Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Libertà e derisione Febbraio 6, 2009

Pur avendo lo spirito polemico, non commento tutto quello che leggo su internet.

Questo articolo merita però, non attenzione vista la qualità professionale dell’articolista che non si cura di controllare l’esattezza dei nomi che cita, ma la mia totale dissociazione in quanto donna.

Quello che più mi colpisce, paradossalmente in un articolo critico, è la totale assenza di critica, confronto, dibattito, ma tutto l’articolo è percorso da disprezzo, senso di superiorità, derisione.

E come spesso accade in questo genere di “giornalismo”, l’autrice in questione non ha pensato di intervistare, chiedere pareri, conoscere l’oggetto del suo articolo.

Siccome invece io apprezzo e stimo l’oggetto del suo disprezzo, qualche parolina vorrei spenderla.

Quando posso leggo con molto interesse i blog sia di Claudio Risè sia dei Maschi Selvatici e li trovo di spessore, che creano sempre lo spunto per riflettere e confrontarsi. E mi dispiace di avere poco tempo per commentarli.

Oltre a questo, rarità in ogni caso di questi tempi, condivido sentitamente i loro pensieri e le loro posizioni.

E’ vero che la nostra società è dominata dalla lobby femminista/femminile che la figura del padre è distrutta, derisa, messa da parte per poi essere accusata di essere assente.

E’ vero che i tribunali per la famiglia, i servizi sociali, le scuole sono occupati e comandati da donne.

E’ vero che non indigna nessuno che un padre si trovi i carabinieri in casa, con tanto di mitra, perchè è in ritardo di un’ora nel riconsegnare la figlia alla madre.

Però indignano questi uomini che, nel rispetto di tutti, si fanno la loro vita, raccontano le loro storie, scrivono libri, esprimono le loro idee, organizzano momenti di condivisione per un momento così emozionante come la benedizione dei padri ai propri figli.

Be’, come loro, io non ci sto.

La mia è una famiglia patriarcale e felice.

A nessuno, grandi e piccini, maschi e femmine, sono negati i propri diritti. Tutti hanno la libertà di essere ciò che sono, tutti sono trattati da tutti con amore e rispetto.

Ma non mi sorprende poi tanto questo articolo. In fondo la critica più gentile che è arrivata al mio blog, è la solita storia, trita e ritrita del mulino bianco.

Purtroppo, e lo dico con grande rammarico, è normale che chi esprime un’opinione a favore della famiglia, del ruolo dell’uomo e del padre, della responsabilità e dei limiti, è perseguitato dalla mentalità comune.

In fondo penso che uno dei motivi per cui Arkeon è stato, ed è tuttora, così ferocemente perseguitato, sia proprio perchè aveva il coraggio di accompagnare, finalmente, figli e figlie tra le braccia dei loro padri e a costruirsi una vita da adulti.

 

9 Responses to “Libertà e derisione”

  1. Carlo Says:

    semplicemente grande

  2. fabia Says:

    Ciao Fiore, che cosa dirti tranne che sono in totale accordo con quello che tu esprimi.
    Tempo fa’ ebbe una discussione accesa con delle femi= niste aguerrite verso il maschio e gli dissi semplicemente che secondo me, le soluzioni, alle proprie frustrazioni erano molto lontane dalle loro prettese e che in questo modo si comportavano esattamente come i loro “aguzzini” o peggio.
    Ora un altro punto è quello che ieri sera mi sono sentita di parlare sul mio blog ed è ancora il frutto
    di tutta questa mentalità e purtroppo è sucessa qualche giorno nel mio paesino; questo mattino ho atto ascolto a queste madri e ringrazio la loro apertura nei miei confronti. Nel mio piccolo, cerco di dare una mano senza prettese acompaesani e proporre soluzioni. Questi figli sono ragazzi di 13/14 anni e hanno la vita d’avanti e voglio che ci siano soluzioni per loro, come ci sono state per me stessa e sono grata ad Arkeon e alla vita stessa di avere ricevuto questa opportunità di comprendere.
    Un abbraccio forte,
    Fabia

  3. @ Carlo: più di tutto è il senso di superiorità e la derisone che non sopporto, vedi solo la foto che accompagna l’articolo

    @ Fabia: ho letto il tuo post. Non l’ho ancora commentato perchè a volte non trovo le parole.

