Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Migliorarsi Agosto 29, 2008

Sono grata alla mia famiglia.

Lo sono per mille motivi. Anche per quella che sono.

A mio marito prima di tutto e poi alla nostra splendida prole.

Penso che una relazione d’amore, e di consegunza la famiglia che da essa nasce, porti a migliorare le persone.

Penso a me e a lui quando ci siamo conosciuti. E a noi oggi.

ll giorno in cui i nostri occhi si sono incontrati per la prima volta era presente tutto di noi, il passato, il presente, il futuro, l’amore di oggi e quello che sarà.

Poi il tempo è passato. L’amore è diventato più vero perchè provato dall’esperienza. E noi, per amor nostro e per amor dell’altro siamo diventati migliori.

E quando la famiglia è cresciuta, la spinta è migliorarsi è cresciuta con essa.

A volte è costato. E costa. Costa impegnarsi a superare tutta una serie di piccolezze, che ci rendono più umani, ma ci rende più umani anche il proposito di abbandonarle. Se ad ogni olimpiade gli atleti superano record mondiali, posso provare anche io a superare il modesto record di quello che sono.

Un aspetto del carattere che la famiglia di sicuro tende a migliorare è la pigrizia.

Se la minestrina è più buona nel piattino bianco con il bordino azzurro, perchè dire di no? (E quindi alzarsi da tavola e cercare il piatto in questione, fare il travaso, ecc ecc). In fondo anche a me piace bere il caffè nella tazza di ceramica, al vetro è accettabile ma già non più lo stesso, se provano a darmelo nel bicchiere di carta mi sembra di non aver bevuto il caffè.

E se questo sforzo posso farlo per la prole, sono certa che posso estenderlo a quello che faccio per me e per mio marito.

In fondo la vita dei bambini me lo insegna. Perchè spostarsi camminando quando lo si può fare più felicemente ed efficacemente correndo?

Non è sempre così semplice, soprattutto quando si è stanchi. E poi appunto, siamo umani. Però vale la pena.

 

Il vuoto delle mamme Agosto 28, 2008

Archiviato in: Famiglia, Pensieri, Riflessioni, bambini, figli — fioridiarancio @ 9:03 pm
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Quando la famiglia non c’è mi manca.

A volte, presa dalle mille attività di mamma, di cui ne elenco solo poche…giocare, colorare, leggere all’infinito lo stesso libro, rispondere a mille quesiti persino su che cos’è il destino, raccogliere cibo appiccicato sul pavimento, curare pupazzetti vari, fare la dottoressa, la cameriera, la cuoca, l’imbianchina, il carabiniere, mettere in ordine ceste di giochi, provare a togliere macchie indelebili dai bavaglini…che…non ci penso a quanto tutto questo riempie la casa…

Allora parlavo con un’altra mamma e le dicevo – sai la prole oggi è stata tutto il giorno in giro con il papà

- e tu ti sei riposata, hai avuto il tempo per te, che bello, sarai stata contenta

- mah…veramente non tanto…mi dispicace sempre quando non ci sono

- ma sai che anche a me fa così…penso sempre che vorrei più tempo per me stessa…e poi quando sono da sola a casa entro in uno stato di iperattività…per colmare il vuoto che lasciano…

 

Spogliatoi Agosto 27, 2008

Archiviato in: Pensieri, Riflessioni, bambini, padri — fioridiarancio @ 4:33 pm
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Ogni tanto andiamo in piscina.

E il dilemma ogni volta si ripresenta: in quali spogliatoi? Sembrerebbe un concetto semplice: maschi in quello dei maschi, femmine in quello delle femmine.

Già. Ma se tra maschi e femmine sono presenti anche bambini che non sanno ancora prepararsi da lavarsi da soli la faccenda si complica un pochino.

E le possibilità diventano infinite.

La soluzione ideale sarebbe il papà con i figli maschi nello spogliatoio dei maschi, la mamma con le figlie femmine nello spogliatoio delle femmine.

Ma non sempre c’è la possibilità di andare tutti insieme. A volte si va solo con la mamma, o solo con il papà.

