Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

La vita ti cambia Luglio 17, 2008

Archiviato in: Famiglia, La mia storia, Libertà — fioridiarancio @ 5:57 pm
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Ispirata dallo splendido post di Sertan oggi voglio parlare di mio padre.

Mio padre aveva ragione.

Non posso dire ha ragione perchè ancora oggi lo contraddico spesso…quindi la ragione ce l’ha sempre (quasi) a posteriori.

Per i miei occhi di bambina era il punto di riferimento per tutto, per quelli della ragazzina adolescente un disgraziato inaffidabile, ma sempre comunque presente, per quelli della ragazza ventenne la strada dellla salvezza, l’amico più vicino, lo stimolo alla riflessione e al dialogo, per quelli della ragazza innamorata due mani sulla testa, una benedizione di felicità e il braccio per andare all’altare, per quelli della madre di famiglia un nonno gentile, affettuoso e paziente.

Nelle serate estive dei miei vent’anni parlavamo fino a notte fonda di tutto, del senso della vita e della morte, della storia e dei guai della nostra famiglia, delle condizioni di lavoro degli operai cinesi…e la mia drastica ribellione si opponeva ad ogni minimo stimolo alla sua comprensione della vita, alla sua tolleranza, alla sua morbidezza e comprensione dell’essere umano.

Accettava e si confrontava con le mie idee nette e drastiche sul mondo ripetendomi una frase che attribuiva all’avvocato Agnelli “se un giovane di 20 anni non è rivoluzionario, non ha cuore. Se un uomo di 40 anni è ancora rivoluzionario, non ha cervello”. Come per dirmi che in fondo era normale che io avessi le mie certezze bianche e nere. La vita mi avrebbe con il tempo insegnato il grigio.

Mio padre aveva ragione.

Prendevo la sua tolleranza verso il prossimo per debolezza, la sua naturale propensione a parlare con tutti, dal mendicante al sindaco come incapacità di scegliere le persone valide e quindi rivolgersi a tutti (il sindaco poi no, non me lo doveva fare…).

Prendevo la sua capacità di trovare un punto di incontro come uno scendere a compromessi, incomprensibile per me che credevo di avere valori assoluti e radicali.

Oggi, alla ricerca di valori veri, rifuggendo dalla teoria astratta che mi ha accompagnato per anni, scopro che posso riassumere la sua idea della vita nelle parole della canzone di Roberto Vecchioni “al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone”.

E scopro con un certo sconcerto che i miei valori assoluti non sono diversi dai suoi tolleranti. Che per lui quello che più conta è l’amore di coppia, l’amore tra genitori e figli, il rispetto umano, guardare negli occhi le persone…la libertà dei figli rispetto ai genitori. Disposto sempre a sacrificare se stesso per la libertà dei suoi figli senza che noi neanche ce ne accorgessimo.

Lo sconcerto più grande è stato scoprire che è amato e rispettato da tutti (quasi) quelli che lo conoscono.

Ho scoperto da poco ma proprio da poco che mio padre sosteneva e sostiene che uno dei problemi della società di oggi è il crollo dei valori della società contadina e della figura del padre…credevo che pensasse tutto il contrario.

E la vita mi sta insegnando il grigio, come diceva lui. La vita mi sta cambiando. Mi sta insegnando la realtà dei valori in cui credevo in teoria. Che se resta solo teoria si perde la compassione per il prossimo e si arriva facilmente all’inquisizione e alla caccia alle streghe.

La vita mi sta insegnando che al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone.

E devo dire grazie a mio padre, che aveva ragione. Grazie perchè quando la vita me lo mostra ritrovo una parte dei suoi insegnamenti che mi indicano la direzione.