Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

La guerra di Piero marzo 31, 2009

Credo che tutti conoscano la famosa canzone di Fabrizio De Andrè “La Guerra di Piero” di cui c’è il video in fondo al post.

Pensavo a questa canzone e mi chiedevo chi dei due ha fatto la cosa giusta.

Piero non ha sparato, ha preferito morire piuttosto che “vedere gli occhi di un uomo che muore”.

L’altro soldato no, ha preferito dover dialogare con se stesso per aver ucciso un uomo (era in guerra, chissà forse anche altri) piuttosto che morire.

Ovviamente parliamo di un contesto di guerra, dove la percezione di se stessi, del valore della vita, dell’essenziale credo sia molto diversa rispetto a quanto siamo abituati a vivere quotidianamente.

Eppure persone come Piero è documentato che anche in guerra esistevano, non è solo il romanticismo della canzone. Di eroi che erano normali uomini ce ne sono stati tanti.

Eppure ci sono state anche persone come il soldato che lo ha ucciso, anche queste persone normali, che però hanno fatto una scelta diversa.

Immaginavo la moglie di Piero, “Ninetta mia”- vedova, magari madre di figli piccoli cresciuti senza un padre- che raccontava ai suoi figli ormai grandi che il loro padre aveva preferito morire piuttosto che uccidere un altro essere umano.

Poi immaginavo l’altro soldato che raccontava ai suoi figli ormai grandi come è crudele la realtà della guerra e come ci si sente dovendosi prendere la responsabilità davanti a se stessi, ai propri figli e a Dio di aver ucciso un essere umano, seppure in condizioni disperate.

Oggi non vorrei cercare una risposta. Vorrei solo guardare le due esperienze.

E per trasporle alla vita comune inizio a chiedermi se fa più male il dolore che si riceve o quello che, magari anche involontariamente o inevitabilmente, si genera.

Inizio anche a pensare che una via, una specie di catarsi, in entrambi i sensi, sia riconoscere la verità, prendersi la responsabilità di entrambe le facce della medaglia, per scoprire che l’altro, quello che “ha il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore” non è diverso da me e che forse può esistere una strada che non genera dolore, ma lo supera e che avrebbe impedito ai due soldati di spararsi.

Ovviamente anche io sto romanzando e penso di spingermi oltre quello che De Andrè voleva raccontare.

Ma io l’ho sempre apprezzato per la sua capacità, nella semplicità della sua poesia, di non dare tutto per scontato, di mostrare un’altra parte della vita, di far nascere nella testa e nel cuore delle persone, domande di non facile soluzione.

 

L’amore… marzo 30, 2009

Musica evocativa…dedicata al mio amore e a chi si ama…

______________________________

CARTE DA DECIFRARE – Ivano Fossati

L’amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare

E guai se avessi un coltello per tagliare
ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei

Se fossi un vero viaggiatore t’avrei già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un’orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei

Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei

E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all’alba di altro amore
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all’alba di altro amore

Perché l’amore è carte da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare
se l’amore è tutto segni da indovinare

Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
se io non ho avuto il tempo
di imparare.

 

Genitori? Non colpevoli! marzo 29, 2009

Da quando sono madre dovrei esserne contenta.

Della china che sta prendendo l’opinione pubblica e – se non ho capito male- una frangia, quella più attiva mediaticamente, della psicologia moderna, una specie di teoria che chiamerei Il Non Colpevolismo dei Genitori.

Ovviamente parlo delle mie impressioni personali, fatte leggendo diverse fonti, che farei anche fatica a ritrovare per citarle, per cui potrei prendere delle cantonate.

Comunque, il non colpevolismo dei genitori per me si delinea in quella corrente di pensiero che tende a togliere, ogni giorno di più, le responsabilità sulla vita, sui comportamenti, sulla salute e sulle sofferenze dei figli ai genitori, con l’illusione di togliere loro quel peso, senz’altro devastante del senso di colpa.

E’ una corrente di pensiero che viaggia un po’ ovunque, per cui il guaio della canzone di Povia è l’aver ipotizzato una genesi familiare e non misteriosa/divina/genetica dell’omosessualità del suo protagonista; oppure di alcuni disturbi della personalità che un tempo, seppure con forme discutibili, erano ricondotte ai genitori.

Ma anche nel pensare comune è abbastanza diffusa questa mentalità.

Anni fa, quando ancora non ero sposata, sorpresi una mia collega di lavoro, visibilmente incinta, a fumare. Ignorante in fatto di gravidanze, le chiesi perchè lo faceva, visto che – perfino io – sapevo che faceva male al bambino. Mi rispose candidamente: “al bambino nuoce più il mio nervorsismo perchè non fumo di una sigaretta”.

