita di coppietta innamorata ci fa ricordare che questo peso che ci è piombato sulle spalle non ci appartiene oggi come non ci è mai appartenuto. Appartiene a chi lo ha così violentemente lanciato.
E prima o poi le cose torneranno a posto. Tornerà l’ordine e la giustizia. Anche le date torneranno al posto giusto.
“Il Signore onnipotente e misericordioso
confermi il consenso
che avete manifestato davanti alla Chiesa
e vi ricolmi della sua benedizione.
L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce.”
In questa formula che pronuncia il sacerdote subito dopo le promesse matrimoniali, ho sempre visto molto di più di un divieto al divorzio.
E l’ho sempre visto come monito non tanto per gli sposi, quanto per il resto del mondo di non osare intralciare il disegno di amore che Dio ha per la famiglia che nasce quel giorno. Chi lo fa, o almeno ci prova, commette un peccato grave.
E non siamo noi l’unica famiglia ad avere come linea di demarcazione del proprio “come eravamo” quella fredda data.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
Parole che non sono parole, ma vita che dalla tua vita arriva dritta al cuore di chi può intuirla, perché siamo tutti sotto uno stesso cielo.
E ciò che Dio ha unito l’uomo non osi dividere.
“L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce.” Purtroppo, oggi gli uomini e le donne(in particolare queste ultime) tendono a comportarsi come i gatti: indipendenza, indipendenza, indipendenza. Solo che i gatti sono bestie.
@ Diemme: grazie di cuore delle tue parole.
Per quanto riguarda le correzioni io ho capito che posso modificare solo i miei commenti, non quelli di altri utenti. Così ho pubblicato entrambi i tuoi messaggi. Se c’è un altro modo, fammi sapere.
@ Attila: sì l’indipendenza con il matrimonio credo c’entri davvero poco se non niente.
Ciao e a presto.
Fioridiarancio
Credo che queste esperienze – che nel caso che citi nascono da una situazione così assurda per chi conosce i fatti quanto incomprensibile per chi non li conosce – possano diventare anche una forma di forza. Spero che presto ci sia più serenità per le famiglie perseguitate, ma credo che si sarà anche una maturazione. Per quanto riguarda invece la linea di dermarcazione nella vita delle coppie, più in generale, credo che a volte venga scambiata per un affievolorsi di un sentimento: non è così, resta tutto lo stesso, c’è solo per un po’meno modo per esprimerlo. E anzi in qualche modo aumenta.
Certo il peso che hanno sopportato le famiglie che non sono corse sul carro degli anti-Arkeon in questi anni è grande; come diceva Klee, in un certo senso, era proprio la felicità di tante famiglie, la strada diversa di qualcuno, che non andava giù – secondo me – al punto da doverla definire plagio o illusoria, salvo poi dare addosso a chi non si accodava al discorso plagio.
So di non essere stato chiaro, almeno comprensibile spero di sì.
Ciao
S&P
PS: puoi modificare anche i commenti degli altri, almeno su WordPress
Certo che c’è la possibilità di correggere anche gli altri: nel menu “commenti” sotto ogni commenti ci sono varie voci (approva, cancella, modifica, modifica veloce, replica). Puoi andare sia in modifica che in modifica veloce (per quello che ti ho chiesto io basta quest’ultima).
Comunque, anche quando sei in lettura del post e relativi commenti, accanto ad ognuno ci dovrebbe essere la voce “edit” (in alcuni temi una semplice “e” che ti permette di andare in modifica).
Ciao! (e se non riesci, non ti dare pena più di tanto: l’importante è farci due chiacchiere)
Mi associo con S&P che è stato chiaro, per me, dicendo come me, che oltre alle modalità in cui certi si sono accaniti, sono sicura che in ogniuno di noi c’è maturazione.
