Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Le famiglie di Arkeon febbraio 26, 2009

Non voglio tornare sempre sullo stesso argomento, il mio è un blog di mamma che vorrebbe raccontare questa meravigliosa esperienza.

Ma poichè sembra che io non possa fare la mamma serenamente perchè c’è qualcuno che lavora giorno e notte per distruggere quello che la mia famiglia ed altre famiglie innocenti come la mia stanno costruendo giorno per giorno con il sudore della fronte, eccomi qua.

Quello che più mi colpisce del contenuto del kit caccia alle streghe contro Arkeon è l’odio così esplicito e dichiarato contro l’amore, contro la coppia, contro la famiglia e, di conseguenza contro i bambini.

E questo non ha niente a che vedere con presunti reati, inchieste giudiziarie, eventuali processi.

Tutte le persone che, individualmente o come famiglia, hanno portato la loro testimonianza che non corrisponde a quella della versione di psicolgi/e, antisette e sedicenti vittime, sono state a turno o contemporaneamente perseguitate.

Comincio dalla famiglia di Vito Carlo Moccia, che come tutti gli altri hanno parlato di loro stessi e della loro storia, ma ci sono altre storie – tipo questa, o questa, o questa, o quelle che ci racconta Raffaella Di Marzio nel suo articolo che ormai ho linkato diverse volte, o Pietro Bono nella sua accorata lettera di supplica ad un’organizzazione internazionale.

Poi c’è Fabia, segnalata alla magistratura per aver chiesto di ascoltare una versione diversa da quella del vengelo anti-sette, per non parlare della studiosa Raffaella Di Marzio che si è ritrovata indagata e si è vista il sito oscurato (su denuncia di colleghi) solo per aver parlato con i reietti settaroli ed aver provato a studiare il gruppo.

Ora è il turno di Luca e della sua famiglia.

Che il Luca di Arkeon non sia quello di Povia lo sanno tutti quelli che hanno visto per intero la sua intervista, in buona e cattiva fede, compresi quelli di Striscia.

Ma, come al solito, la realtà dei fatti non sembra avere nessuna rilevanza.

Che poi Luca con moglie e figlio sia il nuovo bersaglio degli attivisti gay (che credo siano pochi in confronto alla popolazione omosessuale, ma ahimè sono quelli che ne danno l’immgine)  – oltre ai soliti persecutori anti -Arkeon – è responsabilità non solo dei media, ma soprattutto di chi ha creato la caccia alle streghe, l’allarme setta e ha esposto intenzionalmente tutte queste famiglie a questo genere di linciaggio.

 

Stats esplosive febbraio 25, 2009

Filed under: Arkeon,Luca era gay — fioridiarancio @ 12:01 am
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Ho visto esplodere le stats. Sembra che in molti cerchino informazioni su Arkeon e Povia (su cui non so nulla). Vedo anche che altri blogger sono nella stessa situazione. Purtroppo non credo che troverete qui le informazioni che cercate. Posso suggerirvi di leggere l’articolo che scrisse tempo fa Raffaella Di Marzio oppure potete vedere questo blog.
Grazie a tutti i lettori che mi fanno salire le stats :-)

 

Un papà con un bambino febbraio 23, 2009

Filed under: Arkeon,Famiglia,Fede,Testimonianza,Vito Carlo Moccia — fioridiarancio @ 2:27 pm
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Questa è la testimonianza di un padre. L’ho trovata in rete sullo stesso sito che deride chi cerca di raccontare la propria esperienza con cuore ed onestà. Come al solito ho cancellato i nomi.

Sono XXX ed ho 45 anni.
Sono ormai 7 anni che frequento Arkeon e molto è accaduto in questo periodo. Ho iniziato insieme a mia moglie Francesca qualche mese prima del nostro matrimonio e la nostra unione è stata una crescita continua. Arkeon ci ha accompagnati nel “breve periodo” che abbiamo vissuto insieme, fino a quando, in pochi mesi, un tumore l’ha portata via (maggio 2004).

Oggi vivo (e sottolineo: vivo) insieme a mio (nostro) figlio F. che ha 5 anni e che è la cosa più bella che ho al mondo e che ogni giorno mi ricorda anche tutte le cose belle vissute con Francesca.