    A presto.
    Fioridiarancio

  4. katia salvaderi Says:

    Gentile Signora,

    la stupirà immagino sapere che conosco bene, contrariamente a quanto lei dice, esponenti del gruppo Uomini3000 – assai vicino a Maschi Selvatici -, che ho tra i più cari amici l’autore di “Femdom – preludio all’estinzione del maschio”, che ho approfondito il tema in studi e riflessioni da anni e persino che io stessa ho fatto parte di un gruppo fortemente improntato a valori, diciamo, “patriarcali”. Addirittura, un mio ottimo amico è un (ex) esponente di Arkeon – e ho anche partecipato a un seminario Arkeon, guardi un po’.

    Siamo tutti molto felici che lei sia felice nella sua famiglia patriarcale, perché è la sua. Ognuno ha l’onore e l’onere di essere felice. Tuttavia la prego di non invocare “discriminazioni” o “persecuzioni” (???) per il solo fatto che molti, come me, preferiscono costruirsela in modo diverso la propria famiglia – quella personale e quella sociale.

    Non siete i portatori della verità perseguitati dal buon senso comune e in questo mondo democratico funziona (ancora) così: c’è la possibilità di esprimere dissenso. Finché uno in casa sua è felice di vivere in situazioni “patriarcali”, non succede nulla. Ma quando si esce allo scoperto con teorie filosofiche, libri, blog e interventi pubblici sul tema, le cose cambiano. Ed è su questa arena (quella pubblica) che è stato proposto il mio intervento. A casa sua, stia serena, non verrò mai. Tantomeno mi permetterò di “disprezzarla”.

  5. @ Katia Salvaderi: prima di tutto benvenuta e grazie del commento. L’usanza di internet vorrebbe il “tu”, ma rispetto il suo “lei” usandolo anche io.

    Non ho motivo di dubitare che lei conosca personalmente molti esponenti di questi movimenti o associazioni. La mia critica sul non conoscere era dovuta al fatto che credo che un articolo vero, che sia veramente informativo per chi legge, sia quello che lascia che dalla penna di chi scrive arrivi anche la voce di chi viene analizzato o criticato. Altrimenti lo spazio giornalistico diventa uno strumento di manipolazione (come del resto ormai sta diventando prassi comune), non di informazione.

    Sono d’accordo che “quando si esce allo scoperto con teorie filosofiche, libri, blog e interventi pubblici sul tema” sia legittima la critica, il dissenso, la discussione. Prima di risponderle ho riletto quanto ha scritto e non ho trovato questo, ho trovato solo derisione e disprezzo, non solo per questi uomini, ma anche per le donne che li apprezzano e che non si sentono di condividere le istanze femministe o post-femministe che dir si voglia che non per questo sono “nutrice, casalinga schiava e dedita al soddisfacimento del loro piacere”.

    Ai molti come lei che preferiscono una famiglia personale diversa dalla mia, auguro ogni bene e felicità. Quando però si parla di quella sociale, be’ la società non è solo vostra e anche io vorrei poter dire la mia su come costruirla.

    Può non crederci, del resto i suoi colleghi giornalisti e altri si stanno impegnando a fondo perchè nè lei nè il resto di Italia ne venga a conoscenza, ma le famiglie e le singole persone che non hanno rinnegato Arkeon anche solo come esperienza positiva sono davvero perseguitate non solo attraverso le falsità che i media continuano a ripetere e ad arricchire di fantasie, ma anche nella loro vita privata. Non so se questo esula dai temi di cui lei si occupa, ma un giornalista che avesse il coraggio di approfondire con serietà questa vicenda sarebbe davvero benvenuto.

