Fiori di Arancio

I will have poetry in my life and adventure and love. Love above all…Love like there has never been in a play. (Shakespeare in Love)

Solo per te Giugno 29, 2008

Archiviato in: Film, Musica, amore — fioridiarancio @ 9:18 pm
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Questa canzone con le scene di questo film sono per te che mi conosci meglio di chiunque altro, che ti sei messo mille volte nei miei panni, che hai lasciato che mi mettessi nei tuoi che mi hai aperto il tuo cuore, che so che mi leggi.

Beautiful dawn – lights up the shore for me.
There is nothing else in the world,
I’d rather wake up and see (with you).
Beautiful dawn – I’m just chasing time again.
Thought I would die a lonely man, in endless night.
But now I’m high; running wild among all the stars above.
Sometimes it’s hard to believe you remember me.

Beautiful dawn – melt with the stars again.
Do you remember the day when my journey began?
Will you remember the end (of time)?
Beautiful dawn – You’re just blowing my mind again.
Thought I was born to endless night, until you shine.
High; running wild among all the stars above.
Sometimes it’s hard to believe you remember me.

Will you be my shoulder when I’m grey and older?
Promise me tomorrow starts with you,
Getting high; running wild among all the stars above.
Sometimes it’s hard to believe you remember me

 

Sogno d’amore Giugno 29, 2008

Archiviato in: Arkeon, Film, amore — fioridiarancio @ 8:39 am
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Ieri ho avuto l’occasione di vedere un filmetto senza prestese, ma carino. Una storia d’amore tra due ragazzi di liceo, diversissimi tra loro che si disprezzano apertamente, che per un incantesimo si trovano uno nel corpo dell’altra costretti quindi a vivere la vita dell’altro per scoprire il valore dell’altro con l’amore che trionfa. Il lieto fine che piace a me.

E pensavo agli arketipi.

Nei film americani, specialmente nelle commedie, gli arketipi familiari sono molto ben definiti. In questo, ma anche in altri filmetti del genere, un ruolo fondamentele appartiene sempre ai padri. Sono loro che danno alle figlie la benedizione per andare oltre loro stesse e correre tra le braccia del loro amore. Sono loro che danno ai figli la forza di percorrere la strada per diventare uomini e accogliere l’amore.

In questo film il padre di lei le compra un bellissimo vestito da sera per correre al ballo della scuola. Mio padre mi ha comprato un biglietto aereo per correre dal mio amore. I padri delle figlie femmine custodiscono il loro sogno d’amore. E quando capiscono che questo sogno si incarna nel ragazzo che incontrano, trovano, con una sapienza antica quasi inconsapevole un rito per sancirlo. Un rito che poi sarà quello di accompagnare la propria figlia all’altare.

E i due padri, vicini di casa, ex-amici, si scambiano un’occhiata di intesa vedendo i figli scambiarsi un bacio di ritorno dal ballo.

Non di questo in particolare, ma di tanti film del genere ho sentito tante critiche. La vita non è come un film, sì però poi come va a finire dopo anni di matrimonio, le solite americanate, il Mulino Bianco per dirla all’italiana.

Ora Mulino Biano sono state definite le testimonianze (principalmente quelle che ho riportato giorni fa di lei e di lui) di persone che nei cerchi di Arkeon hanno condiviso e vissuto le loro storie.

Capisco che chi non ama i sogni, chi non crede che la propria vita possa cambiare, chi è disilluso e cinico, non possa credere che tali cambiamenti possano avvenire per chi invece lo crede e ce la mette tutta per farlo.

Credo che Vito abbia avuto un gran merito, quello di lasciare che le persone credessero nei loro sogni, di lasciare che le figlie andassero dai loro padri perchè le accompagnassero dai loro amori, nonostante il contrasto con il contesto o con persone che si opponevano.

Un’altra cosa che mi colpisce in questo film è il distacco che l’amore porta dallo status quo. Sia lui che lei per vivere nei panni dell’altro devono necessariamente separarsi dalla loro famiglia, dai loro amici, dalla loro vita precedente ed andare sempre di più verso l’altro in una dimensione chiara solo a loro due, ma ignota e incomprensibile a chiunque altro.