Potrei raccontare molto di mia moglie, potrei raccontare dell’insegnamento ricevuto dalla nostra unione, dalla sua malattia fino al momento in cui se ne è andata e anche il dopo, ma la cosa più grande che è avvenuta è che ho vissuto il dolore ma, grazie ad Arkeon, non ho vissuto la disperazione per la perdita della mia compagna. Ho trovato la forza per reagire, di tornare a vivere, per dare a mio figlio il sostegno di cui lui aveva bisogno (doveva ancora compiere 4 anni) e di cui ha bisogno ancora.

La mia forza è stata Arkeon che mi ha dato gli “strumenti” e io li ho usati. La ricerca interiore, la pace interiore, la pace con gli altri, il perdono, l’umiltà, l’integrità, l’Amore per me, per mio figlio e per gli altri, sono alcuni degli “strumenti” dei quali ho più coscienza da quando ho incontrato Arkeon e che mi aiutano a gioire dei momenti belli e a superare le difficoltà.

Non posso, in poche parole, dire tutto quello che penso di Arkeon, ma spero che mio figlio, un giorno, scelga questo percorso.

XXX.

 

Il nulla che avanza? febbraio 22, 2009

Da bambina leggevo “La storia infinita” di Michael Ende.

Era la mia passione, e avevo molta fiducia in Atreiu che combatteva (ora non ricordo bene la storia) contro l’avanzare del nulla per proteggere la terra di Fantasia.

Quando guardo un parco a noi molto caro, provo la stessa sensazione. Spero che sopravviva all’implacabile avanzare dell’urbanizzazione selvaggia che piano piano se lo sta mangiando.

Poi penso alla vita. Alla libertà, alla possibilità di costruire un futuro per i nostri figli.

E, sarò un po’ pessimista forse, ma oggi vedo altrettanto l’avanzare proprio del nulla.

Di un sistema che, per mille ragioni che non sto qui ad indagare, avanza implacabile contro la libertà personale, di espressione, di essere quello che si sceglie di essere. Dove che dice di difendere i diritti civili vuole applicare invece la legge del più forte.

Pur non parlandone, ho letto con interesse, amarezza e a volte anche un po’ di divertimento, le polemiche sulla canzone di Povia.

E mi sembra davvero paradossale che si debba subire una tale persecuzione per aver raccontato una storia, che sembra essere vera, ma anche se fosse di fantasia non cambierebbe il punto.

Non è accettabile che si voglia cambiare la propria vita, in qualunque modo. Non è accettabile che si possa uscire dagli schemi e dalle etichette che ci identificano ma che noi non sentiamo nostre.

E non è accettabile che per farlo si guardi dentro se stessi, dentro la propria storia, dentro la propria famiglia, per rimettere insieme i pezzi della propria vita. Per trovare la propria strada e per fare il proprio percorso di vita e di essere se stessi.

Non è accettabile farlo, ma la furia persecutoria scagliata contro Arkeon (che questo faceva) e contro Povia dimostra che non è accettabile che lo facciano neanche gli altri.

Ho apprezzato che molti, in questo contesto, si sono sottratti al sistema, sono stata davvero contenta, lo dimostra il fatto che Povia sta avendo successo.

Con Arkeon non era andata così.

 

Obbedienza febbraio 19, 2009

Con mio marito abbiamo cercato di lavorare molto sull’obbedienza della prole.

Curando due aspetti: il fatto che arrivi chiaro il messaggio che obbedire al papà e alla mamma sia indispensabile per se stessi e che l’autorità del padre sia la voce che cresce dentro e che negli anni diventa nostra e ci permette di distinguere il bene dal male, che ci permette di metterci in salvo nei pericoli.

Ma altrettanto importante è imparare a non obbedire a chiunque. Anche questo è fondamentale per se stessi, per imparare ad essere critici, per non mettere la propria vita nelle mani sbagliate, per essere liberi.

Così c’è una gerarchia: papà, mamma. Poi le persone a cui si viene affidati se non ci sono papà e mamma. I nonni, la maestra e, quando raramente capita, la mamma degli amichetti o la baby sitter.

Ma dopo papà e mamma c’è una differenza: si obbedisce perchè sono i genitori che ti affidano e ti dicono di farlo. E non manca la raccomandazione quando ci si saluta: obbedisci ai nonni.

Ora, sempre nella mia ingenuità, credevo che il problema fosse insegnare ai bambini ad obbedire. E invece ho (abbiamo, veramente) capito che insegnare ad obbedire è come insegnare a mangiare con la forchetta, a lavare i denti, a vestirsi da soli. Un po’ faticoso, richiede un po’ di capacità contrattuale degna dei migliori studi legali, ma tutto sommato è fattibile.

