Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Chi sgrida mio figlio? Agosto 24, 2008

Archiviato in: Famiglia, Pensieri — fioridiarancio @ 2:58 pm
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C’è una cosa dell’essere genitori che proprio non sopporto.

Sono tutte quelle persone sconosciute, che quando vedono i bambini si sentono in diritto di dirgli tutto quello che gli passa per la testa.

Si va da attento che cadi a togli il ciuccio, ti sistemo le cinghiette del passeggino…l’invadenza non ha limiti. Queste persone poi, a volte, non si limitano a tirar fuori aria dalla bocca, ma si sbizzarriscono nell’accarezzare e tocchicciare…

Ora spero che non mi si fraintenda.

Non parlo di chi, intenerito dall’innocenza dei bambini, non può fare a meno di fargli un sorriso o dirgli qualcosina.

E non parlo nenache dello sconosciuto che, vedendo il bimbo in questione che si accinge a buttarsi ad attraversare la tangenziale, lo prende non badando ai modi e all’etichetta, e lo riporta ai genitori con loro eterna gratitudine.

Parlo di chi, sempre sconosciuto, passando per strada o al supermercato o alla posta, si sente non solo in diritto di riprendere, correggere, prevenire, ma non ritiene neanche opportuno rivolgersi ai genitori.

Come se i bambini perchè tali, non avessero diritto ad essere lasciati in pace dagli intenti educativi di perfetti estranei mai visti prima e che mai si rivedranno in futuro.

Ecco con queste persone faccio fatica ad essere gentile.

Le parole più politically correct che mi escono dalla bocca possono essere: “alla mia prole penso io” oppure “pensi ai fatti suoi”. Ma devono decidere loro quando sarà il caso che la mia prole abbandoni il ciuccio? O se c’è troppa aria che sarebbe il caso mettere il giacchetto?

Quando accadono questi episodi mi accorgo con una punta di dispiacere di essere guardata come una marziana dalla maggior parte delle persone che mi circondano.

Ieri invece che attrice sono stata spttatrice di un fatto del genere.

Ero appunto al supermercato quando, mentre la mamma cercava di scegliere la frutta, il pargolo sul passeggino che forse si annoiava, ha iniziato a gridacchiare.

Passa la signora di turno che si abbassa (agile per la sua età), lo guarda fisso negli occhi e lo sgrida proprio, a voce alta, dicendogli che non deve gridare.

Ammetto che con curiosità aspettavo la reazione della madre. Si mortifica o le dice qualcosa?

E, con mia grande soddisfazione, la reazione è arrivata con un: “glielo dico io a mio figlio quando stare zitto”.

Per una volta la marziana non è stata la mamma, ma la signora invadente.