Questo l’ho vissuto anch’io. L’amore è un’avventura di solitudine, che ti porta a mettere in discussione la tua vita, i tuoi valori, le tue priorità, ma soprattutto te stesso. Per trovare un te stesso sempre migliore.

 

There can be miracles Giugno 27, 2008

Archiviato in: Film, Libertà, Musica — fioridiarancio @ 4:49 pm
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Questa canzone mi è stata suggerita da un utente che è passato sul questo blog. Era tanto che non la sentivo.

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WHEN YOU BELIEVE

Many nights we prayed, with no proof anyone could hear
In our hearts a hopeful song, we barely understood
Now we are not afraid, although we know there’s much to fear
We were moving mountains long, before we knew we could

There can be miracles, when you believe
Though hope is frail, it’s hard to kill
Who knows what miracle, you can achieve
When you believe, somehow you will
You will when you believe.

In this time of fear, when prayer so often proves in vain
Hope seems like the summer birds, too swiftly flown away
Yet now I’m standing here, my heart so full I can’t explain
Seeking faith and speaking words,

I’d never thought I’d say

There can be miracles, When you believe (When you believe)
Though hope is frail, It’s hard to kill
Who knows what miracles, You can acheive (You can acheive)
When you believe, somehow you will
You will when you believe

They don’t always happen when you ask (uh)
And it’s easy to give in to your fear (ooh)
But when you’re blinded by your pain
Can’t see the way clear through the rain
A small but still resilient voice
Says hope is very near

There can be miracles (Miracles)
When you believe (Oh When you believe)
Though hope is frail
It’s hard to kill (Hard to kill)
Who knows what miracles
You can achieve (You can achieve)
When you believe (oooohhh)
Somehow you will (somehow somehow somehow)
Somehow you will ( I no I no I no)
You will when you believe (when you)
You will when you, you will when you, believe
Just believe, just believe (ooh baby)
You will when you believe.

 

Il Primo Cavaliere Giugno 25, 2008

Nonostante i guai amorosi ho sempre apprezzato la figura di Re Artù, almeno come viene presentata in questo film. Purtroppo non l’ho trovato su movie quote, ne riporto alcuni passi trovati in giro sul web.

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Preghiera di Re Artù all’inizio di ogni seduta della Tavola Rotonda

” Che Dio ci conceda la capacità di riconoscere il giusto, la volontà di sceglierlo e la forza per conservarlo”.

Re Artù – Il Primo Cavaliere

” Un uomo che non teme nulla è un uomo che non ama nulla. E se non amate nulla, quale gioia può esserci nella vostra vita? “.

Re Artù – Il Primo Cavaliere

” Vi sono leggi che rendono schiavi gli uomini e leggi che li rendono liberi. O riteniamo che essere giusti e buoni e leali sia un principio valido per tutti gli uomini sotto la legge di Dio, o siamo solo un’altra tribù di predoni “

Re Artù – Il Primo Cavaliere

 

Sono te in un’altra forma Giugno 23, 2008

Archiviato in: Arkeon, La mia storia, amore — fioridiarancio @ 10:48 am
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Stamattina ho letto una storia che mi ha commossa. Mi ha riportato ad un tempo antico in cui c’era un cerchio degli uomini ed un cerchio delle donne. Ognuno con la sua forma con la sua diversità. Ma con la stessa ricerca, quella della propria identità, di riconoscersi occhi negli occhi. E con il desiderio di incontrarci, gli uni con gli altri, non più nel contrasto, nella lotta e nella competizione, non più nel desiderio di schiacciarsi l’un l’altro, ma con il desiderio di comprenderci, di accoglierci, di chiederci scusa per le ferite date, di ringraziare per l’amore ricevuto.