Ora è noto che questa è una falsità.

Una madre non è perfetta. Ma sarebbe stato più onesto dire: sì lo so, gli fa male. Ma io sono dipendente dalle sigarette e non ce la faccio a smettere anche se ho ridotto più che potevo e mi sforzo più che posso.

Ma no, l’importante è che i genitori, soprattutto le madri, non si sentano in colpa, i figli staranno bene di conseguenza.

Non è prevista in questa teoria nessuna responsabilità, nessun senso di sacrificio, nessuna critica e di conseguenza, nessuna correzione.

Dicevo che ne dovrei essere contenta come madre.

Affiliarmi a questa mentalità mi permette di essere assolta su tutto. Non ci sono errori, non ci sono colpe, non ci sono responsabilità.

E invece no. Non lo sono.

Sia perchè credo che le cose non stanno così, sia perchè preferisco di gran lunga la responsabilità personale e lascio ad altri il determinismo misterioso/genetico/divino.

Preferisco guardarmi allo specchio e riconoscere i miei errori e trovare insieme ad essi le risorse per riparare.

E guardare negli occhi mio marito e la nostra prole e riconoscerci in un cammino di famiglia dove quello che ci offriamo siamo noi stessi con le nostre mancanze, ma anche con la capacità di prenderci le nostre responsabilità, di chiederci scusa, e di camminare insieme in questo grande mistero che è la vita.

 

Il sonno dei giusti marzo 27, 2009

- Maaaaammaaaaaaaa!!!!!!

La prole mi corre incontro con grandissimo slancio e mi abbraccia con tutta la forza che ha

Mamma: – oh, grazie, che bell’abbraccio

Prole: – no mamma, ti ho catturato, sei mia prigioniera

Così sono i bambini, corrono, saltano, ti sfidano, ti incalzano con mille domande in un secondo, perfino ti catturano.

Di giorno.

Poi arriva il momento in cui si addormentano e tutto cambia.

Quello che mi colpisce del sonno dei bambini è che mostra quale sia la loro capacità di affidamento.

Si abbandonano completamente perchè sanno che tu ci sei, che li proteggi, che possono dormire tranquillamente perchè essere nel loro lettino è come essere in braccio al papà o alla mamma.

E l’affidamento è totale quando gli rimbocchi le coperte, gli dai un bacino, magari gli prepari i vestiti per il giorno dopo oppure raccogli qualche giocattolo che era sfuggito al riordino serale e loro sono lì, con quella faccetta angelica totalemente abbandonati…

Mi fa un’invidia…

Non il sonno, ma la capacità di affidarsi e di essere sereni.

 

L’incredibile vicenda di Raffaella Di Marzio, Arkeon e Lorita Tinelli marzo 26, 2009

Aggiornamento: “In data 24-2-2011 il G.I.P. Dott. Marco Guida di Bari, su richiesta dello stesso P.M proponente Dott. Francesco
Bretone, archivia il procedimento PER INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO”.
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2011/03/la-festa-per-qualcuno-e-finita.html

 

___________________________________________

Il mio blog parla della mia storia, dei miei pensieri e delle mie idee. Delle cose che mi piacciono e di quelle che mi piacciono un po’ meno.

Oggi però è un anniversario, poco bello veramente, ma che – a mio avviso – merita di essere ricordato.

Più che le mie parole, preferisco citare quelle di Raffaella Di Marzio oggi e di una delle poche – Martini – che le hanno espresso solidarietà allora.

___________________________________

Tasselli di Esperienza – Ottavo Tassello

Tendo la mano e voi ci siete … GrazieUn anno fa, il 26 marzo 2008, il mio Portale, SRS (Sette, Religioni e Spiritualtà www.dimarzio.it) veniva oscurato.

Quella mattina, per una coincidenza fortuita, ero in casa e non a lavoro. Il computer è ancora spento quando ricevo la prima telefonata.

Un amico mi dice di accendere il computer perchè il mio sito non c’era più. Accendo e vedo, al posto della homepage, l’avviso di sequestro da parte della polizia giudiziaria di Bari.

Faccio un paio di telefonate per chiedere consiglio ad amici e, mentre sono al telefono arriva la DIGOS con un avviso di garanzia che, a leggerlo, fa accapponare la pelle.

Effettivamente, quella fu una giornata sui generis. Per il resto della mattinata non ho fatto altro che rispondere al telefono e cercare un avvocato.

