Stamattina ho letto una storia che mi ha commossa. Mi ha riportato ad un tempo antico in cui c’era un cerchio degli uomini ed un cerchio delle donne. Ognuno con la sua forma con la sua diversità. Ma con la stessa ricerca, quella della propria identità, di riconoscersi occhi negli occhi. E con il desiderio di incontrarci, gli uni con gli altri, non più nel contrasto, nella lotta e nella competizione, non più nel desiderio di schiacciarsi l’un l’altro, ma con il desiderio di comprenderci, di accoglierci, di chiederci scusa per le ferite date, di ringraziare per l’amore ricevuto.
Porterò sempre nel cuore il momento che veniva chiamato della riconciliazione. Dopo un lunghissimo pomeriggio di cerchio delle donne, intenso e profondo, noi donne andavamo a farci belle. Dopo un giorno e mezzo (ma che sembrava un anno!) di separazione, di introspezione, di identità femminile, ci preparavamo ad incontrare gli uomini, a chiedergli scusa per tutte le ferite date, ma anche ad accogliere le loro scuse per tutte le ferite ricevute. E a ringraziarci, soprattutto della presenza gli uni degli altri, perchè io senza di lui sono persa, e lui senza di me è perso.
Come era bello farsi belle! Con le mie compagne di stanza era un momento di grandissima emozione. Ci chiedevamo come sarebbe stato, come ci avrebbero accolte…
Poi di corsa a preparare uno spazio accogliente, fiori, candeline e l’attesa, un’attesa infinita (in realtà era una mezzoretta). Finalmente un suono di tamburi, arrivano, arrivano. Noi sedute, loro che entrano e si siedono di fronte a noi.
E la canzone. Se chiudo gli occhi e la canto riesco a sentire il profumo di quelle sere, a rincontrare gli occhi di ognuno (di lui in particolare), a sentire “ti chiedo scusa per…”, “grazie perchè…”. Ogni volta era come il giorno del matrimonio. Quanto amore, quanta dolcezza, quante lacrime, quante scuse, quante ferite, quanto coraggio ci sono nel cuore degli uomini. Perchè non me lo avevano mai insegnato? Perchè sui giornali non lo scrive mai nessuno? Perchè sono stata sempre tanto diffidente?
Ne riporto le parole per non dimenticarla mai:
“Tu tu chi sei, tu che sei davanti a me tu chi sei. Io sono te sono te in un’altra forma sono te”

Sono una moglie innamorata, mamma felice della nostra "prole" (numero variabile di figli tra 1 e 7), in pratica una donna normale.
Di particolare di me c'è che ho frequentato Arkeon per diverso tempo, ed è stata per me un'esperienza più che positiva che di per sè non avrebbe nulla di particolare se non fosse che oggi non va di moda poterlo dire.
Ho scelto i fiori di arancio perchè sono i fiori delle spose, i fiori dei sogni che si realizzano. Rappresentano il matrimonio che spesso è il lieto fine dopo mille avventure.
Sono una moglie e una mamma normale, presa, presissima da questa affascinante avventura che è l'amore e la famiglia.
E il mio è un blog normale che vuole raccontare la mia storia.
grazie per averla ricordata: io e mia moglie sciegliemmo questo canto come marcia nuziale d’ingresso in chiesa al nostro matrimonio, chiedendo al coro di cantarla con noi.
il mese dopo un ragazzo del coro si sposò usandola come marcia nuziale.
continuo a credere che i testimoni buoni sono quelli che vengono passati.
grazie per il tuo delicatissimo blog.
cosimo
Ciao Cosimo, grazie a te. Deve essere stato un bel matrimonio.
A presto.
Fioridiarancio