Porterò sempre nel cuore il momento che veniva chiamato della riconciliazione. Dopo un lunghissimo pomeriggio di cerchio delle donne, intenso e profondo, noi donne andavamo a farci belle. Dopo un giorno e mezzo (ma che sembrava un anno!) di separazione, di introspezione, di identità femminile, ci preparavamo ad incontrare gli uomini, a chiedergli scusa per tutte le ferite date, ma anche ad accogliere le loro scuse per tutte le ferite ricevute. E a ringraziarci, soprattutto della presenza gli uni degli altri, perchè io senza di lui sono persa, e lui senza di me è perso.

Come era bello farsi belle! Con le mie compagne di stanza era un momento di grandissima emozione. Ci chiedevamo come sarebbe stato, come ci avrebbero accolte…

Poi di corsa a preparare uno spazio accogliente, fiori, candeline e l’attesa, un’attesa infinita (in realtà era una mezzoretta). Finalmente un suono di tamburi, arrivano, arrivano. Noi sedute, loro che entrano e si siedono di fronte a noi.

E la canzone. Se chiudo gli occhi e la canto riesco a sentire il profumo di quelle sere, a rincontrare gli occhi di ognuno (di lui in particolare), a sentire “ti chiedo scusa per…”, “grazie perchè…”. Ogni volta era come il giorno del matrimonio. Quanto amore, quanta dolcezza, quante lacrime, quante scuse, quante ferite, quanto coraggio ci sono nel cuore degli uomini. Perchè non me lo avevano mai insegnato? Perchè sui giornali non lo scrive mai nessuno? Perchè sono stata sempre tanto diffidente?

Ne riporto le parole per non dimenticarla mai:

“Tu tu chi sei, tu che sei davanti a me tu chi sei. Io sono te sono te in un’altra forma sono te”

 

Testimonianza di lui Giugno 19, 2008

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Testimonianza, amore — fioridiarancio @ 2:14 pm
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Stesso sito. Stessa premessa. Questo è quanto scrive lui.

Mi chiamo XXX e la mia esperienza di Arkeon e’ completamenten diversa da quella riportata sia nelle trasmissioni sia nel vostro sito
Ho incontrato il lavoro di Arkeon nel 1999 dopo svariate esperienze di ricerca quali analisi ,medicina alternativa ed altro ancora
Questo lavoro mi ha dato la possibilita’ di cambiare il mio punto di vista su molte cose che io ritenevo certezze ma che non lo erano
Ho recuperato il rapporto con mio padre che era molto conflittuale ,riconoscendo in lui il mio unico vero maestro di vita
in Arkeon ho conosciuto e poi sposato mia moglie XXX ed assieme a lei ho cominciato a capire che cosa vuol dire amare e costruire quotidianamente una sana relazione ed una famiglia
Grazie ad Arkeon ed in particolare a Vito Carlo Moccia ,io e mia moglie ,ma sicuramente piu’ mia moglie ,siamo riusciti a superare il dramma che la morte du in figlio a pochi giorni dal parto genera :in quei giorni solo la forza del lavoro di Arkeon,il sostegno continuo del nostro amico Vito Carlo della sua famiglia e di tutte le persone appartenenti ai gruppi di tutte le citta’ ci hanno permesso di risalire la china ,di rivedere il solo sorgere dal tunne in cui eravamo e di rimanere incitiappena un anno dopo
Ora io a 39 anni e mia moglie a 44 abbiamo un figlio meraviglioso di due anni ,un altro in arrivo e poi chissa’
Arkeon mi ha aiutato a strutturarmi ,mi ha permesso di recuperare valori quali integrita’ ,onore ed onesta’ che attuaslmente nel mondo non hanno piu’ molta importanza “

 

Testimonianza di lei Giugno 19, 2008

Archiviato in: Arkeon, Famiglia, Testimonianza, amore — fioridiarancio @ 1:59 pm
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Ho trovato questa testimonianza in rete. Nel riportarla ho cancellato il nome, sebbene lei l’avesse scritto, per ragioni di riservatezza. La riporto perchè mi sembra coraggiosa e molto toccante e non ha avuto su quel sito il rispetto e il riconoscimento che meritava. Se qualcuno volesse il link, può chiedermelo inviando un commento.

