
Diversi anni fa un cantante molto famoso, alla domanda di un giornalista che gli chiese il perchè di tutti questi fans, di tutta questa gente intorno così appicicata, lui rispose:
“Molte persone vogliono capire che cosa mi fa funzionare, perchè vivo nel modo in cui vivo e perchè faccio le cose che faccio”
Questa frase mi è rimasta in testa per tanto tanto tempo, perchè credo riveli una grande verità.
Quando c’è una persona che ammiriamo, per qualunque ragione, credo sia normale cercare di capirla, di voler seguire il suo esempio, anche di cercare di identificarsi se questo vale per un certo tempo.
Nella ricerca di che cosa ti fa funzionare, cerco quello che potrebbe far funzionare me meglio di come funziono ora.
Penso che questa sia una sana spinta a migliorarsi.
Ricordo che c’era una persona – che poi negli anni si è rivelata tutto l’opposto di quello che credevo fosse, e non in meglio – che non conoscevo bene, ma che conoscevo da diversi anni e avevo seguito, seppure da lontano una sua evoluzione che a me sembrava positiva.
Erano anni per me non belli, non ero soddisfatta della mia vita. E in quelle rare volte che ci incontravamo mi chiedevo chissà come ha fatto. E mi dicevo – però se ce l’ha fatta questa persona, che sicuramente era ridotta peggio di come mi sento io ora, posso farcela anche io.
Ed è stato vero. Questa sua trasformazione è stata, non l’unica, ma una forte ispirazione che nel tempo mi ha dato la spinta a cercare quello che volevo, quello che funzionava per me.
Credo però che le parole di quel cantante volessero dire altro.
Le persone che ti ammirano, se non sono oneste – prima di tutto con loro stesse – ti invidiano e credono che tu possieda un segreto e che il modo per farle funzionare è, prima di tutto capirlo, poi rubartelo ed usarlo su di loro.
Non comprendono però che non solo non esiste nessun segreto, ma anche se ci fosse non potrebbe essere nè rubato nè riciclato.
Ma non lo capiscono.
E l’ammirazione e l’invidia (che magari all’inizio poteva essere semplice spinta a migliorarsi), si trasforma pian piano in odio e disprezzo.
Inutile spiegargli che questo segreto non esiste e che basta che mettano ordine nella propria vita e cerchino di migliorarsi per “funzionare”.
No, non possono accettare che per essere quello che si vuole bisogna impegnarsi, faticare, fare delle scelte, correre dei rischi.
Ma soprattutto prendersi la responsabilità di se stessi, delle proprie scelte e della propria vita.
Allora preferiscono rinnegarti, dire che erano “incantate” da te che invece sei tutt’altro rispetto a come ti presenti, dire che non erano capaci di vederti per quello che sei perchè tu le hai ingannate, odiarti al punto di fare di tutto per distruggerti.
Come prima tu possedevi il segreto che gli avrebbe miracolosamente cambiato la vita così – sempre tu, sempre lo stesso di prima – oggi diventi la causa di tutti i suoi guai.
Come non c’era responsabilità per se stessi prima, non c’è neanche dopo.
Come dice l’acuto blogger che mi ha ispirato questo post, questo genere di persone, dopo averti studiato per anni, dopo averti rinnegato odiato e disprezzato per altri anni, sono ancora lì che cercano il trucco.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
Ciao Fiori, assolutamente vero. Mi sono trovato nella vita in tutte e due le condizioni, di voler imitare qualcuno in una forma che va al di là del semplice imparare e di avere “addosso” qualcuno che volesse carpire il mio segreto. Entrambe sensazioni spiacevoli.
Ci penso ancora e magari torno per un altro commento.
Ciao
S&P
Credo che tutti quanti al meno una volta onestamente o segretamente abbiamo idealizzato qualche d’uno, voluto imitare o avuto un sentimento di gelosia, guidati dal bisogno di attenzioni, riconoscimento o quant’altro, fin che rimane sano è umano.
Ci sono delle persone per chi ho avuto un po di difficoltà a digerire, quelle che mi danno la sensazione di essere consapevoli nel fare del male e gratuitamente, pur sapendo che portano addosso ancora la maschera di carnevale.
Quella del vittimismo!
F.
@S&P: e Fabia: sono d’accordo con voi. Credo anche che il problema non sia tanto che queste cose capitino, ma la responsabilità che ci si prende e la giustificazione che se ne dà. Purtroppo, come ho potuto vedere direttamente, in alcuni casi questi “ruoli” sclerotizzano.
Ciao e a presto.
Fioridiarancio
Acuto!
Colgo l’occasione (leggendo il tuo profilo) sebbene esco dall’oggetto dell’articolo, in qualità di recente lettore che si identifica anche attraverso il proprio blog, di precisarti il principio che donna e femminista sono due sessi totalmente lontani e diversi.
Tu scrivi come una donna.
@ Giosinoi: benventuo! Ti ringrazio di quello che mi scrivi. In effetti non ho mai apprezzato che le femministe o anche le “donne moderne” avessero la pretesa di parlare a nome di tutte le donne. Ho letto in passato il tuo blog e ho trovato degli articoli davvero interessanti. Tornerò a trovarti.
A presto.
Fioridiarancio
ammirare qualcuno e cercare di imparare da lui/lei va benissimo…purche non subentri un sottile sentimento chiamato invidia…
@ eppifemili: penso anche io. Poi se subentra l’invidia, siamo esseri umani, può succedere. L’importante è che venga riconosciuta e che al sentimento non seguano le azioni…
A presto.
Fioridiarancio