Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

L’archetipo funzionante Marzo 23, 2009

Una persona di grande cuore ed intelligenza diceva che l’ultimo archetipo operante nell’inconscio collettivo è il guerriero (dove per guerriero si intende non il guerrafondaio, ma l’uomo puro di cuore che difende la verità e non è disposto a scendere a patti con se stesso), se ho capito bene, ma potrei sbagliarmi.

Non so su quali basi facesse questa affermazione, ma o si sbagliava o da allora la realtà è cambiata, oppure io proprio non ci capisco niente.

A me sembra che l’archetipo più funzionante, e lo dico con grande rammarico, non sia tanto il guerriero, il cavaliere senza macchia e senza paura, quello che difende i più deboli (e – prima ancora – li sa riconoscere), che in questa società vedo sacrificato senza troppi rimpianti.

Ma la vittima.

Sarà che ultimamente ho visto un po’ troppi talk-show, ma la vittima mi sembra ad oggi il personaggio più potente, quello che vince su tutti.

Ora nel mio piccolo un po’ lo sapevo. Avevo l’esperienza di madri, nonne, zie, amici/he, anche ex-fidanzati esperti nell’arte del “vittimismo”.

Ma credevo anche che la maggior parte delle persone fosse in grado – proprio facendo appello al cavaliere senza macchia e senza paura che dovrebbe albergare nel loro cuore – di smascherare in fretta questo atteggiamento.

Forse non avevo capito bene.

La vittima è un’arte. Non è necessario esserlo per davvero nei fatti.

L’importante è autoproclamarsi tale ed avere accesso ad una cassa di risonanza per cui alla fine questa condizione viene riconosciuta anche dall’esterno.

Fatto questo step, non solo si può dire di tutto, ma si possono anche cambiare i toni.

Ci si può mostrare per quello che si è davvero, togliersi anche il vestito da vittima perchè ormai nella testa degli altri lo siamo, nessuno lo metterà più in discussione.

A quel punto possiamo mentire, insultare, aggredire e farlo anche apertamente, tanto saremmo sempre giustificati perchè siamo “vittime”.

Vedendo in TV questo genere di personaggi comprendo meglio i movimenti maschili quando si scagliano contro leggi e tribunali che favoriscono le donne che “per definizione” sono la parte più debole, soprattutto nelle questioni di diritto di famiglia, separazione divorzio, affidamento dei figli – anche se c’è tutta una bella serie di uomini altrettanto abili nel loro vittimismo.

Io e mio marito facciamo tanto sforzo per educare la nostra prole fin da piccola ad essere responsabile, a reagire alla vita, a chiamare le cose con il loro nome, a superare le difficoltà, a guardare avanti, a costruire la propria strada.

Ma ogni tanto ci fermiamo e ci chiediamo se facciamo bene.

Speriamo davvero che il tempo e i risultati mostrino che stiamo facendo bene. Forse.

In fondo in alcuni casi di cronaca recente il personaggio della vittima un po’ ha funzionato, ma non fino in fondo.

Anche perchè, chi ne paga di più le conseguenze sono le vere vittime che di fare i personaggi non hanno nè voglia nè capacità e – nella maggior parte dei casi – chiedono in silenzio di riavere la propria vita.

 

6 Responses to “L’archetipo funzionante”

  1. fiducia34 Says:

    Cara Fiore, le cose sono cambiate; c’è chi lo ha notato da un po (i segnali c’erano) ed altri adesso; noi ne parliamo da un po e anche nel lavoro di mio marito si vede,come siamo sicuri che i cambiamenti arrivano e che ci riporta a i veri valori, a volte le persone hanno bisogno di toccare ancora in basso, per salire la montagna. Certi rinovati e consapevoli, altri ci rimangono.
    Chi è stata la vittima di turno, anche con sofferenze, ne esce libero e rafforzato,saldo…….lo sai che ormai è una moda farsi strada con i disonesti……le cose mai perdurano in questo senso, mai.
    F.

  2. @ Fabia: lo spero anche io e nella realtà in effetti le persone sembrano scegliere meglio di quello che sembrerebbe presentare un certo tipo di media.