Ma poi: perchè dovevo trovarmi un avvocato?


Dopo i primi momenti di attonita sorpresa, lentamente cominciano a riaffiorare i ricordi delle settimane precedenti, quelle successive al 9 febbraio 2008, quando avevo partecipato, per motivi di studio, a una riunione informativa con alcuni membri di Arkeon e altre persone interessate alle tematiche riguardanti sette, lavaggio del cervello ecc. ecc.

Dopo quell’incontro avevo scritto un articolo: Essere o non essere setta: QUESTO è il problema nel quale esprimevo la mia opinione in proposito e dichiaravo di voler approfondire lo studio di Arkeon, cosa che peraltro già avevo inziato a fare qualche mese prima.

Come faccio ormai da oltre 15 anni, dovendo verificare quali fossero le pratiche e credenze del movimento, oltre a leggere e visionare il materiale messo a disposizione dai membri del gruppo, avevo la necessità di sentire i pareri di persone diverse su Arkeon, persone sia soddisfatte che critiche. Per questo motivo, dopo aver pubblicato l’articolo, scrissi a Lorita Tinelli per chiedere la sua collaborazione visto che lei se ne stava occupando già da tempo.

E’ una prassi degli studiosi quella di chiedere informazioni, documenti e testimonianze a tutti i colleghi che ne sono in possesso e possono collaborare. Si tratta di uno scambio che avviene normalmente come in molti altri campi.

Ecco l’email che inviai a Lorita il giorno 22 febbraio 2008:

——————————————————————————————-

—– Original Message —–
From: “Raffaella Di Marzio” <rdm@dimarzio.it>
To: <cesap@libero.it>
Sent: Friday, February 22, 2008 12:41 PM
Subject: ALL’ATTENZIONE DELLA DOTT.SSA TINELLI

> Cara Lorita,
> come già saprai ho scritto un articolo sul caso Arkeon e su un incontro
> che ho avuto con alcuni di loro a Roma.
> L’articolo è a questo indirizzo: >> http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
> Ti scrivo per chiederti, se lo riterrai opportuno, un parere su quanto
> ho scritto, sia in generale che nei singoli aspetti. > Inoltre vorrei chiederti anche aiuto perchè sto cercando persone che > lamentano di aver subito abusi in Arkeon e, se tu potessi invitare
> qualcuno di loro a raccontarmi la loro esperienza, te ne sarei molto grata.
>Naturalmente non è importante il nome e il cognome di queste persone, mi
> basta la loro descrizione dei fatti.

> Sarebbe, questo, un contributo importante al mio studio.
> Grazie ancora > Raffaella—————————————————————————————-

Il 23 febbraio alle 19.04 Lorita mi risponde negativamente.

Intanto un utente del mio portale apre un Forum su Arkeon ma lo posta in una categoria sbagliata. Come amministratore è compito mio spostare il nuovo forum su una categoria specifica con quel nome e, da qual momento, comincia una discussione molto vivace sul Forum di SRS tra arkeoniani soddisfatti ed ex arkeoniani, inframezzata da alcuni post di provocatori che provvedo immediatamente a mettere a tacere.

Nel frattempo mi viene segnalato che sul forum del cesap gli utenti fanno attacchi e illazioni su di me e ci sono anche minacce di denuncia all’autorità giudiziaria.

Leggo io stessa sul forum del cesap accuse di abusare della professione, di intimidire i testimoni, di difendere arkeon ecc.

Farò solo qualche esempio:

1) l’utente lella il 19 /2 2008:

La polizia, in virtù delle indagini in corso, forse dovrebbe avere anche questi elementi da vagliare...Andiamo avanti, che il cerchio della giustizia si stringe sempre di più e a qualcuno comincerà presto a dare un po’ prurito.

2) L’utente alice il 19/02/2008 :

Ciao Lella,condivido appieno quanto scrivi.Ho letto credo lo stesso sito e penso di segnalarlo alla magistrtratura. Del resto non credo sia lecito che qualcuno si manifesti come ‘studioso’ non considerando una indagine penale in corso.

3) L’utente animacandida il 22/02/2008 dice:

Quello che leggo altrtove è abovinevole e degno di denuncia.e anche: Carissimi,non ho ben compreso cosa stia accadendo, ma non mi meraviglia più nulla oramai. Le intimidazioni sembrano essere un ottimo strrumento per tenere a freno la lingua delle vittime.