“Mi chiamo XXX ho 44 anni sono sposata con XXX, abbiamo un figlio di 22 mesi di nome XXX e siamo in attesa di una figlia (8° mese di gravidanza).
Sono arrivata ad Arkeon tramite un’amica perche’ non ero soddisfatta della mia vita; avevo un divorzio alle spalle ed un gran disordine interiore.
Ho iniziato a frequentare il gruppo di Arkeon nel febbraio 1999; al seminario di Bologna del giugno ’99
ho conosciuto mio marito. Al seminario successivo, sempre a Bologna, siamo entrati a far parte dell’organizzazione dei seminari della nostra città.
Il 28 agosto 2002 nostro figlio XXX è nato morto a 13 giorni dalla data presunta del parto; ho partorito naturalmente con l’aiuto costante e totale di mio marito (entrambi sapevamo che il piccolo era già morto). Arkeon ci ha dato la possibilità di superare questa esperienza tragica e devastante in un tempo relativamente breve perché, esattamente un anno dopo, all’età di 42 anni, agosto 2003, ero incinta di nostro figlio XXX.
Nel momento più tragico della mia vita, in uno stato di paralisi emotiva e fisica totale, con un grandissimo senso di colpa e di morte dentro e, da parte mia, il terrore, data la mia età, di non riuscire più a rimanere incinta, ho ricevuto ogni giorno il sostegno di mio marito, che non ha mai perso la fede, di Vito Carlo Moccia, e di tutto il gruppo. Questo lavoro mi ha permesso di trasformare giorno dopo giorno, seminario dopo seminario il mio senso di colpa devastante in responsabilità e quindi ho cominciato a vivere con una maturità completamente nuova.
Il lavoro di Arkeon ha una grande prerogativa: mi dà la possibilità di risalire alle cause degli eventi che mi accadono e di collegare fra loro le esperienze di tutta una vita e quindi mi responsabilizza; gli sono grata perché mi dà la possibilità di vivere una relazione di coppia serena, felice appagante e, soprattutto, responsabile senza giochi di potere e segreti e di instaurare, anche con le famiglie di origine, gli amici e il mondo esterno delle relazioni sane, basate sulla chiarezza.
XXX in XXX”

 

… e torna il seren per me Giugno 17, 2008

Archiviato in: Film — fioridiarancio @ 11:53 am
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Stamattina ho avuto due notizie, una buona e una cattiva. Sarà l’ordine cronologico con cui le ho ricevute, ma, per quanto sia davvero contenta per quella buona, non mi sento proprio di buon umore…allora pensavo a come tirare su il morale…proviamo così? Da bambina funzionava…

Purtroppo non ho trovato la versione in Italiano…che peccato!

 

This is no ordinary love Giugno 17, 2008

Archiviato in: Arkeon, Film, amore — fioridiarancio @ 9:41 am
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“Someone once said, “If you
want something very badly…
set it free.

If it comes back to you,
it’s yours forever.
If it doesn’t,
it was never yours to begin with. “

I knew one thing…
I was David’s to begin with…and he was mine
.”

Diana – Proposta Indecente

“I think the mistake I made in Vegas…was thinking that I could forget what we did.
I thought we were invincible.

But now I know that the things people in love do to each other…they remember. If they stay together, it’s not because they forget. It’s because they forgive.

I was just… I was just so afraid that you wanted him. No, actually I was afraid that you were right to want him. ‘Cause I thought he was the better man. And I know now he’s not. He’s just got more money.”