La piscina dove di andiamo di solito ha risolto la questione non pefettamente ma in maniera accettabile. I bambini piccoli vanno nello spogliatoio delle donne, anche se accompagnati dai papà. Per le donne adulte sono previsti dei separè dove hanno la loro privacy. La doccia si fa in costume.

Per quello che ho visto, i papà sono molto discreti, superano per amore dei pargoli l’imbarazzo di entrare nello spogliatoio delle donne, bussano mille volte prima di entrare e fanno il più in fretta possibile.

Tuttavia ogni tanto qualche fatto poco piacevole capita.

Così un giorno un papà con figlioletta al seguito ha bussato e ribussato.

Non ricevendo risposta, ha dedotto che poteva entrare.

Si è trovato travolto da una signoara in biancheria imbufalita che lo ha insultato gridando.

A nulla sono valse le scuse e il ricordare che il regolamento della piscina prevede che sia così e che lui comunque aveva anche bussato.

Ora mi chiedo. Nel mondo dei tanga, dei topless, dei jeans allacciati portati con soddisfazione e disinvoltura quasi sotto il cavallo (casi estremi ma visti in giro, non solo sulle riviste), è davvero necessario fare tutte queste scene per un papà che ha solo intenzione di portare sua figlia in piscina?

Non si trattava del guardone che voleva terrorizzare lo spogliatoio femminile. E il più imbarazzato di tutti era di certo lui.

Non bastava dire aspetti un momento che corro a coprirmi? Era necessario gridare davanti ad una serie di bambini spaventati (mia prole compresa) e insultare anche la figlia di questo malcapitato?

La volta successiva nello spogliatoio con la stessa bambina ho visto la mamma.

Credo che lui non ne abbia più voluto sapere della piscina, nonostante la solidarietà che ha avuto da me e dalle altre mamme increduli presenti alla scena.

 

Al chiaro di luna Agosto 26, 2008

Archiviato in: Musica, Pensieri, Riflessioni — fioridiarancio @ 5:15 pm
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Non capirò mai come funziona la memoria. Il tempo mi sembra che scorra lineare. Prima ieri, poi oggi, poi domani. Prima l’infanzia, poi l’età adulta, poi la vecchiaia.

Ma la memoria no. Ogni tanto fa affiorare sottoforma di suoni e profumi oltre che pensieri, quello che pensavo sepolto da molto tempo.

E quando questo accade, insieme a quel piccolo, a volte sbiadito ricordo, torna tutto un mondo.

Non solo di eventi, di persone, di sensazioni.

Torna il mondo di quello che ero misto a quello che sono e la vita acquisisce nuove forme…

Oggi sono felice e anche un po’ romantica e alla memoria è qualche giorno che torna una musica persa nel tempo che posto in questo video.

Cercavo la versione che aveva suonato Bruno Martelli, quello di Saranno Famosi (il telefilm, lo ricordate?), ma non c’è stato verso di trovarla. Peccato era proprio quella il mio ricordo…mi accontento di una esecuzione più professional (anche se meno mia).

 

Chi sgrida mio figlio? Agosto 24, 2008

Archiviato in: Famiglia, Pensieri — fioridiarancio @ 2:58 pm
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C’è una cosa dell’essere genitori che proprio non sopporto.

Sono tutte quelle persone sconosciute, che quando vedono i bambini si sentono in diritto di dirgli tutto quello che gli passa per la testa.

Si va da attento che cadi a togli il ciuccio, ti sistemo le cinghiette del passeggino…l’invadenza non ha limiti. Queste persone poi, a volte, non si limitano a tirar fuori aria dalla bocca, ma si sbizzarriscono nell’accarezzare e tocchicciare…

Ora spero che non mi si fraintenda.

Non parlo di chi, intenerito dall’innocenza dei bambini, non può fare a meno di fargli un sorriso o dirgli qualcosina.

E non parlo nenache dello sconosciuto che, vedendo il bimbo in questione che si accinge a buttarsi ad attraversare la tangenziale, lo prende non badando ai modi e all’etichetta, e lo riporta ai genitori con loro eterna gratitudine.