4) lorita il 20 febraio 2008 :

Mi permetto di intervenire in questa discussione per chiedere a tutti di essere più sereni e tranquilli.Molti forum possono essere aperti sull’argomento e ognuno è libero di dire quello che vuole, o di trasferire proprie interpretazione sui fatti che gli accadono. E dico questo senza alcuna intenzione di polemizzare contro alcuno. Chiunque intervenga nell’ambito di una indagine penale, automaticamente ne assume una responsabilità civica alla quale difficilmente potrà sottrarsi.Voglio ribadire il mio invito alla serenità e alla fiducia nel puntuale lavoro della Polizia e del PM che sta conducendo le indagini.Del resto, il blitz avvenuto a Roma, assieme alla notizia di sequestro di materiale è uno dei tanti indicatori che le attività di indagine sono in corso e sono per l’appunto ‘attive’.

Questi ricordi, nel corso di quella mattinata, riaffioravano e, lentamente, prendevo coscienza di una realtà che facevo fatica ad accettare, e cioè che quelle che avevo letto nelle settimane precedenti non erano solo parole. Ma, mi dicevo, non può essere, non può essere …

Tuttavia, quando cominciai a leggere i commenti dei frequentatori del forum del cesap che brindavano per l’oscuramento del mio sito, la mia residua fiducia sulla buona fede delle povere vittime si frantumò in mille pezzi.

Ecco qualche esempio di post di un thread che era stato creato subito dopo l’oscuramento. Il titolo era: srs chiuso!!!!! accompagnato da simboli festosi di brindisi e festeggiamenti:

L’ Utente pillo il 2008/03/26 Re:srs chiuso!!!!! :

è con sommo ed immenso piacere che vi dò una notizia :provate a cliccare qui : www.dimarzio.itforse qualcuno avrà intralciato le indagini??

L’ Utente Talon il 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!! :

Grazie, Pillo, per il GAUDIUM MAGNUM che ci hai fatto provare: HABEMUS PAPAM…

L’ Utente alice: 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!!:

Che non si grida ad un presunto complotto ….Se chiusura cè stata è perchè ricercata … credo.

Potrei continuare ancora ma credo che gli esempi siano sufficienti.

Nei giorni seguenti mi fu chiaro fino in fondo il quadro della situazione. Un quadro che ha oggi dei riscontri documentati dal dossier di fine indagine dal quale emergono nomi e cognomi dei responsabili di quanto accaduto.

Ma torniamo al 26 marzo 2008.

Quella mattina e nei giorni seguenti venni a sapere da diverse persone che mi telefonavano per manifestarmi la loro solidarietà che Lorita, oltre a rispondere negativamente alla sottoscritta in merito alla mia richiesta di collaborazione, aveva anche inviato nello stesso giorno o in quello successivo (23 o 24 febbraio 2008) a un certo numero di persone, una email che qualcuno, alcuni mesi dopo, ha postato su un newsgroup.

Quella email, mi fu riferito, era stata riinviata dai diversi destinatari ad altre persone ed era ormai di dominio pubblico. Per tutti, ovviamente, ma non per me che ne venni a conoscenza solo dopo l’oscuramento del mio sito e la lessi solo ad ottobre quando mi fu segnalato che si trovava su un newsgroup.

Che l’autrice di quella email sia Lorita Tinelli lo ha confermato lei stessa a Simonetta Po durante un convegno. Nella email la stessa lorita, tra le altre cose, scrive:

“Anche la magistratura ne è stata informata e il Presidente dell’Ordine degli Psicologi dichiara che questa signora stia facendo abuso della professione.”

A proposito di questo particolare vorrei fare un’ultima annotazione: il 31 marzo 2008, cioè sei giorni dopo l’oscuramento del mio sito e poco più di un mese dopo aver inviato questa email alla sua lista di corrispondenti, lorita scrive nel suo forum una frase che è a mio avviso un capolavoro:

“Nel caso della Dimarzio, personalmente non l’ ho mai attaccata, nè in privato nè in pubblico, nè ho foraggiato gli attacchi”.

Oggi, a distanza di un anno e a mente fredda, penso che il 26 marzo 2008 sia stato un giorno che avrebbe potuto cambiare la mia vita, ma non per l’avviso di garanzia o per l’oscuramento del mio sito.

Quel giorno, aldilà dello shock, della preoccupazione per un futuro incerto, dei problemi concreti legati a dover far fronte anche alle spese legali , della sensazione di tradimento, del senso di colpa per aver coinvolto la mia famiglia, anche se involontariamente, in una vicenda oscura, aldilà di tutto questo c’era in me, per la prima volta, la fortissima tentazione di mettere fine a questa attività che mi vede impegnata da oltre 15 anni come volontaria.