David – Proposta Indecente

Mi dispiace che questo film, oltre alla critica poco favorevole, abbia ricevuto anche premi negativi. Ma lo so, io con la critica cinematografica vado poco d’accordo, con le dovute eccezioni. A me invece “Proposta indecente” è piaciuto e anche molto. Ignoro le intenzioni del regista, ma mi ha insegnato davvero tanto. Prima di tutto mi ha insegnato che, come dice la protagonista prima di sperimentarlo, ci sono cose che non sono in vendita. Si può provare, ma alla fine la vita dimostra che i soldi che hai avuto in cambio non ti appartengono e alla fine svaniscono. Svaniscono perchè non sono tuoi e tu lo sai. Non li vuoi perchè daresti molto di più per riavere indietro quello che hai perso. E allora adotti un ippopotamo di uno zoo californiano per un milione di dollari, ma non puoi tornare a come era prima. Ormai la soglia è stata varcata. Parlavo di questo film con una mia amica (un’altra che lo ha apprezzato!) e lei mi tesseva le lodi di Robert Redford. Mah, pensavo, a me non sembra un bel personaggio. E in realtà non lo era. Però ha permesso ai due innamorati, innocenti e spensierati, di far passare il loro amore dalla prova del fuoco. E anche lui in questa esperienza è cambiato. Non avrebbe mai potuto avere lei. Lei apparteneva ad un altro e non avrebbe mai guardato lui con gli stessi occhi. Lui, uno degli uomini più desiderati dalle donne. Così la lascia andare, con una vita e una consapevolezza nuova. Alla fine un bel personaggio anche lui.

Le prime volte pensavo che l’insegnamento principale era che certe soglie non si possono varcare e che loro sono stati fortunati a ritrovarsi, ma si sarebbero potuti perdere per sempre.

Oggi, con qualche anno di più, penso che fa parte dell’essere umano rischiare di varcare certe soglie, passare da prove che, a volte non puoi scegliere, la vita te le sbatte in faccia, a volte invece le vai proprio a cercare giocando con il fuoco. Sia scelti, sia che capitino, questi eventi se qualcosa tolgono, qualcosa donano. C’è poi chi si sforza di cercare il dono di un insegnamento e chi va avanti come se niente fosse accaduto o scaricando la responsabilità al di fuori di se stessi.

Nei cerchi di Arkeon ho trovato tante persone che condividevano la loro esperienza nel varcare le loro soglie. Be’ è mancata la coppia di innamorati in cui lei condivideva di averlo tradito con un bellissimo milionario in cambio di soldi, che lui sapeva tutto, anzi in un certo senso l’aveva spinta, ma di certo aveva firmato un contratto. Lui che condivideva che l’aveva fatto perchè non si sentiva all’altezza di lei. Lei perchè voleva aiutare lui. Ma insomma, alla fine erano insieme, senza la casa dei loro sogni, ma insieme e il milionario da solo con tutti i suoi soldi.

Questa è hollywood.

Però la stessa umanità di sbagliare (o di aver sbagliato), di avere il coraggio di riconoscerlo, di dirlo e di diventare migliori perchè con i propri errori si sbaglia e si cresce sì. Questo era per me il senso di Arkeon. E con i propri errori si impara perchè sono quelli che ti permettono di comprendere te stesso, quanto tieni al tuo amore, quanto ami i tuoi figli e quanto, seppure diversamente, i tuoi genitori, quanto la vita ti ha donato e non riuscivi, per mille motivi, a vederlo.

Quanta umanità, quante lacrime, quanto coraggio, quanto perdono ho trovato in queste storie.

La vita, il mondo che corre, il non voler soffrire ci portano a voler dimenticare gli errori e gli eventi spiacevoli. Per me era arrivato però il momento che non volevo più dimenticare, archiviare. Volevo ricordare tutto e imparare, ma non prolungare questa sofferenza. Il perdono aiuta. Per se stessi prima di tutto, ma anche per il proprio amore.

Quando ci siamo conosciuti ho fatto istantaneamente un patto con me stessa. Con lui rischio. Rischio che mi ferisca, rischio di ferirlo. Perchè le persone che si amano si feriscono, ma trovano anche la capacità e il cuore di perdonarsi.