    Ma questi pensieri mi sono venuti vedendo qualche talk-show in TV che in effetti non credo che rappresentino la realtà della vita di ogni singola persona. Però in un mondo dove la TV influenza tutto, i sentimenti (vedi i programmi della De Filippi – anzi non vederli), la diffusione delle notizie (TG e programmi inchiesta), i rischi che scegliamo di cogliere (reality estremi), la scelta della persona che sposeremo (altri tipi di reality), le indagini delle forze dell’ordine (striscia la notizia e il caso della Marchi) e molto molto altro…be’ un po’ mi fa riflettere…
    Ciao e a presto.
    Fioridiarancio

  3. lisa2007 Says:

    leggere i tuoi post è sempre molto interessante, fai delle riflessioni intelligenti e profonde.
    Io credo che in Italia i protagonisti siano le vittime perchè la gente è interessata al pettegolezzo, alla manifestazione pubblica di un sentimento intimo.
    Il problema è, come dici tu, che le vittime vere non sono là fuori a lavare i panni in pubblico, o comunuq e se lo sono non è perchè lo vogliono (vedi papà di eluana). Le vittime che vediamo in TV sono i “vittima-voglio-essere-guardatemi-tutti-e-compatitemi-guardate-come-piango”.
    E purtroppo, finchè la gente chiede queste cose, queste cose ci propineranno.

  4. carlo Says:

    purtroppo, credo che tu abbia ragione: il vittimismo, il mettersi continuamente dalla parte lesa è ormai una moda dilagante, ed anche una facile strada per ottenere cose, anche grazie ai mezzi di comunicazione di massa che spingono nella direzione dei sentimentalismi usa e getta (come anche dicevo sul mio blog in una risposta ad un tuo commento). La cosa peggiore, dal mio punto di vista, è che questa moda sta contagiando rapidamente anche il mondo maschile, come anche dicevi tu sul tuo post. Ci sarebbe bisogno di un colpo di reni, su queste cose.

  5. klee Says:

    Fiore, hai toccato aspetti importantissimi,come sempre ma forse più che mai.
    Mi ha suscitato talmente tanti spunti, che gli ho dedicato un post ad hoc sul mio blog.
    Grazie mille

  6. @ Lisa: interessante quello che dici. Io ancora mi dibatto se è il pubblico interessato a queste modalità o se il pubblico si prende quello che gli propinano perchè quello c’è. “vittima-voglio-essere-guardatemi-tutti-e-compatitemi-guardate-come-piango”: questa è bellissima, da citare…eppure sto scoprendo che c’è di più. Non solo si cerca il compatimento, ma anche lo stato di diritto, l’aggressione, “ho-detto-che-sono-vittima-e-vittima-sono-e-tu-non-puoi-contraddirmi-neanche-se-dico-che-penso-che-pioverà-altrimenti-mi-intimidisci”. Sarò pessimista ma credo che questo ce lo propineranno ancora per molto.

    @ Carlo: ho letto la tua risposta e credo tu abbia ragione (da “entomologo” ;-) avrai sicuramente occasione di approfondire l’argomento). Sono d’accordo che il proclamarsi vittima è diventato anche una strada per ottenere cose (so di risarcimenti di quasi 20 volte di più rispetto ai – pochi – soldi persi). Non so a cosa pensi quando dici “un colpo di reni”. Io sono un po’ scettica perchè in questa Italia mi sembra che le soluzioni siano peggio dei mali e in questo caso si rischierebbe di nuocere alle vittime vere, che alla fine non avrebbero nessuna difesa (che poi più prolificano le “Vittime” e meno tutelate sono le vere vittime). Forse basterebbe che i giornalisti e gli altri responsabili di questo fenomeno facessero il loro lavoro seriamente. Non so.

    @ Klee: e mi sono anche sfuggite delle cose ;-)
    Ho letto il tuo post ed è davvero molto interessante e ricco di spunti, mi permetto di linkarlo se non ti dispiace:

    http://klee2009.blogspot.com/2009/03/guerrieri-e-vittime.html

    A presto.
    Fioridiarancio


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