Ne avevo viste e sentite tante, avevo superato momenti veramente difficili, ma quel 26 marzo 2008 è stato l’unico giorno in cui ho veramente pensato di mettere una pietra sopra a tutto e per sempre.

Perchè non l’ho fatto?

Non lo so, ricordo solo le voci degli amici al telefono, le email di conforto che leggevo, l’affetto e la vicinanza della mia famiglia, le manifestazioni pubbliche di solidarietà … era come se ogni voce, ogni parola, ogni riga che leggevo fungessero da medicina e più ne ricevevo più l’effetto aumentava.

Al senso di tradimento si sostituiva lentamente il calore dell’amicizia e della fiducia che tutte quelle persone, nonostante tutto, continuavano a riporre in me…

… NONOSTANTE TUTTO

Una fiducia che non è stata scalfita in loro minimamente, nè dall’oscuramento del sito nè dall’avviso di garanzia con le gravissime accuse in esso contenute.

L’amicizia, la fiducia e la gratitudine che tante persone mi hanno manifestato non mi hanno permesso di prendere quella decisione e oggi ne sono felice.

Questo post vuole essere soprattutto un ringraziamento a tutti voi, voi che siete la linfa vitale, quella parte di umanità che è capace di andare oltre le miserie e gli odi, oltre la vendetta e lo scoraggiamento.Siete stati i miei maestri e mi sono ritrovata di nuovo a ricominciare da capo perchè (tanto per cambiare) ho scoperto che ho ancora molto da imparare.

____________________________________________

Solidarietà per Raffaella Di Marzio

27 marzo 2008

 

È di ieri la sconcertante notizia che il sito Web di Raffaella di Marzio (www.dimarzio.it) è stato posto sotto sequestro giudiziario dalla Procura di Bari.

Ma la cosa assolutamente più sconcertante è che la dott.sa Di Marzio, stimata studiosa di Nuovi Movimenti Religiosi con all’attivo numerose pubblicazioni e 4 lauree del tutto pertinenti con la sua attività di ricercatrice (che in sé non prevede certificazioni accademiche o iscrizione ad albi di sorta), è inquisita dalla Procura di Bari per reati gravi. Non si comprende bene il perché. Forse per aver partecipato quale osservatore partecipante ad un incontro di seguaci di Arkeon (il cui maestro Vito Moccia è attualmente inquisito e le attività seminariali del gruppo, interrotte) tenutosi a Roma il febbraio scorso? Incontro che nell’immediato venne sospeso dalla Digos la quale, dopo avere identificato i partecipanti consentiva ai convenuti di proseguire le attività.

Personalmente sono senza parole.

Non so quanti di voi abbiano seguito la vicenda Arkeon, ma credo che il presunto coinvolgimento della dott.sa di Marzio possa essere così riassunto:

  • a metà febbraio Raffaella di Marzio partecipò a una riunione di comuni cittadini, seguaci Arkeon, tenutosi in un albergo romano;
  • la riunione fu interrotta dalla DIGOS che identificò tutti i partecipanti lasciando poi che proseguissero normalmente le loro attività.
  • di lì a pochi giorni Raffaella Di Marzio pubblicò sul suo sito un articolo relativo all’evento, che mi prendo la libertà di riportare;
  • sul forum che fa(ceva) capo al sito di Raffaella Di Marzio, utenti esterni aprirono un thread in cui si discuteva di Arkeon, a cui parteciparono sia seguaci del pensiero del gruppo che ex.

 

Credo non sia tollerabile, in un paese civile, che uno studioso venga addirittura accusato di reati gravi per avere semplicemente preso parte da osservatore esterno a un incontro ritenuto lecito dalla DIGOS, e per avere ospitato sul suo spazio web una civile discussione tra sostenitori del metodo Moccia e suoi detrattori.

Oggi Raffaella di Marzio si trova inquisita per accuse infamanti e il suo sito web, preziosa risorsa per chiunque si interessi di fenomenologia settaria, oscurato. Non solo la sezione che si limitava ad ospitare una CIVILE DISCUSSIONE (e direi che il diritto di parola è ancora garantito dalla nostra Costituzione), ma TUTTO il sito.

Ritengo altresì sconcertante che i detrattori di Arkeon, che hanno fatto del forum del CeSAP Bari il loro ritrovo di elezione, “brindino” per quello che a me sembra un atto censorio del tutto immotivato e inaccettabile, di una gravità estrema. ANon dubito che le accuse si dimostreranno – fra alcuni ANNI visti i tempi della nostra giustizia – del tutto infondate, ma che stanno facendo rischiare alla dott.sa Di Marzio il lavoro, la serenità familiare e, non ultima, la libertà personale. Oltre che costringerla a sostenere ingenti spese per la sua difesa legale.