 

Libertà di espressione Giugno 12, 2008

Archiviato in: Arkeon, La mia storia, Libertà — fioridiarancio @ 11:31 pm
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Sono andata a scuola. Senza troppa passione ho studiato la storia. Ho imparato sui libri che alcuni diritti sono il frutto di battaglie e conquiste.

Ma io sono nata nella seconda metà del XX secolo, la libertà di opinione e di espressione è scontata da diversi anni.

Anni fa ho conosciuto Adriano un ragazzo albanese. Insieme con suo padre, suo fratello e sua sorella seguivano un cammino di catechesi per ricevere il sacramento del battesimo. Mi raccontava che nel suo paese non era possibile credere in Dio.

Ma io sono nata in Italia, nel mio paese la libertà religiosa è assolutamente garantita per chiunque.

Anni fa un ragazzo che conosco è stato vittima di un episodio di cronaca locale. Il giorno dopo la notizia era riportata da almeno due quotidiani. Di riscontrabile c’era il nome suo (ma era poi così necessario ai fini della cronaca?), il nome del paese in cui vive, il nome dell’ospedale in cui era ricoverato, l’essenziale del fatto. Il resto era frutto della superficialità e della fantasia dei cronisti.

Ma io vivo in un paese civile, forse la cronaca locale è affidata a giornalisti poco esperti, sicuramente ad altri livelli i giornalisti controllano ogni dettaglio sulla notizia prima di pubblicarla, ne va della loro credibilità e professionalità e della credibilità del giornale per cui scrivono.

Girando nella rete ho trovato un blog che parla di diritti civili, condanne e processi ingiusti, soprattutto in paesi non occidentali con governi non democratici.

Ma io vivo nell’occidente del mondo, per di più in un contesto sociale normale. A tutti è garantito un processo giusto.Se qualcuno è indagato ci sono degli oggettivi e concreti elementi a favore della sua colpevolezza anche se è giusto che sia considerato innocente fino ai tre gradi di giudizio.

Fino a poco tempo fa questi erano i miei pensieri.

In fondo la democrazia era scontata.

Che poi qualcuno fosse morto per ottenerla poteva anche commuovermi ma non aveva un’influenza diretta sulla mia vita.

Che poi gran parte del mondo di oggi non conoscesse neanche la parola democrazia era un grave problema, per fortuna che c’erano diverse ONG ad occuparsene, come si occupavano della fame nel mondo a cui davo di tutto cuore un’offerta a Natale.

Io vivo in Italia, la stessa Italia che oggi ha accolto al Quirinale e al Vaticano il presidente Bush atterrato all’aeroporto di Ciampino con il mitico Air Force One.

Io vivo nel XXI secolo in una società più o meno secolarizzata dove chi parla di famiglia tradizionale è aspramente criticato, mentre Dolce e Gabbana vengono osannati come guru della comunicazione.

Credo di avere la fortuna di trovarmi in una delle migliori situazioni in materia di rispetto e garanzia della libertà di espressione.

Poi è scoppiato il caso Arkeon.

E ho cominciato a non dare più per scontate diverse, molte cose.

Credo solo ancora di trovarmi in una delle migliori situazioni in materia di rispetto e garanzia della libertà di espressione (prendendo in considerazione tutto il pianeta in tutti i millenni di presenza dell’essere umano), ma non più nei primi posti della classifica.

Su Arkeon, quando è andata bene, ho trovato tanta confusione.

Chi vuole farsi un’idea non può riuscirci da quanto trova in rete, neanche delle fonti più autorevoli (che io sappia solo Repubblica e Corriere della Sera) che sono state per lo meno superficiali nel non verificare le notizie, non sentire tutte le parti coinvolte, omettere eventi importanti. La mia ambizione non è altrettanto scandalistica. Non pretendo di avere l’unica, oggettiva e segreta verità con complotti e cacce alle streghe.

Io vi racconto la mia esperienza del tutto soggettiva.

E voglio farlo perchè dentro l’etichetta offensiva e spersonalizzante di psico-setta sono state buttate persone vere con cuore, pensieri e vita vera.

Io sono una di loro.