La vera sfida è insegnare a non obbedire. Cioè a non obbedire a chiunque, se non a chi papà e mamma ti hanno detto esplicitamente di farlo.

Ce ne siamo accorti da una semplice conversazione:

Prole: – io obbedisco solo a papà e al mio amico

Papà: – come al tuo amico?

Prole:  – sì al mio amico

A questo punto c’è stato uno sguardo perplesso e molto interrogativo tra papà e mamma.

No, qui c’è qualcosa che non va. E abbiamo spiegato che gli amici sono uguali. Che i bambini obbediscono al papà, alla mamma, alle persone a cui papà e mamma dicono di obbedire, ma mai agli amici. La vera amicizia presuppone che non ci sia questo genere di gerarchie e un vero amico non ti chiede queste cose.

Però non credevamo di doverci confrontare con una cosa del genere.

Sarà che io ricordo chiaramente di avere dentro questo impulso e di aver detto senza mezzi termini, e giustamente anche con il senno di oggi “tu non sei mio padre, tu non mi comandi”.

 

Qualcosa nel profondo febbraio 18, 2009

Ci sono notizie che ti smuovono qualcosa di profondo dentro.

Vivi il tuo giorno normale (un pochino sfigato per la verità), hai degli impegni e durante uno di questo ti accorgi di alcuni aspetti della tua vita che non conoscevi e che ti lasciano sotto shock. E non puoi fare niente perchè sei lì, con altre persone, magari con la tua prole presente.

Poi le cose si ridimensionano nel quadro di una riflessione generale su chi sei, che cosa hai costruito, quanti doni hai ricevuto,  il sorriso e l’amore dei tuoi cari, la mano del tuo amore che stringe forte la tua perchè senza bisogno di parlare sa tutto quello che ti passa per la testa, la faccetta assonnata di chi è più piccolo.

Ci si sveglia la mattina e la vita è normale, la colazione, prepararsi per la scuola, lavarsi i denti, uscire.

Eppure mi mancano quei momenti dei cerchi di Arkeon in cui c’era la possibilità di fermarsi, di ascoltarsi dentro, di condividere una parte della propria storia, di andare al punto, di integrare le proprie esperienze. Non che non possa vivere questi aspetti a casa mia, ma era diverso. E mi dispiace che l’attivismo persecutorio di qualcuno abbia tolto a tutti, me compresa, questa possibilità.

 

Ma è bella! febbraio 18, 2009

Filed under: Musica — fioridiarancio @ 10:45 am
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Non ho scritto niente finora e non ho intenzione di farlo ora. Ero un po’ scettica sulla canzone in sè perchè quelle passate non mi avevano entusiasmato molto. E invece, devo dire, la canzone di Povia mi è piaciuta molto molto!

____________________________

Luca era gay – Povia

INTRO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo,

1° STROFA:
Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che

se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo
argomento è diviso ,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio
passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle
sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo ma i a parlare stava fuori
tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre
disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

2° STROFA:
sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le
cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la
pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è lì che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore si
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per
non tradire mia madre

2° RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo ,
SPECIAL:
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci
tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi
ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi
mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma
adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

RITORNELLO FINALE:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano luca dice
sono un altro uomo

 

Cambiano i tempi… febbraio 16, 2009

Filed under: Pensieri — fioridiarancio @ 10:45 pm
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Post leggero leggero.

A volte leggiamo  il Vangelo alla nostra prole.

Ci è capitata qualche giorno fa la parabola del giudice e della vedova (Lc 18,1-8).

Pensavo scherzando che, se fosse vissuta ai tempi di oggi, immersa in una certa mentalità dei tempi di oggi, la vedova, invece di vedere finalmente giustizia ed essere presa come esempio di fede, sarebbe stata processata per stalking a causa delle sue richieste insistenti. ;-)

 

Amare e sapere febbraio 13, 2009

Alcune teorie spirituali dicono che i bambini vengono al mondo perchè sono i portatori di un messaggio, unico, come è unico il bambino che lo porta. Credo, ma potrei sbagliarmi, che sia anche alla base della spigazione che Claudio Risè dà della magia del Natale: per i bambini è una festa così speciale perchè attraverso un bambino così importante che nasce per dare un messaggio così forte al mondo, anche loro si identificano ed entrano in contatto con il loro essere nati per redimere in un certo senso il loro mondo.