Queste poche righe per manifestare alla dott.sa Di Marzio tutta la mia solidarietà, ben consapevole della sua onestà intellettuale e della sua estrema correttezza nell’affrontare, da studiosa qualificata e da ricercatrice seria ed esperta quale è da anni, la problematica inerente i gruppi settari.

Credo che la sua vicenda non debba passare sotto silenzio e meriti la nostra solidarietà. A chi dentro Arkeon ha subito abusi – e al CeSAP Bari che ha contribuito a sollevare il caso e ospita i “brindisi” per un così grave atto censorio, rivolgo una domanda che ritengo del tutto legittima: siete davvero sicuri di sapere che cosa è una “setta”? E siete sicuri di non starvi trasformando da probabili vittime in sicuri aguzzini?

Martini

 

Papà…sei più sexy di un tronista marzo 26, 2009

2000€ se convinci la nonna/mamma/papà a rottamare la sua auto

E’ la nuova pubblicità della Smart Black Tie edizione limitata che vedo ogni mattina quando esco di casa.

Da cui, per convincere genitori e nonna a fare questo regalo ai discendenti poco più che maggiorenni, gli slogan

“Nonna ti amo 4 ever” con tanto di cuoricini

“Mamma T.V.T.T.T.T.B.”

…e fin qui siamo abbastanza nella normalità (anche se ci sarebbe un bel po’ da dire su questa normalità)

Ma la perla è:

“Papà sei più sexy di un tronista”

Sono giorni che leggo questa frase, sono giorni che mi stona, sono giorni che provo a capire il perchè – oltre alle considerazioni che la TV divora tutto, che gli affetti più cari, padre, madre, nonna sono visti e amati solo se contribuiscono a comprarti la Smart.

Prima di tutto mi stona che una ragazza di 18/20 anni trovi per il padre appellativi come “sexy”, ma forse sarò io un po’ retrograda.

Ma soprattutto mi fa pensare che queste siano le parole migliori che si possano rivolgere al proprio padre.

In fondo, nonostante la manipolazione, per la mamma e per la nonna parole di affetto per essere mamma e nonna ci sono.

Per il papà no.

Il padre ha valore solo se misurabile con i canoni estetici/di successo del mondo della TV.

Da questa campagna hanno lasciato fuori il nonno…non capisco se è perchè ancora un po’ di considerazione per lui sia rimasta (col cavolo che rottama la sua auto per un po’ di moine e un paio di complimenti) o perchè si presume che per i ragazzi di 18/20 anni sia più probabile avere ancora la nonna piuttosto che il nonno.

NB – avevo solo una vaga idea di che cosa fosse mai un tronista. Mi sono informata sul blog di un’appassionata e ho trovato informazioni interessanti…alla luce delle quali un padre più che rottamare l’auto butterebbe il televisore e si preoccuperebbe un po’ delle “amicizie” di sua figlia ;-)

 

“Che cosa mi fa funzionare” marzo 25, 2009

Diversi anni fa un cantante molto famoso, alla domanda di un giornalista che gli chiese il perchè di tutti questi fans, di tutta questa gente intorno così appicicata, lui rispose:

“Molte persone vogliono capire che cosa mi fa funzionare, perchè vivo nel modo in cui vivo e perchè faccio le cose che faccio”

Questa frase mi è rimasta in testa per tanto tanto tempo, perchè credo riveli una grande verità.

Quando c’è una persona che ammiriamo, per qualunque ragione, credo sia normale cercare di capirla, di voler seguire il suo esempio, anche di cercare di identificarsi se questo vale per un certo tempo.

Nella ricerca di che cosa ti fa funzionare, cerco quello che potrebbe far funzionare me meglio di come funziono ora.

Penso che questa sia una sana spinta a migliorarsi.

Ricordo che c’era una persona – che poi negli anni si è rivelata tutto l’opposto di quello che credevo fosse, e non in meglio – che non conoscevo bene, ma che conoscevo da diversi anni e avevo seguito, seppure da lontano una sua evoluzione che a me sembrava positiva.

Erano anni per me non belli, non ero soddisfatta della mia vita. E in quelle rare volte che ci incontravamo mi chiedevo chissà come ha fatto. E mi dicevo – però se ce l’ha fatta questa persona, che sicuramente era ridotta peggio di come mi sento io ora, posso farcela anche io.

