Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Sogno d’amore Giugno 29, 2008

Archiviato in: Arkeon, Film, amore — fioridiarancio @ 8:39 am
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Ieri ho avuto l’occasione di vedere un filmetto senza prestese, ma carino. Una storia d’amore tra due ragazzi di liceo, diversissimi tra loro che si disprezzano apertamente, che per un incantesimo si trovano uno nel corpo dell’altra costretti quindi a vivere la vita dell’altro per scoprire il valore dell’altro con l’amore che trionfa. Il lieto fine che piace a me.

E pensavo agli arketipi.

Nei film americani, specialmente nelle commedie, gli arketipi familiari sono molto ben definiti. In questo, ma anche in altri filmetti del genere, un ruolo fondamentele appartiene sempre ai padri. Sono loro che danno alle figlie la benedizione per andare oltre loro stesse e correre tra le braccia del loro amore. Sono loro che danno ai figli la forza di percorrere la strada per diventare uomini e accogliere l’amore.

In questo film il padre di lei le compra un bellissimo vestito da sera per correre al ballo della scuola. Mio padre mi ha comprato un biglietto aereo per correre dal mio amore. I padri delle figlie femmine custodiscono il loro sogno d’amore. E quando capiscono che questo sogno si incarna nel ragazzo che incontrano, trovano, con una sapienza antica quasi inconsapevole un rito per sancirlo. Un rito che poi sarà quello di accompagnare la propria figlia all’altare.

E i due padri, vicini di casa, ex-amici, si scambiano un’occhiata di intesa vedendo i figli scambiarsi un bacio di ritorno dal ballo.

Non di questo in particolare, ma di tanti film del genere ho sentito tante critiche. La vita non è come un film, sì però poi come va a finire dopo anni di matrimonio, le solite americanate, il Mulino Bianco per dirla all’italiana.

Ora Mulino Biano sono state definite le testimonianze (principalmente quelle che ho riportato giorni fa di lei e di lui) di persone che nei cerchi di Arkeon hanno condiviso e vissuto le loro storie.

Capisco che chi non ama i sogni, chi non crede che la propria vita possa cambiare, chi è disilluso e cinico, non possa credere che tali cambiamenti possano avvenire per chi invece lo crede e ce la mette tutta per farlo.

Credo che Vito abbia avuto un gran merito, quello di lasciare che le persone credessero nei loro sogni, di lasciare che le figlie andassero dai loro padri perchè le accompagnassero dai loro amori, nonostante il contrasto con il contesto o con persone che si opponevano.

Un’altra cosa che mi colpisce in questo film è il distacco che l’amore porta dallo status quo. Sia lui che lei per vivere nei panni dell’altro devono necessariamente separarsi dalla loro famiglia, dai loro amici, dalla loro vita precedente ed andare sempre di più verso l’altro in una dimensione chiara solo a loro due, ma ignota e incomprensibile a chiunque altro.

Questo l’ho vissuto anch’io. L’amore è un’avventura di solitudine, che ti porta a mettere in discussione la tua vita, i tuoi valori, le tue priorità, ma soprattutto te stesso. Per trovare un te stesso sempre migliore.

 

4 Responses to “Sogno d’amore”

  1. Amico Says:

    Un film piccolo e, se vogliamo, da poco. Fai un’analisi molto interessante. Lo vedo anche io.
    Ciao

  2. ciao è sempre un piacere vederti girare da queste parti. non l’ho detto nel testo, il titolo è boygirl.
    a presto.
    fioridiarancio

  3. Amico Says:

    C’è qualche considerazione in più che mi frulla in testa. La prima è che questa, come tanti altri film, è prima di tutto una favola d’amore. In cui il contorno può essere fantastico, anche irreale. Quello che c’è di reale è l’amore. Un po’come nella vita.
    Questo mi porta ad un secondo pensiero. Gli attori del film rappresentano (ma ovviamente non vivono) qualcosa che succede quotidianamente nel mondo: la scoperta del grande amore. Anche chi vive realmente questa esperienza (non in un film), vive sì realmente un’esperienza individuale e di coppia, ma la “rappresenta” anche per il mondo intero. Gli innamorati sono una delle sorgenti di forza per tutta l’umanità. Credo che siano in qualche modo un archetipo. Non a caso, poco simpatico a tanti.
    Questo archetipo vive in ognuno di noi, e la mia esperienza è che può risgorgare, con le giuste occasioni, in qualsiasi momento della vita di coppia.
    Oggi, però, nel guardare una coppia di giovani innamorati, non c’è solo l’immedisarmi, il tornare a quella sorgente di vita che è anche la nostra, ma anche il sentimento nuovo della protezione (che si vede nel film, almeno da parte di tre genitori su quattro, la madre di lei è, come spesso nella vita, sempre la più ostica). Come padre e come adulto, sento anche il compito di custodire il tempo e lo spazio dell’innamoramento e di proteggerlo dalle tante insidie che ci sono.

  4. @ Amico:
    che dire? non ho altro da aggiungere ai tuoi pensieri.
    A presto.
    Fioridiarancio


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