Stamattina ho avuto una conversazione con una mamma non troppo originale.
Non la mamma, la conversazione.
Non troppo originale nel senso che non è la prima volta che mi capita di parlare di questo.
Mi annunciava che il passaggio di suo figlio dalla scuola materna all’elementare è stato un po’ traumatico. Per lei.
Era abituata ad una scuola materna molto accogliente, con pochi bambini, un giardino davvero carino e tutto molto curato. Le maestre molto gentili che dopo 5 anni (tra nido e materna) erano diventate quasi di famiglia. Le sembrava di portare il figlio in un’estensione della casa. Un po’ più grande, certo con più stimoli, con tanti altri bambini, ma in un posto molto accogliente dove suo figlio si sentisse con la tranquillità e sicurezza fisica ed affettiva che ha a casa.
Scuola nuova, tutto nuovo, il primo giorno la maestra ha mostrato subito la novità: signora, si dimentichi di essere mamma. Qui i bambini hanno il loro spazio, la loro indipendenza, ci sono le regole della scuola (sottinteso, qui si, mica come a casa), me lo lascia sulla porta, lo rivede all’uscita.
Le mamme restano male. Ma poi scatta, non so perchè e non so come, che è giusto così. Queste persone sono così brave che riescono a ficcarti in qualche maniera nella testa che hanno ragione, che tu hai sbagliato tutto fino al giorno in cui hai incontrato loro.
Secondo me non è giusto così. Secondo me l’autorità della scuola (e quindi della maestra) è sui bambini, ed è giusto che lo sia, nei limiti e nelle forme concesse dalla famiglia, e mai sui genitori.
Secondo me le regole di scuola sono giuste e valide a scuola. Ma non sono migliori di quelle di casa (come se tutti questi bambini a casa fossero abbandonati a loro stessi, non avessero una direzione, una autorità, un sistema morale che gli insegnano i genitori).
Poi “si dimentichi di essere mamma”…come dire fino ad oggi signora si è barcamenata come poteva, ma ora arriviamo noi, le super esperte della maternità e della puericultura. Si dimentichi i suoi errori, si dimentichi le difficoltà casalinghe verso cui lei non è chiaramente portata.
E alla mamma tutto questo stona, non le torna…ma tutto accade più veloce di quanto lei possa accorgersi. In fondo è giusto così, in fondo lei è sbagliata…
E in fondo è tentata di dire sì, avete ragione, perchè non delegare mai la responsabilità dei propri figli, anche quando sono affidati ad altri, è cosa davvero impegnativa. La tentazione viene a tutti.
Ma la responsabiltà dei nostri figli è solo nostra.
Si dimentichi di essere mamma? Si dimentichi lei di vederci domani qui. Buona Giornata.

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.