Ed è stato vero. Questa sua trasformazione è stata, non l’unica, ma una forte ispirazione che nel tempo mi ha dato la spinta a cercare quello che volevo, quello che funzionava per me.

Credo però che le parole di quel cantante volessero dire altro.

Le persone che ti ammirano, se non sono oneste – prima di tutto con loro stesse – ti invidiano e credono che tu possieda un segreto e che il modo per farle funzionare è, prima di tutto capirlo, poi rubartelo ed usarlo su di loro.

Non comprendono però che non solo non esiste nessun segreto, ma anche se ci fosse non potrebbe essere nè rubato nè riciclato.

Ma non lo capiscono.

E l’ammirazione e l’invidia (che magari all’inizio poteva essere semplice spinta a migliorarsi), si trasforma pian piano in odio e disprezzo.

Inutile spiegargli che questo segreto non esiste e che basta che mettano ordine nella propria vita e cerchino di migliorarsi per “funzionare”.

No, non possono accettare che per essere quello che si vuole bisogna impegnarsi, faticare, fare delle scelte, correre dei rischi.

Ma soprattutto prendersi la responsabilità di se stessi, delle proprie scelte e della propria vita.

Allora preferiscono rinnegarti, dire che erano “incantate” da te che invece sei tutt’altro rispetto a come ti presenti, dire che non erano capaci di vederti per quello che sei perchè tu le hai ingannate, odiarti al punto di fare di tutto per distruggerti.

Come prima tu possedevi il segreto che gli avrebbe miracolosamente cambiato la vita così – sempre tu, sempre lo stesso di prima – oggi diventi la causa di tutti i suoi guai.

Come non c’era responsabilità per se stessi prima, non c’è neanche dopo.

Come dice l’acuto blogger che mi ha ispirato questo post, questo genere di persone, dopo averti studiato per anni, dopo averti rinnegato odiato e disprezzato per altri anni, sono ancora lì che cercano il trucco.

 

Gracias a la vida marzo 24, 2009

Stasera non ho il tempo per scrivere un vero post.

Vi lascio questa canzone che, anche se ascolto poco, porto sempre nel cuore, come i bei ricordi che fa affiorare.

_____________________________

Mercedes Sosa – Gracias a la vida
Gracias a la vida que me ha dado tanto
me dio dos luceros que cuando los abro
perfecto distingo lo negro del blanco
y en el alto cielo su fondo estrellado
y en las multitudes el hombre que yo amo

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me ha dado el o�do que en todo su ancho
graba noche y d�a grillos y canarios
martirios, turbinas, ladridos, chubascos
y la voz tan tierna de mi bien amado

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me ha dado el sonido y el abecedario
con �l, las palabras que pienso y declaro
madre, amigo, hermano
y luz alumbrando la ruta del alma del que estoy amando

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me ha dado la marcha de mis pies cansados
con ellos anduve ciudades y charcos
playas y desiertos, monta�as y llanos
y la casa tuya, tu calle y tu patio

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me dio el coraz�n que agita su marco
cuando miro el fruto del cerebro humano
cuando miro el bueno tan lejos del malo
cuando miro el fondo de tus ojos claros

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me ha dado la risa y me ha dado el llanto
as� yo distingo dicha de quebranto
los dos materiales que forman mi canto
y el canto de ustedes que es el mismo canto
y el canto de todos que es mi propio canto

Gracias a la vida, gracias a la vida

 

L’archetipo funzionante marzo 23, 2009

Una persona di grande cuore ed intelligenza diceva che l’ultimo archetipo operante nell’inconscio collettivo è il guerriero (dove per guerriero si intende non il guerrafondaio, ma l’uomo puro di cuore che difende la verità e non è disposto a scendere a patti con se stesso), se ho capito bene, ma potrei sbagliarmi.

Non so su quali basi facesse questa affermazione, ma o si sbagliava o da allora la realtà è cambiata, oppure io proprio non ci capisco niente.

A me sembra che l’archetipo più funzionante, e lo dico con grande rammarico, non sia tanto il guerriero, il cavaliere senza macchia e senza paura, quello che difende i più deboli (e – prima ancora – li sa riconoscere), che in questa società vedo sacrificato senza troppi rimpianti.

Ma la vittima.

Sarà che ultimamente ho visto un po’ troppi talk-show, ma la vittima mi sembra ad oggi il personaggio più potente, quello che vince su tutti.