A presto,
Fabia
Ciao fiori d’arancio, è da tempo che seguo appassionatamente il tuo blog, forse ci conosciamo forse no, perchè non so chi sei, ma di sicuro ci battono molte cose simili nel petto, anch’io sto aspettando ORDINE, VERITA’ E GIUSTIZIA. Confido che il tempo si sta avvicinando.
@ S&P: no, ho capito benissimo. Anche io sono convinta che questa persecuzione porterà ad una maturazione, come in molti casi lo sta già facendo, almeno per chi sceglie di imparare. Anche se il tesoro che se ne può trarre non giustifica quello che sta accadendo. Anche io credo che, come dite tu e Klee, la scelta dell’amore e della serenità familiare non andava giù a molti, più profondamente credo non andasse giù la scelta di fare sul serio con se stessi, con la propria vita, con la propria famiglia. Soprattutto per chi ha visto in Arkeon una scorciatoia per ottenere cose e a fare sul serio con se stesso non ci pensava proprio.
@ Diemme: ora ho capito. Ho modificato e cancellato il commento in più. E’ come lo intendevi ora?
@ Fabia: sì anche io lo penso. Solo non mi sento così ottimista su “ognuno di noi”. Penso che la maturazione avvenga per chi la sceglie, richiede un moto interiore, non basta che gli eventi accadano.
@ Citizen: benvenuto/a e grazie del commento. Spero e prego che sia come tu dici.
A presto.
Fioridiarancio
Non lo ricordo più, ma così comunque suona bene!
A parte tutto, come stai?
Sai che anch’io qualche tempo fa ho scritto un “Come eravamo”?
La nostalgia è un sentimento ricorrente…
http://donnaemadre.wordpress.com/2008/07/14/come-eravamo/
Come tu dici, quella data è stata una linea di demarcazione per molti. In tanti, in quelle mattine, uscendo di casa dicevamo ai coniugi “se arriva la polizia o la stampa stai tranquilla e chiamami”…senza sapere di cosa dovessimo essere chiamati a rispondere se non delle nostre opinioni. Kafka lo ha descritto molto bene!
Verissimo anche ciò che dici riguardo l’avvertimento agli uomini a non dividere ciò che Dio unisce. Per molto tempo mi sono chiesto perchè, in riferimento al matrimonio, la Chiesa abbia scelto questo ammonimento e non altri. Perchè era questa la cosa importante da rimarcare?
Oggi – con l’esperienza del matrimonio e il senno di poi delle vicende delle coppie di Arkeon – credo di comprenderlo meglio. L’amore coniugale strappa l’uomo a se stesso e lo porta verso Dio, lo strappa alle appartenenze parziali dell’egosimo, della famiglia e della società per portarlo verso la propria pienezza, più presente a se stesso, alla famiglia e alla società perchè più libero e autentico. E poichè questo porta resistenza e conflitto, negli sposi stessi, nelle famiglie e nella società, la Chiesa ammonisce a non intralciare questo cammino.
Un’altra cosa mi colpisce. Che come “i sommi sacerdoti” condannarono il figlio di Dio per bestemmia (dove la bestemmia era dire ciò che a loro non piaceva) risultando essi bestemmiatori, così gli odierni “sommi esperti della famiglia” accusano Arkeon di aver distrutto le famiglie (dove distruggerle significa aiutarle a resistere alle pressioni anzidette) risultando essi i distruttori.
Non è la storia a essere ciclica. E’ l’ottusità.
@ Diemme: verrò presto a leggere il tuo post, come ho letto quello che mi avevi linkato l’altra volta, anche se non ho avuto un sec per commentarlo. Farò tutto insieme
@ Klee: condivido parola per parola. Avrei tanto da dire, ma per oggi preferisco fermarmi qui. Sottolineo solo la tua ultima frase:
NON é LA STORIA AD ESSERE CICLICA. E’ L’OTTUSITA’.
A presto.
Fioridiarancio
GRAZIE!!!!
@ Sertan: grazie a te di essere passato e scusa il ritardo con cui rispondo.
A presto.
Fioridiarancio