    A presto.
    Fioridiarancio

  6. katia salvaderi Says:

    E’ bene che ognuno abbia la possibilità di sviluppare la propria vita privata come meglio crede e in democrazia sono tollerati anche nuclei minori che sperimentano stili di vita diversi – es. alcune comunità estremiste di mormoni dove la donna altro non è che una “fattrice” di 10, 12 e addirittura 18 bambini… Soluzioni che personalmente non condivido e che siamo in tanti a condividere, ma che non sono vietate, finché non ledono la vita di nessuno (anche se questo sarebbe discutibile, perché una donna che sforna 15 bambini ne esce distrutta e in molte comunità chiuse non sono rari casi di violenza fisica e morale, plagio, soppraffazione, fino allo stupro in famiglia autorizzato).
    Il movimento femminile ha portato risultati di cui anche lei oggi gode: ad esempio, immagino vada a votare, nel malaugurato caso di uno stupro il reato non sarà più considerato contro il suo “onore” bensì contro la sua “PERSONA”, se ama la minigonna la può portare e molte altre piccole e grandi cose del genere…
    Tutti riconosciamo che il femminismo ha avuto degli eccessi, ma questo non annulla il grande balzo che la mentalità comune ha fatto, a seguito di quel momento di rottura storico.
    I tempi sono cambiati, con il cambiare dei comportamenti personali e sociali le donne sono cambiate e anche gli uomini farebbero bene ad adeguarsi al cambiamento. Modelli arcaici sono destinati a rimanere indietro. Questo non vieta che dei singoli realizzino la propria felicità perseguendo quei modelli.
    Altri, come me, li trovano criticabili al punto da ritenerlì, è vero, un poco ridicoli. Ognuno di noi fa bene a combattere per avere la società che vuole, ma vince la maggioranza.

    Se preferisce credere nel complotto mediatico, è libera di farlo. Le ripeto, ho vissuto in una comunità chiusa, molto alternativa rispetto ai modelli dominanti, ed era quello un alibi che ci faceva sentire molto importanti: in realtà, quasi non ci vedeva nessuno.

    Il rapporto tra i generi è cambiato e ancora dovrà subire molti cambiamenti. Addirittura, sta diventando secondario, rispetto ad altri e assai più pregnanti problemi dell’individuo e del mondo. Il futuro incalza: si può scegliere di cavalcarlo, distillandone il meglio per il bene comune, o di rimanere invece arroccati su un piccolo scoglio lamentando di essere gli unti del signore perseguitati dalla massa ignorante.

    Scelte, appunto.

    Le lascio in visione il mio ultimo articolo. Sono certa che ne apprezzerà il fatto che critica alcuni modelli televisivi imposti alle donne, ma spero vorrà anche provare a spingersi, insieme a me, un poco più in là.

    http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/se-questa-e-una-donna/59648

    L’indottrinamento ha molte forme, ed è quello che io combatto – si tratti dei proclami dei “maschi selvatici” o dell’instupidimento televisivo, per me non fa differenza.
    Il pericolo è l’indottrinamento, il trovarsi a ripetere formule a pappagallo, fino a convincersi che siano la verità e fino a che arrivino ad annullare la nostra individualità.

    Le auguro di cuore di scampare da un simile disastro.

    KS

  7. @ Katia Salvaderi: mi scusi il ritardo con cui pubblico il suo commento e con cui le rispondo, ma ho davvero pochissimo tempo ultimamente anche solo per collegarmi al blog.

    Credo sia necessario chiarire un fraintendimento su uno stereotipo su cui i media e certi teorici sguazzano. Se si parte dal presupposto che “patriarcale” e quindi del padre sia “cattivo”, nefasto, fonte di oppressione e a volte di violenza per le mogli e per i figli, capisco prima di tutto l’incredulità di fronte alla posizione degli MS (cito loro perchè da lì si partiva) o davanti ai libri di Claudio Risè. Come si fa a difendere la posizione di oppressori, violenti e stupratori?

    Questa mentalità è quella che io chiamo contro il padre: dare per scontato che sia “cattivo”, che non dia tutto se stesso per la sua famiglia, TUTTA, moglie e figlie femmine comprese. E’ la mentalità che sbatte in cella un padre innocente con tutta la leggerezza che è stata usata a Gravina, ma che lascia la Franzoni assassina a chiacchierare a Porta a Porta.