Ora nel mio piccolo un po’ lo sapevo. Avevo l’esperienza di madri, nonne, zie, amici/he, anche ex-fidanzati esperti nell’arte del “vittimismo”.

Ma credevo anche che la maggior parte delle persone fosse in grado – proprio facendo appello al cavaliere senza macchia e senza paura che dovrebbe albergare nel loro cuore – di smascherare in fretta questo atteggiamento.

Forse non avevo capito bene.

La vittima è un’arte. Non è necessario esserlo per davvero nei fatti.

L’importante è autoproclamarsi tale ed avere accesso ad una cassa di risonanza per cui alla fine questa condizione viene riconosciuta anche dall’esterno.

Fatto questo step, non solo si può dire di tutto, ma si possono anche cambiare i toni.

Ci si può mostrare per quello che si è davvero, togliersi anche il vestito da vittima perchè ormai nella testa degli altri lo siamo, nessuno lo metterà più in discussione.

A quel punto possiamo mentire, insultare, aggredire e farlo anche apertamente, tanto saremmo sempre giustificati perchè siamo “vittime”.

Vedendo in TV questo genere di personaggi comprendo meglio i movimenti maschili quando si scagliano contro leggi e tribunali che favoriscono le donne che “per definizione” sono la parte più debole, soprattutto nelle questioni di diritto di famiglia, separazione divorzio, affidamento dei figli – anche se c’è tutta una bella serie di uomini altrettanto abili nel loro vittimismo.

Io e mio marito facciamo tanto sforzo per educare la nostra prole fin da piccola ad essere responsabile, a reagire alla vita, a chiamare le cose con il loro nome, a superare le difficoltà, a guardare avanti, a costruire la propria strada.

Ma ogni tanto ci fermiamo e ci chiediamo se facciamo bene.

Speriamo davvero che il tempo e i risultati mostrino che stiamo facendo bene. Forse.

In fondo in alcuni casi di cronaca recente il personaggio della vittima un po’ ha funzionato, ma non fino in fondo.

Anche perchè, chi ne paga di più le conseguenze sono le vere vittime che di fare i personaggi non hanno nè voglia nè capacità e – nella maggior parte dei casi – chiedono in silenzio di riavere la propria vita.

 

Non capirà da dove vengo marzo 22, 2009

Dei blog che leggo (meno di quello che vorrei) , uno che apprezzo particolarmente è quello di Fabia, Fiducia34.

E lo apprezzo per mille motivi, ma quello che mi affascina di più è la ricchezza .

Ricchezza di cuore e di esperienze.

L’idea che mi sono fatta leggendo i suoi scritti è di una grande apertura mentale e di una capacità di ascolto e di dialogo davvero rari.

Che mi fa venire in mente un verso della famosa poesia che Kipling scrisse per il figlio e che un giorno posterò per intero:

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale

Non credo che il binomio ricchezza di esperienze/apertura mentale e di cuore sia casuale.

Penso che chi ha vissuto, ha cercato di conoscere il mondo, di incontrare gli occhi del suo prossimo sia, da una parte più solido rispetto alle proprie convinzioni, ma dall’altra sia più aperto a nuove esperienze, a cercare ancora, a mettersi di nuovo in discussione con la consapevolezza che non si arriva mai al capolinea di quello che si può imparare di se stessi e del mondo.

Queste sono le persone che nella vita hanno fatto, hanno sbagliato, hanno corretto e ricominciato e sarebbero pronte a farlo di nuovo se si accorgessero di avere da qualche parte “sbagliato” strada.

In questo senso non mi colpisce più quanto le persone “sante”, quelle che da ragazzina chiamavo “perfettine”, che non sbagliano mai, che hanno sempre ragione su tutto, siano quelle pronte a giudicare per prime, ad affibbiare etichette, a rendere impossibile il dialogo sulla base dei loro pregiudizi.

Ed è un peccato perchè basterebbe così poco per incontrarsi, mentre in realtà l’abisso di separazione sembra – e di fatto resta – incolmabile.

E non penso che lei capirà mai da dove vengo. Lei non ha mai sbagliato nella sua vita, le cose le sono sempre venute facili, non ha mai sconvolto nessuno, non si è mai cacciata nei guai. Ma io no. Io lo so come ci si sente a fare qualcosa di stupido – o peggio che stupido – e poi desiderare sopra ogni altra cosa di non averlo fatto“.

(NB – ovviamente questa citazione, tratta da un libro che ho letto da poco, non si riferisce a Fabia – di cui ho parlato sopra – nè a me, ma è solo la fonte dell’idea di questo post)

 

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.