
Non avevo scritto niente fino ad oggi perchè non trovavo le parole per affrontare questo discorso.
Poi ho parlato con mio padre, che, pur essendo su posizioni abbastanza diverse dalle mie, si è mostrato molto indignato per come la vicenda è stata trattata dalla stampa.
E mi ricordava di quanti bambini muoiono nel mondo ogni ora senza che nessuno faccia niente, senza che nessuno se ne occupi, senza che la stampa muova un dito.
Gli dicevo – e pensavo – che non c’entra, che se ne muoiono tanti perchè deve morire una persona in più e lui rispondeva che questo dibattito è il frutto del benessere, che siamo abituati a considerare che la vita di un occidentale abbia maggior valore di quella di chiunque in altre parti del mondo.
Mi chiedevo. E’ proprio così? No. Quello che penso è che siamo abituati a considerare che la vita – di chiunque nel mondo – abbia poco valore se non può essere vissuta secondo canoni scelti arbitrariamente da chi è più forte. Oggi è il coma vegetativo, poi saranno i malati gravi, chissà quando si arriverà a discutere del quoziente di intelligenza.
Alla fine quello che mi resta è una grande amarezza perchè molto si poteva evitare, perchè raramente ho letto e sentito parole di comprensione e compassione. Raramente, in questa tragica vicenda, ho sentito il dubbio, l’incertezza umana, la lacerazione di fronte ad un dolore così grande.
Se può contare ancora qualcosa oggi, una sentenza che autorizza a dare la morte ad una persona, anche se funziona dal punto di vista del diritto, non è di certo emessa anche nel mio nome.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
Ciao.Chi ha visitato Eluana,la vedeva irriconoscibile, ben lontana dalle forme umane, insomma era un fagotto allo stato vegetativo, come una pianta. Il fatto è che le tv ogni qualvolta parlano di Eluana, la mostrano con la foto prima dell’incidente, tutta bella integra e sorridente, suscitando quindi nel popolobue l’impressione che sia stata uccisa con un eutanasia. Ma non è così.Con questo non voglio dire che io condivida l’agire del padre, però non si venga a dire che sia stato un “omicidio” o un “eutanasia”, perchè sarebbe uno stravolgimento della realtà dettato da una mera posizione ideologica. Del resto,è ben lecito dubitare della sincerità di coloro che in questi giorni, a proposito di Eluana, hanno parlato di “difesa della vita” in quanto sono gli stessi che appoggiano guerre e massacri di Stato, ultimo tra questi, il massacro di migliaia di civili palestinesi a Gaza con bombe al fosforo vietate dal diritto internazionale.Quelle non erano “vite da difendere”? Anche la Chiesa, non mi sembra, che la “vita” la difendi in maniera assoluta, tant’è che ammette l’omicidio per “legittima difesa”, quindi per “cause di forza maggiore”(quindi, anche nel caso di Eluana, potrebbe esserci una “causa di forza maggiore”). Detto questo, io sono per la vita, disapprovo, ogni forma di aborto, di eutanasia,la vita va difesa anche allo stato vegetativo, però la vita va difesa sempre, anche queella dei civili innocenti che hanno diritto a non essere uccisi con bombe di “Stati democratici”. La vita, o la si difende sempre, o è meglio che non ci permetti più di ergersi a paladini della difesa della vita, come hanno fatto in questi giorni i tanti berlusconi e gasparri con il puro scopo di ingraziarsi le simpatie della gerarchi vaticana che tanti voti frutterebbero nei seggi elettorali.
Ciao
@ Attila: è un argomento difficile e vedo che la pensi quasi come mio padre
Capisco le tue obiezioni. La spinta ideologica però l’ho vista tanto nella direzione opposta, e mi sembra che quello tu chiami popolo bue era più favorevole alla morte che alla vita. E’ evidente che non si trattava più della ragazza delle fotografie, non lo metto in dubbio, ma per me non cambia la questione.
A presto.