Parlo di chi, sempre sconosciuto, passando per strada o al supermercato o alla posta, si sente non solo in diritto di riprendere, correggere, prevenire, ma non ritiene neanche opportuno rivolgersi ai genitori.

Come se i bambini perchè tali, non avessero diritto ad essere lasciati in pace dagli intenti educativi di perfetti estranei mai visti prima e che mai si rivedranno in futuro.

Ecco con queste persone faccio fatica ad essere gentile.

Le parole più politically correct che mi escono dalla bocca possono essere: “alla mia prole penso io” oppure “pensi ai fatti suoi”. Ma devono decidere loro quando sarà il caso che la mia prole abbandoni il ciuccio? O se c’è troppa aria che sarebbe il caso mettere il giacchetto?

Quando accadono questi episodi mi accorgo con una punta di dispiacere di essere guardata come una marziana dalla maggior parte delle persone che mi circondano.

Ieri invece che attrice sono stata spttatrice di un fatto del genere.

Ero appunto al supermercato quando, mentre la mamma cercava di scegliere la frutta, il pargolo sul passeggino che forse si annoiava, ha iniziato a gridacchiare.

Passa la signora di turno che si abbassa (agile per la sua età), lo guarda fisso negli occhi e lo sgrida proprio, a voce alta, dicendogli che non deve gridare.

Ammetto che con curiosità aspettavo la reazione della madre. Si mortifica o le dice qualcosa?

E, con mia grande soddisfazione, la reazione è arrivata con un: “glielo dico io a mio figlio quando stare zitto”.

Per una volta la marziana non è stata la mamma, ma la signora invadente.

 

Facciamoci coraggio… Agosto 20, 2008

Archiviato in: Famiglia, La mia storia — fioridiarancio @ 9:22 pm
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Le cose che dicono i bambini, dal primo versetto in poi, sono molto serie.

Per questo non amo postare le bellissime parole e frasi pronunciate dalla mia prole (se non molto raramente) per rispettare uno spazio fragile e intimo come quello delle prime parole e dei primi discorsi.

Oggi però c’è stato un momento di grandissima tenerezza…

Prole sul lettino prima di dormire con aria didascalica e voce tremolante: “Orsetto, il buio è bello, ci sono tante cose…”

Arriva la mamma dall’altra stanza che prova a rassicurare: “Ci sono le stelle…”

Prole poco convinta ma sempre didascalica:”Ci sono ANCHE le stelle…”

 

Luna Agosto 15, 2008

Archiviato in: Musica — fioridiarancio @ 8:49 am
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Oggi è ferragosto e in tema di vacanze, divertimeno e frivolezze posto una canzone che mi torna sempre in mente quando sono allegra e spensierata…”bussiamo insieme ad ogni porta” mi fa pensare alle giornate e serate d’estate passate a divertirsi…e a tutte le volte che l’ho fatto per davvero… ;-)

E’ per augurare Buon Ferragosto a tutti…

______

LUNA
Gianni Togni

E guardo il mondo da un oblò mi annoio un po’
passo le notti a camminare dentro un metrò
sembro uscito da un romanzo giallo
ma cambierò, si cambierò

Gettano arance da un balcone così non va
tiro due calci ad un pallone e poi chissà
non sono ancora diventato matto
qualcosa farò, ma adesso no
Luna!

Luna non mostri solamente la tua parte migliore

stai benissimo da sola sai cos’è l’amore
e credi solo nelle stelle mangi troppe caramelle…
Luna!

Luna ti ho vista dappertutto anche in fondo al mare
ma io lo so che dopo un po’ ti stanchi di girare
restiamo insieme questa notte
mi hai detto no per troppe volte…
Luna!

E guardo il mondo da un oblò mi annoio un po’
se sono triste mi travesto come Pierrot
poi salgo sopra i tetti e grido al vento
guarda che anch’io ho fatto a pugni con Dio

Ho mille libri sotto il letto non leggo più
ho mille sogni in un cassetto non lo apro più
parlo da solo e mi confondo e penso
che in fondo sì sto bene così
Luna!