    Sugli MS: se li ho capiti bene, quello che prima di tutto rivendicano è che siano gli uomini ad autodefinirsi come tali e come padri: in poche parole dicono che l’essere padre è un istinto e un percorso che nasce dall’uomo e che non spetta alle donne insegnare agli uomini come si fa o come sarebbe giusto essere padri.

    Io non credo che il modello che mette il padre al centro della famiglia sia un modello arcaico. Destinato a rimanere indietro forse sì, ma non perchè arcaico. Anzi, trovo più questa spinta nelle coppie più giovani, magari provenienti da famiglie figlie dei movimenti femministi che vedono che in fondo le loro madri non sono poi così felici e realizzate, ma sono SOLE e cercano non di tornare indietro, ma di trovare una sintesi, un superamento alla lotta di genere, cercano per quello che possono di creare famiglie felici.

    Sull’indottrinamento: dopo essere stata giudicata plagiata, indottrinata, condizionata mentalmente solo per non aver rinnegato un percorso che ho trovato estremamente positivo, su questo tema mi trova molto sensibile. Perchè non si può accettare che essere moglie e madre prima di tutto, magari avere una famiglia numerosa, magari scegliere di stare a casa e crescere i propri bambini finchè sono piccoli da aver bisogno delle cure della propria mamma non sostituibile con la puericultrice del nido (per quanto bravissima) non possa essere il frutto di una libera scelta, non possa essere fonte di grande realizzazione e debba per forza esser visto come conseguenza di un indottrinamento?
    Credo che bisogna fare molta attenzione e riconoscere all’altro la libertà che vogliamo sia riconosciuta a noi. Non si può liquidare la questione con l’indottrinamento se l’altro non la pensa come noi, anche se fa parte di quella maggioranza di Italiani che vota ancora Berlusconi.

    “E’ bene che ognuno abbia la possibilità di sviluppare la propria vita privata come meglio crede e in democrazia sono tollerati anche nuclei minori che sperimentano stili di vita diversi”…giusto per chiarire, la mia famiglia sarebbe tra i nuclei minori che sperimentano stili di vita diversi? Sarebbe un concetto interessante che nel 2009 le famiglie “normali” sono già considerate un nucleo minore, spero ci vada meglio che agli Indiani d’America ;-)

    In realtà non ho mai vissuto in una comunità chiusa, se non il gruppetto di amici quando ero ragazzina. Per quello che riguarda Arkeon non si tratta di complotto mediatico, ma di un giornalismo talmente squallido che ripropone il primo comunicato stampa sempre allo stesso modo e non va oltre le parole che terrorizzano: setta, abuso, sesso, violenza. Quando, se come dice ha seguito anche un solo seminario anche lei sa che di questo proprio non si trattava.

    Non ho ancora avuto il tempo di leggere il suo articolo, ma appena posso lo farò sicuramente e verrò – se il sito su cui pubblica lo permette – a scriverle le mie riflessioni.

    Una curiosità, se ha voglia di rispondermi: che cosa ha trovato di così riprovevole e ridicolo nei libri di Risè o negli articoli dei MS?

    A presto.
    Fioridiarancio

  8. katia salvaderi Says:

    Gentile Signora,

    mi scuso se riporto qui solo un link, ma avendo a lungo discusso degli temi con il Signor Armando su un altro sito, ritengo potrà trovare nelle risposte date ad Armando risposta alle sue ultime domande.
    http://www.donnedemocratiche.com/?p=2083

    Sul giornalismo squallido che riproduce alla lettera comunicati stampa, le dò perfettamente ragione. Non è però questo il caso, dal momento che parlo di esperienze dirette di incontro/dialogo con esponenti di quei gruppi, protratte negli anni e ancora in essere.

    Sarò grata per ogni suo commento sul tema della immagine femminile.

    Un sincero e cordiale saluto
    KS

  9. @ KS: grazie per il link, vedo che la discussione è stata lunga ed intensa e ci metterò un po’ a leggerla tutta. Ho letto il suo ultimo articolo che mi ha linkato qualche settimana fa e ho visto il documentario cui fa riferimento. Spero di riuscire presto a scriverle le mie riflessioni.

    A presto.
    Fioridiarancio


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