E’ una visione spirituale che io riesco a cogliere poco, ma che mio marito mi dice di comprendere e probabilmente anche condividere.

A me colpisce molto quanto i bambini hanno sete di sapere.

Mi viene naturale rispondere alle domande dei bambini, i miei genitori hanno sempre risposto alle mie, per mio marito è altrettano naturale, anche i suoi genitori hanno sempre risposto alle sue.

Ma credevo che le domande fossero solamente un semplice – seppure non banale – bisogno di conoscenza.

Oggi comprendo che, oltre al desiderio di conoscere come funziona il mondo sia per curiosità, sia per istinto di sopravvivenza, c’è un’espressione di amore nel parlare e nell’ascoltare, che ha lo stesso valore di essere presi in braccio, cullati , coccolati e consolati.

Papà e mamma mi spiegano, ragionano con me, mi chiedono perchè mi ascoltano, gli interessa quello che dico, si prendono cura di me, mi amano. E io non sono solo/a.

E il mondo diventa sempre più bello e interessante perchè rappresenta la concretezza della presenza dei genitori, dell’amore, dell’essere insieme che non ci lascia soli.

 

Ma l’amore? febbraio 12, 2009

Ho ricevuto un commento con questa domanda:

“Ma l’Amore in un rapporto di coppia esiste?”

Io credo fermamente di sì. E non lo credo perchè sono romantica, ma perchè, grazie a Dio, ho questa grandissima fortuna di poterlo vivere.

Io e mio marito ci siamo innamorati al primo istante, eppure sapevamo che era solo l’inizio. Che il nostro amore non sarebbe durato sulla base di quel primo incontro. Sapevamo che l’amore per essere tale deve essere messo alla prova dalla vita, dalla fatica, dal tempo, da noi stessi.

E questo è quello che sta accadendo. Sono passati anni da quel giorno. Le prove non sono mancate, il tempo sta passando, la famiglia, con nostra grandissima felicità è cresciuta.

Certo bisogna scegliere. Tra i nostri egoismi e il nostro amore. Non perchè bisogna rinunciare a se stessi, questo no, anzi penso che l’amore porti fuori la parte migliore di noi stessi se glielo lasciamo fare.

Bisogna avere il coraggio di conoscersi profondamente e di lasciarsi conoscere.

E soprattutto bisogna scegliere la persona giusta. Non si può pensare di condividere la vita, e casomai di sposarsi per provare, poi se va male si ripara tanto c’è il divorzio. Su queste basi, sono d’accordo che trovare l’amore eterno è come giocare alla roulette.

Per quel che riguarda me personalmente, il divorzio non esiste. So che ho sposato l’unico uomo che potrei mai amare davvero che mi ama di altrettanto amore. Se le cose, Dio non voglia, tra di noi non dovessero funzionare, sapremmo entrambi che non sarebbe perchè abbiamo scelto la persona sbagliata, perchè l’amore è finito, e perchè boh.

Sapremmo che è perchè da qualche parte non abbiamo voluto/potuto fare di meglio, ma anche che solo tra di noi potremmo trovare questo meglio.

Ora capisco che gli stimoli che riceviamo dall’esterno vadano in tutt’altra direzione. Da una parte c’è la chiesa che, teoricamente sosterrebbe l’amore e le coppie, ma che in pratica mostra di non avere comprensione e, spesso, cuore per poterle comprendere. Risolverebbe tutti i problemi con i dogmi e la rinuncia a se stessi in nome della durata del matrimonio.

Dall’altra c’è il laicismo spinto che spinge a lasciarsi/separarsi/divorziare alla minima difficoltà in nome della libertà e dell’affermazione personale.

C’era Arkeon, quando c’era. C’erano i cerchi in cui le coppie si guardavano negli occhi dopo tanti anni, si condividevano verità che le avevano tenute separate. C’erano le lacrime di dolore per non essere stati capaci di essere insieme anche se ci si amava e c’erano le lacrime di gioia del potersi ritrovare. C’era la comprensione che spesso se le cose non vanno è perchè non riusciamo a farle andare, ma possiamo farcela se abbiamo il coraggio di camminare davvero insieme.

***

“But now I know that the things people in love do to each other…they remember. If they stay together, it’s not because they forget. It’s because they forgive.”

Dal film: Proposta Indecente

 

 
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