Luna tu parli solamente a chi é innamorato
chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
ma io non sono come gli altri
per te ho progetti più importanti…
Luna!

Luna non essere arrabbiata dai non fare la scema
il mondo è piccolo se visto da un’altalena
sei troppo bella per sbagliare
solo tu mi sai capire…Luna!

E guardo il mondo da un oblò mi annoio un po’
a mezzanotte puoi trovarmi vicino a un juke-box
poi sopra i muri scrivo in latino
evviva le donne, evviva il buon vino

Son pieno di contraddizioni che male c’è
adoro le complicazioni fanno per me
non metterò la testa a posto
mai a maggio vedrai che mi sposerai…
Luna!

Luna non dirmi che a quest’ora tu già devi scappare
in fondo è presto l’alba ancora si deve svegliare
bussiamo insieme ad ogni porta se sembra sciocco cosa importa…
Luna!

Luna che cosa vuoi che dica non so recitare
ti posso offrire solo un fiore e poi portarti a ballare
vedrai saremo un po’ felici e forse molto più che amici…
Luna!

 

Rivelazioni estive Agosto 10, 2008

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, La mia storia, amore — fioridiarancio @ 10:54 pm
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Il bello di questa estate è la possibilità di ritrovarsi.

Dopo un anno di lavoro intenso, di corse, preoccupazioni, di stress in cui il tempo dedicato a noi era praticamente inesistente, ci concediamo lo spazio per parlare. Per guardarci, per ascoltarci.

Solo noi due o tutta la famiglia insieme.

Ieri parlavamo delle famiglie, di quella che siamo, di quelle in cui siamo cresciuti. E delle famiglie dei nostri amici e degli amici dei nostri genitori, quelle con cui ci trovavamo bene, quelle con cui sentivamo di non avere niente in comune.

Ad un certo momento ho sentito uscire dalla mia bocca delle parole inaspettate: “alla fine, nonostante le critiche, i genitori migliori che avrei potuto avere, quelli con cui stavo meglio erano i miei…oltre a noi due, naturalmente… ;-)

Ops, che cosa ho detto…non ho ancora ben compreso il senso di questa frase, che ha un valore molto più profondo del contesto della conversazione in cui è uscita.

So però che anni fa non l’avrei detta. E che è un punto di arrivo di un lungo viaggio. E che c’è chi si merita tutta la mia gratitudine per averci accompagnato in questo viaggio.

 

Oltre se stessi Agosto 2, 2008

Archiviato in: Famiglia, La mia storia, Libertà, sogni — fioridiarancio @ 8:42 pm
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Mio padre e mia madre non sanno disegnare.

O meglio, mi hanno sempre detto così, ma non l’ho mai saputo veramente.

Si sono semplicemente sempre rifiutati di disegnarmi non dico un branco di zebre che scappano da una leonessa in caccia, ma neanche un semplice albero, una casetta un cagnolino.

Non volevano proprio provare. Avevano deciso che non erano capaci e non c’era verso, neanche di dire sì alla domanda “mamma, papà, mi disegni…”

Nè lui, nè lei, almeno per certi aspetti della vita, sono molto portati per andare oltre loro stessi. Oltre l’idea che hanno di loro stessi.

Ed è un vero peccato.

Anche per me, degna loro figlia, è sempre uno sforzo, una gran fatica provare ad andare oltre l’idea che credo essermi fatta di me, nonostante abbia il completo e amorevole sostegno del mio amore.

Ma a volte ricordo che un giorno in un cerchio ho imparato che c’è una gioia e una soddisfazione anche solo a provare…una libertà e doni…doni inaspettati…

Così oggi, nonostante minigonna, infradito e praticamente nulla preparazione atletica, ho lasciato a terra malinconia, insofferenze e serrate tabelle di marcia e sono salita su un motoscafo immaginario e, prole per mano, ho corso e corso in salita su una strada di campagna fino a raggiungere per primi la meta…