Fioridiarancio
Chiarisco: non è che sono stato favorevole all’interruzione dell’ alimentazione nei confronti di eluana, ma che proprio perchè questo è un argomento difficile, come anche da te sottolineato,ho evitato di schierami nell’ una o nell’ altra fazione, cioè tra presunti “difensori della vita” e presunti “laici”. A ciò mi riferivo a quando ho parlato di popolobue, che su questo argomento si è schierato, suddividendosi pari pari in due schieramenti di opinioni opposte(secondo gli ultimi sondaggi, 47% a 47% le due opinioni, con un 6% di indecisi). A mio avviso, solo i familiari di Eluana avevano il diritto di dire la propria e di agire di conseguenza. Ciò non vuol dire che io condivida necessariamente la loro scelta, ma che bisogna rispettare il padre di eluana che non è certamente un “assassino” ma un padre che amava la propria figlia, e che non può essere certamente un Gasparri qualsiasi a dargli lezioni di morale e di vita. Io sono per la vita,contro l’aborto, ma la Chiesa deve star attenta a non delegare la difesa della vita a persone violente e ipocrite che della vita non se ne fregano nulla ma che si appropriano di questo argomento per soli fini elettorali. Era questo il senso del mio commento precedente. Ciao
@ Attila: Ad un certo livello è diventato uno scontro di fazioni, per un altro invece è uno scontro (purtroppo non confronto) di culture e visioni della vita. I familiari hanno chiesto una sentenza e a questo punto non è più una questione solo loro, perchè le sentenze hanno influenza anche sulla vita degli altri cittadini italiani, non solo sulle parti in causa. Neanche io mi sento di additare il sig Englaro come un assassino, perchè le cose vanno inquadrate nel loro contesto, però lo stesso credo si sia trattato di omicidio. Penso che i genitori non abbiano diritto di vita e di morte sui figli anche quando questi sono incapaci. E, pur rispettando il loro dolore e avendo compassione per il loro desiderio, non credo sia giusto che una sentenza di un giudice lo assecondi. Non si può chiedere ad un popolo, attraverso l’opinione pubblica e la magistratura, di rendersi complici di questo. E’ una responsabiltià personale. Se lo si fa, bisogna poi però anche accettare tutto il resto che viene. Poi l’aspetto ideologico non lo sopporto quanto te.
Ciao a presto.
Fioridiarancio
Cara Fioridarancio
Credo che il punto sia diverso e – con tutto il dolore che questa vicenda inevitabilmente suscita – debba essere mantenuto diverso.
Eluana non poteva parlare. Ma suo padre dice che aveva chiaramente espresso la sua volontà in merito. Possiamo discutere se questo modo di riportare la sua volontà sia accettabile. Ai sensi della legge attuale, quattro tribunali confermano che lo è. Quindi, fino a che le leggi non cambiano, quella è la volontà di Eluana.
Il tema non è cosa sia giusto: questo è un tema che riguarda il mio rapporto con Dio. Il tema è cosa è lecito. Di questo si occupa la giustizia. Lo dico proprio perchè condivido quanto hai risposto ad Attila in merito alle sentenze che fanno diritto. Io non credo al divorzio, ma devo concederlo a chi crede sia la risposta per lui.
Il tema potrebbe essere spostato sulla domanda se questa sia eutanasia o meno. Personalmente non comprendo come non si possa considerare terapia l’avere un tubo inserito nello stomaco mediante operazione chirurgica e l’essere nutriti mediante nua soluzione chimica prescritta da un medico.
L’ultimo tema che resta – ribadito dal papa stesso ieri – è che l’uomo non può disporre della sua vita.
Io non so se sia così, non sono riuscito a rispondermi.
Ma rispetto a Cesare, se non ne posso disporre io, non può certi disporne per me lo stato, imponendomi quella che esso rtiene vita.
E rispetto a Dio mi chiedo, se Dio per amore mi ha fatto libero di trasgerdire i suoi comandamenti, chi sia la Chiesa per cercare di mipedirmelo ex lege.
Grazie
Cosimo
@ Cosimo: Grazie del tuo commento. Provo a risponderti a tutto se ci riesco. Non ho letto le sentenze per farmi un’idea precisa al riguardo, ma la magistratura agisce sulla base di una legge, se la legge non c’è la questione non è così lineare. Per il resto ci sono tante sentenze con cui non sono d’accordo (vedi quelle di Ancona e Monza sulla vicenda Arkeon, per esempio), non sarà questa la prima nè l’ultima
Neanche io credo che non si possa disporre in questa maniera della propria vita, e soprattutto sulla vita dei propri figli su cui non abbiamo il diritto di vita e di morte.
Anche se volutamente non avevo affrontato la questione dal punto di vista religioso, penso che ognuno sia libero di trasgredire ai comandamenti di Dio, ci mancherebbe e su come si comporta la chiesa ci sarebbe molto da dire, però è una questione tra te e Dio, la Chiesa, soprattutto quando non è un Sacerdote che parla a te personalmente, non può dirti che fai bene.
Grazie a te e a presto.
Fioridiarancio